venerdì 17 gennaio - Cesarezac

Alberi sì, alberi no

Gli alberi sono parte integrante come gli animali, le api, i pesci, della natura che ci ospita.

Gli alberi, come tutte le piante, grazie alla funzione clorofilliana, in presenza della luce producono ossigeno, al buio anidride carbonica. Una campagna mediatica di sedicenti ambientalisti ha indottrinato una parte della popolazione, ha creato gli integralisti manichei, adoratori dell'albero che difendono ad oltranza anche quando è collocato dove non si dovrebbe.
 
Diversi studi, anche con l'ausilio di foto dai satelliti artificiali, hanno constatato che il pianeta terra è densamente occupato da foreste. Addirittura più che in passato. All'interno delle foreste, non allignano la maggior parte delle specie vegetali e animali.
 
Inoltre da quando l'uomo ha inventato e diffuso le materie plastiche, il legname non è più come in passato un materiale prezioso. Di legno si facevano le navi, le case, i mobili. Ne consegue che le foreste non sono più curate dall'uomo come lo erano in passato, sono in stato di abbandono. Gli alberi vecchi e malati, non vengono sostituiti da nuove piantumazioni. 
E' un peccato, perché ad onta dei nuovi materiali tecnologici, le proprietà del legno, sono ineguagliabili e il legno è anche piacevole alla vista. Ci sono lavori di ebanisteria che sono splendide opere d'arte. 
 
Oltre ai gravi danni che tutti conosciamo per l'abnorme diffusione della plastica, dobbiamo annoverare l'abbandono della cura delle foreste. Ben vengano gli ambientalisti non dogmatici a penalizzare le materie plastiche che ormai costituiscono una gravissima minaccia per l'ecosistema e quindi per noi stessi e a difendere il legno, gli alberi. Abbiamo visto come sia indispensabile prendersi cura degli alberi, ma non al punto di collocarli al posto sbagliato.
 
Innanzi tutto le specie arboree sono enormemente diversificate, dagli oleandri alle gigantesche sequoie, dagli alberi da frutto ai pini che devono essere utilizzati come barriere antivento sulle costiere litoranee, dagli olivi che ci forniscono l'olio alimentare di grande valore nutrizionale. E' invece da condannare la collocazione di grossi alberi sui marciapiedi in modo da impedirne il transito ai pedoni, specialmente alle mamme con le carrozzine dei bambini, e ai disabili con le sedie a rotelle. E' da condannare senza incertezze, la collocazione di alberi entro le rotonde stradali sulle quali costituiscono una grave insidia, nonché la loro presenza ai margini delle strade.
Tuttavia, anziché aumentare la superficie delle foreste, è necessario curarle e aumentare le aree a pascolo, a coltivazione o riproduzione spontanea di specie vegetali, necessarie per l'alimentazione umana e animale. 
Al momento di pubblicare questo articolo, il maltempo che si è abbattuto sulla penisola, con venti impetuosi ha causato una impressionante caduta di migliaia di alberi. Alcuni hanno fatto danni patrimoniali, altri vittime umane. Ormai i comuni, Roma in testa, hanno individuato la urgente necessità di abbattere migliaia di alberi. Integralisti, smettetela, gli alberi al posto sbagliato devono essere espiantati!
 
La natura non è rappresentata solo dagli alberi, la natura sono le api, senza la cui opera di impollinazione gli alberi non ci sarebbero, le mucche che ci danno il latte, le galline, le uova, il grano, le pecore, non vivono e non si riproducono entro i boschi. I pini devono stare al di fuori dei centri abitati, lontani dalle carreggiate stradali, stanno bene sui litorali in funzione di barriere antivento.
Foto: Pixabay


4 réactions


  • Enzo Salvà Enzo Salvà (---.---.---.64) 17 gennaio 15:49

    Mah, mi sembra che Lei abbia idee piuttosto vaghe, in quanto agli alberi in città Le propongo un bell’articolo di Legambiente, legga da "IDEE SBAGLIATE e FALSE OPINIONI"

    Un Saluto

    Es.


  • Cesarezac (---.---.---.178) 17 gennaio 21:01

    Enzo Salvà,

    ho letto l’articolo da Lei segnalatomi, in sostanza coincide perfettamente con le mie idee e anche con il tenore del mio articolo.

    Gli alberi devono stare al posto giusto, non dove intralciano l’uso dei marciapiedi, "la scelta sbagliata degli alberi che vengono messi a dimora" .

    La maggior parte degli alberi vengono danneggiati dalla potatura es. i pini.

    I pini devono stare lontani dai centri abitati, la potatura viene effettuata non perché gli fa bene, ma per evitare il pericolo della caduta pigne sulla testa delle persone.

    La invito a leggere con migliore attenzione il mio articolo nonché il pensiero di Lega Ambiente.

    Stia bene


    • Enzo Salvà Enzo Salvà (---.---.---.64) 18 gennaio 10:05

      Dovrebbe arrivare fino in fondo e leggere anche "come la pensiamo noi"

      Lei scrive <<E’ invece da condannare la collocazione di grossi alberi sui marciapiedi in modo da impedirne il transito ai pedoni, specialmente alle mamme con le carrozzine dei bambini, e ai disabili con le sedie a rotelle.>>

      E’ evidente che Lei ha ragione sugli "impedimenti" ma non è certo con i cespugli che si possono ottenere effetti di raffrescamento e abbattimento polveri sottili oltre che bellezza. Il problema è la gestione e la manutenzione e questo coinvolge tutta la politica in special modo di una città. Traffico, spartitraffico e trasporto pubblico in primis, cioè limitare il traffico privato ma dare alla popolazione la possibilità di muoversi agevolmente, ad esempio. Difficile nelle città italiane che hanno spesso strade antiche e strette ma si può e si deve fare.

      Del resto, mi scusi, ma Roma senza i suoi pini marittimi (che sono un’essenza locale) sarebbe ugualmente così straordinariamente bella? (a parte le nefandezze umane). 

      Non confonda natura ed ambiente l’Italia, ad esempio, è un Paese fortemente antropizzato e l’Ambiente contiene tutto inclusa l’umanità, la sua vita e le sue attività, 

      tutto dipende da come gestiamo, usiamo o sfruttiamo o distruggiamo il resto. Questo è Ambientalismo.

      Mi viene in mente il "ciclone Vaia" del 2018 in Veneto e Friuli con migliaia di ettari di bosco spazzati via, ebbene Grillo (anche lui qualche volta ci prende) disse che erano boschi Ikea: non aveva torto, in gran parte quei boschi sono dei semplici legnamifici, grandi piante, senza sottobosco, piantate troppo strette affinché vadano su dritte e magre in cerca di luce, che non arrivano ad avere un impianto radicale sufficiente. 

      Aggiunga nuova cementificazione esagerata accanto a zone industriali e/o abitative abbandonate e vedrà che i danni da inquinamento alle persone sarà di gran lunga peggio.

      Un Saluto

      Es.


  • Marina Serafini Marina Serafini (---.---.---.23) 19 gennaio 22:19

    Sono scioccata dai contenuti di questo articolo. La natura invade lo spazio che l’uomo fa arrogantemente suo con tutta la superficialità e l’incuria di cui è capace??? Non è che forse l’uomo dovrebbe integrare le proprie necessità alle risorse che offre l’ambiente, magari iniziando dal rispetto della vita che oggi non sa dimostrare, soprattutto quella "verde", che è lì da molto prima della sua, e che la rende anche possibile??????


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