E invece è proprio così: anche la dicitura "non esclusivamente commerciali" su cui si basa tutta la polemica anticlericale del trio radicali-massoni-comunisti non riguarda solo gli enti ecclesiastici, ma solo il non profit. E se si è ritenuto necessario introdurla è perchè si avevano in mente situazioni ben precise che meritano l’esenzione e sarebbero state colpite da un’impostazione troppo "radicale" (è il caso di dirlo).
Volete un esempio? Bene: se, poniamo, l’Associazione malati oncologici costruisce una residenza destinata a ospitare i familiari dei pazienti che si trovano ricoverati per lunghe degenze è del tutto comprensibile - nonostante la finalità di indubbio valore morale, sociale, solidale - che chi gestisce la struttura chieda una quota di partecipazione alle spese (la cifra sarà sensibilmente inferiore a ciò che l’ospite pagherebbe in un albergo). Quindi la struttura presenterà i connotati di una iniziativa appunto "non esclusivamente commerciale", ma un pò commerciale sì, diamine, o viviamo su Marte? Solo perchè fa pagare una retta quella struttura dovrà perdere l’esenzione dall’ICI?
O vogliamo mica far pagare l’ICI sulla sede dell’’Associazione per le leucemie solo perchè quest’ultima vende le stelle di Natale per autofinanziarsi?
Luigi Murtas - Cagliari
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