domenica 22 gennaio - Emilia Urso Anfuso

Italia: prove tecniche di dissesto nazionale

Ho dovuto attendere qualche giorno, prima di scrivere questo editoriale. Mi riferisco ai troppi fatti di cronaca accaduti nel giro di pochi giorni. Terremoto, slavina che sommerge e imprigiona in un abbraccio mortale, gli ospiti dell’Hotel Rigopiano, l’incidente stradale – terribile – che ha ucciso 16 tra le persone che viaggiavano a bordo di un pullman ungherese, di ritorno da una gita scolastica in Francia…

Troppo. Troppe emozioni. Prima di essere giornalista, sono un essere umano. E no, non mi interessa lo scoop a tutti i costi, la cronaca dettagliata del dolore altrui, le immagini – strazianti – dei minori morti o appena salvati da un incubo, ammesso che per alcuni si possa parlare di salvezza, visto che c’è anche chi si è salvato, ma ha perso i genitori.

In questi giorni, ho letto e sentito di tutto. Anche parecchie castronerie, da parte di alcuni colleghi, che avrebbero amato potersi calare da un elicottero (…) sul luogo del disastro all’Hotel Rigopiano, per rubare qualche immagine straziante, per registrare il respiro affannoso dei soccorritori mentre spalano tonnellate di neve.

L’Italia si è bloccata, e non solo davanti al televisore, per seguire le operazioni di salvataggio presso l’Hotel o le tormente di neve che flagellano i già flagellati terremotati del centro Italia.

Si è bloccato un sistema precario. Si è palesato come tutto giri, male, su organizzazioni disorganizzate a volte, altre semplicemente prive dei mezzi necessari per operare.

A monte di tutti i disastri accaduti in queste ore, un cambiamento climatico che in molti ancora non vogliono vedere e accettare. Si, è vero, è inverno e in inverno fa freddo e nevica, in alcune regioni italiane. Ma non si può certo negare che, la situazione che stiamo tutti vedendo, possa essere ritenuta “eccezionale”.

Ne parla la stessa Agenzia Eurpea dell'Ambiente, anche se queste informazioni non sono affatto divulgate.

Le istituzioni, come sempre, preferiscono “Non diffondere terrore generale”. Buona parte della popolazione, non si rende conto che si, siamo messi davvero male ormai, sul pianeta Terra. Aggiungiamo anche: la situazione della rete elettrica nazionale, che basta qualche episodio naturale fuori dalla norma, per lasciare – per giorni e giorni – migliaia di famiglie senza luce, e quindi, senza anche il riscaldamento.

Basta che a rispondere a una chiamata di soccorso sia la persona meno preparata, per far partire con terribile ritardo i soccorritori. Basta avere uno spazzaneve o una turbina fuori uso, per far morire la gente.

E basta anche un poco di superficialità umana, per recarsi in ogni caso presso un Hotel che si trova in un territorio colpito da terremoto e tormente di neve. Una struttura alberghiera che, peraltro, è stata protagonista di alcune vicende giudiziarie per presunti abusi edilizi. Sembra infatti che, l’albergo fu totalmente ristrutturato e molto ampliato nel 2007, ma probabilmente molti dei lavori realizzati, sarebbe stato meglio non farli. Da una piccola struttura, se ne ricavò un magnifico resort a 4 stelle. Ma come sempre, non si pensa troppo al territorio su cui si vanno a generare certe strutture. Non si penda troppo a cosa potrebbe accadere se… sta di fatto, che tutte le persone coinvolte nelle indagini, furono assolte. Eppure, si parlava di tangenti pagate per chiudere il solito occhio – o tutti e due – per agevolare una sanatoria edilizia.

Tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo, impone che tutti noi ci si fermi a riflettere, e non solo sulle implicazioni e responsabilità – sarà la magistratura a farlo – quanto su come il nostro territorio, l’intero sistema paese, possa crollare letteralmente sotto il peso della neve, del cambiamento climatico e della scarsa capacità di gestire la trasformazione ambientale.

Migliaia di famiglie lasciate senza luce per giorni, non è cosa da nazione civile. Così come non lo è, lasciare per mesi centinaia di famiglie al freddo, in attesa di container e casette di legno.

Eccoci presentato il conto. Delle ruberie, della scarsa volontà di pensare alla nazione e alle sue esigenze, delle dinamiche odiose di corruzione e corruttibili. Siamo una nazione andata a male, governata da persone poco interessate al bene del Paese, inteso come casa della popolazione.

Non è normale che si parli di “messa in sicurezza del territorio” solo a tragedie avvenute, e che poi – comunque – non si faccia mai nulla. Non è nemmeno normale che la popolazione non faccia nulla contro tutto questo. Non è normale.

Non è normale nemmeno che, a livello mondiale, si stiano disattendendo tutti i trattati sulla situazione climatica e sulle relative soluzioni, che dovevano esser messe in atto da anni, e che non si informi ampiamente la popolazione mondiale sulla situazione effettiva, che siamo costretti a comprendere sulla nostra pelle.

Non so dove tutto questo ci porterà. Ciò che non comprendo davvero, è dove mai porterà tutto questo, quegli 8 grandi miliardari che detengono oltre la metà della ricchezza mondiale e gestiscono, di fatto, la vita di miliardi di persone.

Facendo un po’ di fantapolitica, mi verrebbe da pensare che, hanno trovato un modo per scappar via dal pianeta Terra, al momento opportuno. Altrimenti, non si spiega…

Cerchiamo di non abituarci alla morte, alle tragedie, al dissesto ambientale, al dissesto totale del sistema paese, o arriverà un giorno in cui sarà tutto inutile, e sarà troppo tardi. E non ci sarà più tempo per raccontare ciò che sta accadendo. Ciò che vedete in tv, accade a un braccio da voi. E tutti noi possiamo trovarci flagellati da un sistema che sta crollando visibilmente, sotto i colpi della non curanza.

Pensateci, ma in fretta...

 



3 réactions


  • Mario Barbato Mario Barbato (---.---.---.56) 22 gennaio 19:25

    Io non incolperei la natura, ma la speculazione degli uomini sul territorio. In inverno è naturale che nevichi e faccia freddo. E’ naturale che i terremoti si presentino periodicamente. Sono naturali anche i maremoti, le eruzioni vulcaniche, i cicloni e tutto ciò che rappresenta le forze della natura. Ma se ti metti a costruire case con materiali scadenti, se innalzi palazzi su zone ad alto rischio sismico, se erigi un hotel dove è certo che può esserci una valanga di melma e di neve a coprire tutto, mi chiedo che colpa abbia la natura, che è perfetta e, soprattutto, non è malvagia come l’essere umano. Un saluto.


    • Emilia Urso Anfuso Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 22 gennaio 19:41

      Buonasera
      legga meglio il mio articolo: in tutta la mia carriera giornalistica, non ho mai scritto - nè pensato - che la colpa sia della natura.

      Invece, come diverse volte ho avuto modo di scrivere e approfondir - ho spiegato bene come gli esseri umani abbiano drammaticamente distrutto l’ecosistema.

      Un saluto

      Emilia Urso Anfuso


  • pv21 (---.---.---.128) 22 gennaio 19:28

    Cosa NON fare >

    A fronte di eventi eccezionali è iniziativa pregevole promuovere anche raccolte pubbliche di fondi al fine di contribuire all’onere di esigenze basilari ed urgenti.

    Questo non si può dire circa la campagna di solidarietà che è stat attivata, per ben 3 volte, dalla Protezione Civile tramite il n. 45500. Nel merito.


    E’ BENE ricordare che all’avvio è stato suggerito di scegliere tale donazione piuttosto che optare per raccolte di beni di uso contingente (cibo, vestiario, utensili, ecc).

    IN SEGUITO si è aggiunto che tali somme concorreranno alla futura opera di “ricostruzione”.

    Senza tuttavia chiarire che per esaurire la fase “preliminare” di elaborazione e di autorizzazione all’impiego serviranno diversi mesi. Oltre al fatto che per un’adeguata “ricostruzione” si prevedono capitoli di spesa nell’ordine di 3-4 miliardi di euro.

    Ergo.


    Fare APPELLO alla solidale generosità dei cittadini ha senso solo a fronte di riscontro tangibile e immediato dei benefici prodotti.

    Trasparenza e rapidità operativa devono quindi essere le prime caratteristiche dello strumento amministrativo attivato. Già disponibile oppure da predisporre.

    Sono le crude immagini delle esigenze-difficoltà in atto che spingono il cittadino a mettere mano al portafoglio. Ed insieme la speranza di constatare “presto” un qualche effetto positivo di tale gesto.


    Altrimenti subentrerà la sgradevole e frustrante sensazione di una iniziativa dal mero sapore demagogico.

    PROPRIO in caso di donazioni solidali è essenziale il valore e significato di Parola e Merito


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