giovedì 24 gennaio - Marco Barone

#3annisenzaGiulio. Quel silenzio che unisce il mondo in giallo, travolgerà il regime egiziano

Dalla Sicilia all'America, dall'Austria alla Svezia, centinaia di località, una pluralità di soggettività, tutte unite, nel silenzio che verrà rotto dai passi mentre attraversano le strade della propria città, dal rumore del fuoco della fiaccola, dal proprio respiro. 

Alle 19.41 si alzeranno verso il cielo, per la terza volta, le fiaccole della verità per Giulio Regeni. Per Giulio, e per tutte le Giulia ed i Giulio d'Egitto che da quando in quel Paese si è innescata la dittatura, sull'onda di una protesta tradita che voleva pace, pane e diritti, la mano armata del colpo di stato ha prevalso e represso ogni forma reale di libertà. E purtroppo Giulio è stato suo malgrado travolto da tutto ciò.
 
Tre anni sembrano tanti, tanti se si pensa a tutto quello che è successo, dai rapinatori uccisi e accusati di essere i sequestratori di Giulio, dai filmati spariti, dalle accuse infamanti mosse contro Giulio, dalle prese in giro, accompagnate però da strette di mano, che ben tre governi non hanno evitato di mantenere con un regime amico alla fine dei conti di tanti e nemico di pochi. Nemico soprattutto dei diritti umani.Sappiamo bene quello che è successo, le ritorsioni, gli arresti per ritorsione, le intimidazioni, il metterti sotto pressione.
 
Tre anni senza Giulio, il 25 gennaio del 2019. Son tanti, ma anche pochi, perchè è come se tutto fosse sospeso, fino a quando verità e giustizia non sarà fatta. Sembrano parole di rito, dette così, ma hanno un loro peso soprattutto verso quell'Egitto arrogante, presuntuoso, che alza la testa.E' fondamentale sapere che la solidarietà non si è arrestata, che continua, malgrado tutto, che le fiaccole saranno migliaia in tutto il globo, perchè il mondo non dimentica, come dalle parti delle Piramidi speravano accadesse.Ed il silenzio che unirà il mondo in giallo per la verità per Giulio Regeni sarà assordante, rumoroso, potente.

mb



1 réactions


  • Monia De Moniax (---.---.---.17) 25 gennaio 09:54

    io, modestamente, oltre che pretendere tutto dall’egitto, come è giusto, avrei interrogato anche l’università anglosassone dove lavorava e l’università americana a il cairo...pure queste due "congreghe" zitte e New York, più che Mosca...


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