mercoledì 14 maggio 2025 - Marco Barone

Individuata forse la prima vera prigione di Moro, in un caso ricco di menzogne

L'inchiesta giornalistica del giornalista della RAI, Federico Zatti, su quella che potrebbe essere stata la prima prigione di Moro, è l'ennesima prova che la verità sul caso Moro non c'è stata e ad oggi non c'è.

L'inchiesta si è focalizzata sul noto reperto numero 777 dove si legge: «Schizzo planimetrico di un probabile istituto carcerario in costruzione, con allegati tre foglietti manoscritti su carta quadrettata». La convinzione fu che si trattasse di una prigione in costruzione, nulla venne ritrovato e si abbandonò ogni pista. Adesso, spunta l'ipotesi di un complesso collegato forse al Vaticano in costruzione in quel tempo che potrebbe corrispondere alla fantomatica planimetria attribuita al brigatista Valerio Morucci. Il giornalista ha rimarcato che il luogo, rintracciato tramite le mappe di Google, si troverebbe a cinque minuti da via Fani. E le testimonianze raccolte lascerebbero intendere che la direzione intrapresa dai brigatisti portasse sicuramente in quella direzione. Se poi quello fosse il luogo è tutto da comprendere. Sicuramente ci sono delle verosomiglianze tra la mappa e gli edifici oggi esistenti, bisogna vedere come fosse la situazione del cantiere in quel tempo, ma pare evidente che sul caso Moro vi sia stata una verità solo di comodo, eppure si è trattato di qualcosa di enorme, di potente, che ha visto la partecipazione di una pluralità di soggettività, politiche, criminali. Si dovrebbero sottoporre i protagonisti ancora in vita alla macchina della verità, verrebbe da dire, obbligarli a parlare, perchè è inaccettabile che sia la menzogna a continuare a farla da padrone in questa vicenda, e quando i protagonisti e testimoni diretti non ci saranno più, ci saranno solo rimpianti probabilmente per non aver fatto il possibile per sancire la verità sul caso Moro perchè forse al sistema di potere che si passa il testimone, può andare bene così.



4 réactions


  • Marco Barone Marco Barone (---.---.---.25) 14 maggio 2025 16:48

    Ad integrazione:

     Delle perplessità ci sono, soprattutto per la corrispondenza dei disegni ed alcuni dettagli con il sito, tanto che per alcuni quella mappa invece indicava il carcere di Ascoli Piceno che in quel tempo era in fase di edificazione.

    Ed il fatto che oggi si continua ad andare alla ricerca di luoghi, siti, e quant’altro è la dimostrazione non tanto dell’esistenza di teorie del complotto, ma del fatto che la verità di comodo è talmente ricca di contraddizioni i baggianate così evidenti che è impossibile non vedere, appunto, a partire dal principio, dal giorno dell’agguato, fino al momento del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani.

    mb


  • Gianni Morra (---.---.---.236) 26 marzo 11:50

    La borsa Loyola a Monte Nevoso la segnalai io allo Zatti sul sito rainews di fb - grazie dell´onestà intellettuale. Effettivamente è curiosa la sua presenza tra i bierre. Ho chiesto spiegazioni a bonisoli, mai ricevuta risposta.

    Ma essa non prova per niente che la prima prigione di Moro (ce ne furono altre) fosse nell´inesistente cantiere Loyola al 114. John Felice era stato davvero agente segreto per gli inglesi durante la guerra, ma nemmeno questo prova sua complicità coi bierre, né come quella borsa finì a Monte Nevoso. Tuttavia la borsa Loyola è curiosa, ma la sua provenienza resta misteriosa, giacché quel tipo di borsa aveva più che altro circolazione interna al campus e non commerciale nei negozi. Ciò non coimplica non potesse trovarsi usata a Porta Portese, ma non lo rende facilissimo.

    Ma : al 16.3.78, non c´era nessuna Loyola a Massimi 114. Stava ancora nella vecchia sede a Villa Maria Theresa, non lontano sulla Trionfale al civico 8062 (oggi via Girolamo Nisio 57). E non c´era al 114 nessunissimo camtiere Loyola : quando avvenne il trasloco mesi dopo, la Loyola occupò i locali preesistenti delle suore che glieli avevano affittati, senza alcuna nuova costruzione - quale conduttore mai si metterebbe a costruire per il padron di casa ?

    Solo decenni dopo la Loyola acquisterà gli stabili dalle suore e vi costruirà nuove aggiunte.

    Tutto questo lo segnalai al persichetti su fb, lo trovate sul suo sito insorgenze naturalmente senza riconoscimento per me dato che trattasi notoriamente di ennesimo galantuomo.

    Basta con questi pseudoscoop da strapazzo.

    Poi, che John Felice POSSA ipoteticamente essere coinvolto, è latamente indiziario perché lui mantenne per tutta la vita contatti al più alto livello con il vertice dell´anticomunismo (e quindi, antimoroteismo) internazionale : (aggiungere elle ad inizio link) :

    uc.edu/rome/about/news/stories/archive/todaywerememberourfounderjohnfe lice.shtml

    "While teaching a summer program in 1961, Felice was invited to lunch with Italian President Giovanni Gronchi and American diplomat Clare Booth Luce. Luce opined that both Italy and America needed a large, permanent study-abroad program anchored in Rome. Wanting to seize the once-in-a-lifetime opportunity, Felice asked Gronchi if the Italian government could help start such a program."

    Ma certamente NON fu mai anfitrione della prigione di Moro al 114 di via Massimi, come vi proverò nei prossimi commenti, correggendo le falsità propalate dallo Zatti.

    ALETH

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    • Gianni Morra (---.---.---.236) 26 marzo 17:46

      Basta con lo scoopismo da strapazzo degli zatti e cassettari assortiti del caso Moro, compresi gli imbecilli che li ospitano nei loro podcast demenziali su yt : ecco quel che mi scriveva il 9.1.2023 Suor Laura Restelli, amministratrice dell Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena che nel 1978 affittarono parte dei loro locali di via Massimi 114 alla Loyola :

      Gent.mo sig...,

      ... Ora, dal mio ufficio con alcune note di archivio sono a poterle confermare quanto segue...

      ... dalle note di archivio possiamo dare queste certezze.

      Alla fine di maggio del 1965 nella casa dove ora si trova la Loyola University (corpo storico - NON le nuove costruzioni) si trasferisce la Curia generalizia della congregazione. L’altra casa (114/B) resta casa di noviziato, mentre il 114/A è sede della curia generalizia, casa di formazione per le giovani professe e casa di esercizi per la Congregazione.

      Tale resta fino al capitolo generale del 1976 quando comincia una riflessione sull’uso di questo immobile.

      Il 16 aprile 1978 la casa viene chiusa e la curia generalizia e il gruppo di formazione si trasferisce nella casa di noviziato in locali che erano stati ristrutturati allo scopo.

      Dal 1 maggio 1978 nella casa entra la Loyola University, con un affitto che era già stato firmato nel mese di febbraio 1978.

      Come vede non ci sono periodi vacanti: essendo i due immobili molto vicini quei 15 giorni sono serviti alle suore per finire il loro trasloco e all’Università per cominciare ad approntare i locali a suo uso.

      L’affitto con il Centro universitario dura fino al luglio 2009, quando avviene la vendita e quindi il passaggio di proprietà del bene.

      Quindi spero di aver risposto alle sue domande: non ci sono tempi in cui l’immobile rimase vuoto, nel senso che o c’erano le suore che stavano traslocando o c’era il Loyola che stava approntando i suoi locali. Inoltre all’inizio del viale c’è sempre stato un cancello a delimitare la proprietà. L’immobile non aveva allora le dimensioni attuali.

      Non so darle altri particolari, proprio perché le sorelle che curarono da vicino questi passaggi non ci sono più.

      Spero che tutto questo serva alla sua ricerca.

      Cordiali saluti. sr Laura Restelli

      Sede Legale-Economato Generale Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena Via degli Artisti 17 - 00187 ROMA " :dunque : al 16.3.78 non c´era nessuna Loyola a via Massimi 114 e non c´era nessun cantiere perché la Loyola affittò preesistenti locali delle suore.Se solo gli scoopisti della domenica verificassero prima di dar fiato alle trombe...Ma se lo facessero, non sarebbero quel che sono.ALETHCOPYRIGHT ALETH 2023 + 2026ALL RIGHTS RESERVED

  • Gianni Morra (---.---.---.236) 26 marzo 18:21

     Abbiamo agli atti della prima commissione d´inchiesta due testimoni oculari d’eccezione : la signora Iole Dordoni sta passeggiando col cane all’angolo tra via Carlo Belli e via Marcello Casale De Bustis, quando vede sopraggiungere a grande velocità il convoglio dei terroristi : una grande scura (la 132) seguita da due piccole (le due 128, blu e bianca). Arrivano alla catena che chiudeva De Bustis, la manipolano, la superano e proseguono dritti passando a DESTRA della quercia che stava un tempo in mezzo alla strada DOPO la svolta a sinistra per il tratto di via Massimi dove c’è il 91. La Dordoni vede bene che il convoglio NON gira a sinistra per quel tratto di Massimi : va dritto, passa la quercia a destra, NON gira a destra dove c´è oggi (ma NON al 16.3.78) l’università Loyola dei gesuiti. Superano Villa Rossini, che sta DOPO la svolta per Massimi 91 e DOPO la svolta per la Loyola.

    La Dordoni specifica ad Imposimato nel ´79 che i terroristi NON girano a destra per infilare il viottolo del 114 :
    https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/198/042%20%20volume%20XLII?keyword=
    p. 511

    Insomma : i terroristi NON portano Moro a via Massimi 91, né al 114 (Loyola). Vanno dritti giù per il tratto di Massimi (una via con due tronconi) che arriva a via Serranti.

    Tutto ciò è confermato indipendentemente dall’altra oculare preziosa, la fu signora Anna De Luca in Angelini, che abita prospiciente la catena di De Bustis. Anche lei vede il convoglio proseguire dritto giù verso via Serranti.

    Nuovi edifici ed ampliamenti furono operati dalla Loyola solo DOPO l´acquisto degli immobili dalla suore nel 2009 (fonte sito John Felice Rome Center).

    Quindi il disegno di Gradoli NON può essere quello di inesistente cantiere Loyola.

    https://www.luc.edu/rome/about/thejfrctradition/

    " 1978: The Rome Center moves to its current location, a spacious residential campus on Via Massimi, atop Monte Mario. The converted former convent is a large, U-shaped building, which houses classrooms, student dormitories, administrative offices, a cafeteria, a coffee bar, and more....

    2009: Loyola purchases the Via Massimi campus. ",

    Il primo nuovo edificio è inaugurato solo nel 2011 :

    2011: The state-of-the art library, or Information Commons (IC), is inaugurated."

    Il secondo nuovo edificio, solo nel 2015 :

    2015: The new dining hall – known by students as the mensa – opens in the spring semester."

    Il terzo. solo nel 2020 :

    2020: After more than a decade of fundraising and planning, the JFRC inaugurates its new residential hall and chapel."

    E voglio davvero sperare che ora finalmente questo zatti si dia all´ippica e la smetta di alzare polveroni demenziali sul caso Moro  48 anni di stratigrafia del depistaggio bastano e avanzano.

    ALETH

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