giovedì 8 aprile - Laura Tussi

In memoria di Giovanni Sarubbi

Leggere e comprendere i suoi editoriali significa tradurre nella pratica quotidiana la tanto amata frase di Don Milani “I care”. Sì, perché a differenza del pensiero fascista del “Me ne frego”, Giovanni contrappone il pensiero dell’amore, della vita, della nonviolenza e della lotta.

 

Caro Giovanni, oggi mercoledì 7 aprile 2021, ci sentiamo tutti più soli.
Soli perché ci mancherai tantissimo e ci mancherà il tuo modo di essere amante della vita e grande uomo di Pace.
Hai dedicato la tua esistenza ad una pratica e a una fede: la Resistenza.
Ma chi è Giovanni per chi non lo sapesse?
Giovanni Sarubbi, fondatore e direttore della rivista telematica ildialogo.org è, e da adesso lo descriveremo sempre vivo nelle nostre lotte, un grande pacifista che mai "si è girato dall’altra parte" davanti a un’ingiustizia. Mai ha negato il suo aiuto amico ai più fragili.
Persona schietta di quelle che “non le manda a dire”, Giovanni prima di tutto orgogliosamente si dichiara Antifascista e Comunista.
Due parole, due modelli di vita che oggi danno parecchio fastidio.
Ebbene sì. Giovanni ama dare fastidio e lo fa con la cultura trasmessa dalla Resistenza Partigiana Antifascista e dalla Nonviolenza attiva.

Attento analista del tempo moderno, Giovanni da sempre indaga e denuncia ogni forma di ingiustizia sociale, da ogni tipo di violenza al razzismo, dalla mala politica al suprematismo. Forte critico del modello e del sistema finanziario, politico, sociale attuale. Decostruttore del costrutto capitalista e demolitore del pensiero unico neoliberista. Sempre contro tutti i prepotenti e i guerrafondai.
Del dialogo tra religioni fa il suo cavallo di battaglia e lo fa partendo dalle comunità di base, ossia da chi pratica il proprio concetto di religione libero da strutture di potere che ne possano infrangere il significato originario più profondo, e facendosi fervente e attivo promotore della Giornata del Dialogo Cristiano-Islamico.
Leggere e comprendere i suoi editoriali significa tradurre nella pratica quotidiana la tanto amata frase di Don Milani “I care”. Sì, perché a differenza del pensiero fascista del “Me ne frego”, Giovanni contrappone il pensiero dell’amore, della vita, della nonviolenza e della lotta e il verbo inclusivo di chi ha veramente compreso e fatto proprio il portato valoriale dell’eredità che ci è stata trasmessa da donne e uomini che per amore e dignità e non per odio hanno saputo riscattare tutti i mali del mondo.
Tanto abbiamo da dire su e per te caro Giovanni, ma la cosa migliore che possiamo fare ora è continuare il tuo operato, ringraziando ogni giorno che abbiamo avuto l’onore di trascorrere con te.
Un abbraccio che accoglie

 

Laura e Fabrizio

Note: Testo di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi
 

 



2 réactions


  • Kocis (---.---.---.144) 8 aprile 20:42

    Le pregiate parole di Laura Tussi in memoria del compianto Giovanni Sarubbi sono di già esaustive.

    E’ necessario aggiungere un aspetto importante che riguarda la poliedrica figura di Giovanni. Lui è stato anche un militante sindacale di rilievo. Sempre a fianco dei lavoratori, in prima fila nelle lotte.

    Questa sua veste viene ricordata bene dal comunicato della Cgil di Avellino. Si legge tra l’altro: “ La sua storia politico sindacale viene dalle battaglie metalmeccaniche a Pomigliano ex Alenia e presso la struttura Cgil Camera del Lavoro di Pomigliano”.

    Caro Giovanni, che “ le terre ignote” ti siano sempre lievi. La tua memoria rimarrà Viva.


    domenico stimolo


  • Kocis (---.---.---.144) 10 aprile 16:12

    Memoria di un uomo giusto: Giovanni Sarubbi

    Ci ha lasciato improvvisamente pochi giorni fa una bella persona di grandi ideali: Giovanni Sarubbi. Ma ci rimane di lui il prezioso patrimonio di lucida analisi politica del tempo presente insieme a un nobilissimo esempio di costante solidarietà a fianco degli ultimi, dei non privilegiati.

    Giovanni non esprimeva visioni ottimistiche: nei suoi giudizi, spesso molto taglienti, spronava a rifiutare la miseria e lo squallore del presente, ma sempre a costruire un diverso futuro dell’essere umano e della società. Sapeva essere implacabile come pochi nell’attaccare le forme moderne di potere corrotto, oppressivo e onnipotente come quello capitalistico e finanziario. Si poneva sempre, anche con tenerezza, dalla parte della liberazione e della difesa della dignità umana, opponendosi in modo intransigente ai vari poteri politici o anche, da uomo di fede, a quelli religiosi, ai quali non risparmiava le sue critiche. Pur convinto comunista, non sopportava l’ideologia che diventa sopraffazione, annichilimento e annullamento della persona.

    La sua fede generosa e radicale lo portava a giudicare severamente i tradimenti di una Chiesa ammantata di privilegi e dominata dalla ricerca pervicace di accordi con il potere politico ed economico, sempre più lontana perciò, dal messaggio evangelico. Credeva fortemente nel dialogo e per questo organizzò la bellissima iniziativa della Giornata del Dialogo islamico-cristiano portata avanti per tanti anni.

    Noi però vogliamo ricordarlo come amico anche per la sua instancabile vicinanza e solidarietà con il Centro di accoglienza di Vicofaro, dove collaboriamo con don Massimo Biancalani, che dal 2016 ha accolto nelle strutture della chiesa oltre duecento giovani africani provenienti perlopiù dalla fascia del Sahel. Giovanni lo sostenne non solo inviando generosamente aiuti concreti, ma anche con articoli lucidissimi, in cui denunciava gli attacchi infami dei razzisti e dei fascisti, insieme al silenzio complice e all’indifferenza feroce delle forze politiche “progressiste” e del mondo cattolico, uniti nella volontà di cancellare un’esperienza caratterizzatasi per la sua anomalia e radicalità nel non chiudere mai la porta a nessuno. Ricordiamo un’esperienza che ci accomunò, quando nell’ultimo Ramadan propose una trasmissione on line per riflettere insieme sul valore di questa fondamentale ricorrenza della religione musulmana: vi parteciparono, commossi e coinvolti, don Massimo, alcuni dei ragazzi accolti e dei collaboratori.

    Siamo certi che la memoria di Giovanni ci accompagnerà e ci darà forza di Resistere nel nostro impegno.


    Assemblea permanente antirazzista antifascista/Vicofaro


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