Gianni Morra (---.---.---.117) 6 maggio 17:10

QUATTRO COSTOLE ROTTE  1


https://www.memoria.san.beniculturali.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=

p. 728 per le fratture. È il volume XLV degli atti della prima Commissione Moro.
Nel referto autoptico di Moro, si parla della rottura di 4 costole (escluse le altre fratture provocate dai proiettili del 9 maggio) : i forensi datano le fratture fra i 30 e i 60 giorni circa prima del 9 maggio, perché erano già in stato di avanzata guarigione al momento della morte.

Certo, verrebbe naturale pensare che se le sia rotte nel trambusto dell´attentato fra il tamponamento da dietro dell´Alfetta di scorta, la perdita di controllo da parte di Ricci colpito, e il buttarsi di Moro a destra dietro gli schienali per ripararsi come asserisce fiore, uno dei 4 avieri-br che avrebbero compiuto la strage ( e quello che avrebbe materialmente catturato Moro, con o senza moretti a seconda delle versioni). Inoltre, non sono pervenute lettere di Moro dei primi 10 giorni del sequestro, il che potrebbe far pensare che non scrisse in quel lasso di tempo per il dolore acuto delle fratture. Ma non ci è pervenuto tutto ciò che scrisse nei 54 giorni. Inoltre stiamo per vedere come il comunicato numero due delle "br" affermasse che l´interrogatorio di Moro era in corso al 25 marzo, e il cosiddetto Memoriale pervenutoci, consiste proprio in risposte scritte alle domande dei terroristi.

A pag. 48 della relazione medico-legale su Moro, basata sugli esami necroscopici effettuati il 9 e il 10 maggio 1978, si parla di frattura e non di incrinatura :

" SI OSSERVA INOLTRE, A CARICO DELLA IV,V,VI E VIII COSTA DI SINISTRA, IMMAGINI LINEARI DI FRATTURA CON SEGNI PERIFOCALI DI UN NETTO ADDENSAMENTO RIPARATIVO, SOPRATTUTTO A CARICO DELLA V E VIII COSTA, OVE È BEN APPREZZABILE L´APPOSIZIONE DI CALLO OSSEO IN AVANZATA FASE DI CALCIFICAZIONE.

DETTI ULTIMI ASPETTI ORIENTANO PER POSTUMI RELATIVAMENTE RECENTI DI FRATTURE LA CUI EPOCA DI PRODUZIONE PUÒ ESSERE FATTA RISALIRE FRA I TRENTA ED I SESSANTA GIORNI. "

Dunque, le 4 costole di Moro si ruppero tra il 9 marzo e il 9 aprile circa. Ma non mi risulta da nessuna fonte che si fosse rotto 4 costole prima del 16 marzo, dunque possiamo dire: tra il 16 marzo e il 9 aprile circa. È da escludere che se le fosse rotte prima del 16 marzo, perché altrimenti il dolore acuto non gli avrebbe consentito di svolgere la sua vita normale : il 15 per esempio, era in studio a via Savoia. E i suoi familiari avrebbero ben testimoniato di tali fratture pre-sequestro, che non potevano passare inosservate.

La relazione medico-legale non riporta il punto esatto di frattura di quelle costole: cioè, cosa intendono per costa a sinistra ? Ogni costola gira attorno al torace, dunque siamo ad esempio sul petto o sulla schiena ? O sul fianco ? Che fine hanno fatto le lastre fatte al cadavere di Moro ?

Nel novembre 1979, il sisde avrebbe intercettato due br non identificati che discutono del sequestro Moro per sentito dire da altri br : essi menzionano i testamenti di Moro, che verranno scoperti solo nel 1990 a via di Monte Nevoso, dunque parrebbe che siano attendibili. Dicono che Moro non fu torturato fisicamente (gotor, Lettere dalla prigionia, einaudi 2018 p.186).

Il referto autoptico completo del 10.5.78 e le relazioni medico-legali del 9 e successive :
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908826.pdf

pp. 649 sqq.

http://www.fontitaliarepubblicana.it/documents/642-volume-45-ocr.html

p. 728 per le fratture. È il volume XLV degli atti della prima Commissione Moro.
Il cuore è a posto, niente ischemie o problemi coronarici o altre anomalie cardiache a p.660 del primo link. Dunque parrebbe di dover escludere cardiopatie recenti o pregresse tali da necessitare massaggio cardiaco. E quindi eventuale massaggio cardiaco come causa delle fratture costali verrebbe a cadere.

Aggiungo che nel referto autoptico breve del 10.5, le ferite cicatrizzate in zona pube e glutei sono definite "vecchie", dunque si deve desumere che esse siano molto anteriori a Fani. Le cicatrici sono 2 : a parte ovviamente i fori dei proiettili del 9 maggio. La prima è una vecchia cicatrice da sutura chirurgica nella zona pubica, non datata precisamente ma appare chiaro che sia di tempi andati e ben anteriore a Fani altrimenti l´avrebbero detto perché rilevante ai fini dell´indagine omicidiaria. La seconda è una vecchia cicatrice sul gluteo destro.
Pare dunque doversi escludere del tutto, sulla base delle perizie sul cadavere, che Moro fosse stato ferito a Fani. Oltretutto non v´è alcuna macchia di sangue nella 130 sulla zona dove Moro, SE presente, avrebbe poggiato glutei e pube.
E il cuore è a posto, dunque il 16 marzo e gli eventi successivi non gli causarono alcuna seria cardiopatia o danno cardiaco - il che non supporta la teoria che vedremo, espressa dal pentito peci (che l´avrebbe appresa da fiore, uno dei brigatisti di via Fani), e ripresa da giovanni Moro nella sua audizione alla Moro1 : che cioè Moro avrebbe subito uno shock tale in via Fani, da impedirgli addirittura di rendersi conto del massacro della scorta attorno a lui.
A Moro dunque, su questa base, l´unico trauma fisico che potrebbe essere occorso il 16 marzo, è la possibile frattura delle 4 costole. Ma quello è solo il terminus a quo.
In altre parole,Moro ne uscì del tutto illeso, tranne la possibile ma non certa rottura di 4 costole, e senza problemi cardiaci di sorta. E siccome la 4 fratture non sono esposte, Moro NON sanguinò in via Fani - ammesso e non concesso che fosse presente - né ovunque fosse, dal 16 marzo al momento in cui gli spararono il 9 maggio per ucciderlo.

Alle pagine 680 sqq. del cursore, nel link supra, abbiamo la relazione medico-legale completa, che a p. 48 del cartaceo, 728 del cursore, evidenzia le 4 fratture costali, tutte a sinistra. Come da trauma inferto o procurato accidentalmente solo alla parte sinistra del busto.

Conclusioni provvisorie : sulla base delle perizie medico-legali, SE non depistanti o errate pure loro, pare doversi desumere che :
1. Moro non fu ferito il 16 marzo, che fosse a Fani o no
2. il sangue che par di vedere nel corpus foto/video sul sedile posteriore a sinistra della 130, lato verticale in basso, non può pertanto essere il suo; né possono esser di suo sangue, le macchie sulle 3 macchine usate per la fuga
3. Moro non riportò alcuna disfunzione cardiaca né il 16 marzo né durante i 55 o 54 giorni.
Un indizio della possibilità che Moro non riportò quelle 4 fratture il 16 marzo, bensì dopo, mi pare siano le due famose fotografie di Moro prigioniero pubblicate sui giornali rispettivamente il 19.3 e il 19.4.1978 : ecco la prima :

https://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_del_sequestro_Moro#/media/File:Aldo_Moro_br.jpg

Non so quando fu scattata, immagino il giorno prima o un paio di giorni prima, ma quel che conta è che Moro appare, relativamente parlando, di buon aspetto, curato, non sofferente fisicamente, e con l´espressione del volto persino leggermente ironica.

La differenza con la seconda foto, pubblicata il 19.4, quindi 1 mese dopo, è drastica :

https://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_del_sequestro_Moro#/media/File:Moro_seconda_foto.jpg

Qui Moro appare sofferente fisicamente, il viso incolto, abbattuto - potrebbe molto più plausibilmente essere l´espressione di chi, oltre al terribile stress psicofisico della prigionia, ha 4 costole rotte, riportate forse per trauma da inferta violenza ? In ogni caso, il confronto tra le due foto mi parrebbe portare ad escludere le fratture prima della foto pubblicata il 19.3.

Un altro argomento in favore di una datazione tarda delle fratture, più verso il 9 aprile che il 16 marzo, è la mera quantità dell´ouput scrittorio di Moro, tra Memoriale e lettere : centinaia di fogli, il grosso dei quali deve aver riempito prima di rompersi o incrinarsi le costole, altrimenti il dolore non gli avrebbe consentito di scrivere tanto. Il "processo a Moro" da parte delle scheinbr si svolge a marzo/aprile appunto: il comunicato 2 delle scheinbr del 25 marzo informa che l´interrogatorio è in corso, e il 3 del 29 marzo, che esso prosegue con la completa collaborazione del prigioniero; il 4 del 4 aprile, vede ancora Moro sottoposto a processo; il 5 del 10 aprile dice che l´interrogatorio prosegue; ma finalmente, il comunicato 6 del 15 aprile (scritto ovviamente come tutti, prima del suo ritrovamento) annuncia che l´interrogatorio al prigioniero Aldo Moro è terminato con la sentenza di colpevolezza e la condanna a morte:

http://www.robertobartali.it/cap08.htm

Tra il 5 e il 10 aprile, Moro redige i suoi testamenti e addii, già evidentemente edotto della sentenza. Il Memoriale è costituito in gran parte, dalle risposte di Moro all´interrogatorio. Ne abbiamo 229 fotocopie di manoscritto su 420 in tutto trovate nell´ex covo br di via Monte Nevoso a Milano nel 1990 (le restanti pagine contengono le lettere): alle 229 vanno sottratte qualche decina di pagine del Memoriale scritte dopo il 10 aprile, ma aggiunte un´altra cinquantina almeno per le prime 36 lettere pervenute, scritte anch´esse entro il 10 aprile circa: il totale è di circa 260 fogli (+ x non pervenuti + le minute perdute: Moro copiava spesso in bella, come provano gotor in Lettere dalla prigionia, einaudi 2018, e Twardzik nell´edizione critica del Memoriale del 2019), la gran parte dei 420 pervenuti: dunque Moro scrive tantissimo nei primi 30 giorni di prigionia, una produzione difficilmente concepibile con 4 costole appena rotte e dolore acuto. A conferma di ciò, abbiamo uno iato quasi totale di scritti dalla prigionia pervenuti, proprio tra il 10 e il 20 aprile circa: fase in cui pertanto, Moro doveva essere impossibilitato a scrivere, essendosi appena rotto le costole. Per le datazioni degli scritti dalla prigionia, ottimo gotor, Lettere dalla prigionia, einaudi 2018 citato.

Ho tra le mani questa nuova, costosa ma utile edizione del Memoriale (Il memoriale di Aldo Moro 1978, edizione critica, archivio di Stato/de luca editori, Roma 2019), in cui Padova Antonella grafologa, distingue 4 fasi della scrittura di Moro : la prima energetica,volitiva, tra fine marzo e il 13 aprile ; la seconda stentata, disuguale, intorno al 23 aprile. Sono queste prime due fasi che mi interessano particolarmente. Perché se la Padova ha ragione, allora stupisce che non colleghi tali differenze di energia grafomotoria alla frattura delle 4 costole di Moro attestata dai medici legali come prodottasi tra 60 e 30 giorni circa prima dell´obitus. Cioè tra il 16 marzo e il 9 aprile circa, dato che prima del 16 stava benissimo e la sera del 15 lavorò fino a tardi a ricucire i dissensi sul nuovo governo. Dunque, poiché tra metà aprile circa e il 22, c´è una settimana circa di iato quasi totale nella produzione grafica di Moro, se ne evincerebbe che la frattura avvenne verso il 9 aprile e non verso il 16 marzo, e che la settimana di iato sino al 22 aprile, e poi la scrittura debole attorno al 23, siano dovute al dolore acuto della recente frattura delle 4 costole che gli impediva, prima di scrivere tout court, poi di imprimere energia al tratto.

Invece dalla terza fase descritta dalla padova a p.100 (Il memoriale di Aldo Moro cit.), attorno al 30 aprile, la grafia di Moro inizia a riacquistare omogeneità e regolarità : a quasi 3 settimane dalle fratture, il dolore acuto è evidentemente passato. Che poi la scrittura ridiventi stentata a maggio, come dice la padova, se vero, questo sì potrebbe dipendere dal cambio prigione e dalla disperazione del fallimento di ogni via di salvezza.

ALETH

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