Attilio Runello
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21 luglio 2025 02:41
Una buona notizia è che l’Inps ha concluso lo scorso anno con quindici miliardi in attivo. Nel 2025 la previsione di bilancio prevede che l’Inps riceva 260 miliardi come contributi dei lavoratori dalle imprese. E prevede anche di avere uscite per 325 miliardi La differenza la dovrà coprire lo stato. Si sono portati con la Fornero gli anni di lavoro a 67 anni per uomini e donne per mettere in grado l’Inps di pagare le pensioni. Inoltre si è previsto a partire dai prossimi anni di passare al contributivo. Si stima che con il contributivo le pensioni saranno un po’ più basse rispetto all’ultimo stipendio. E questo forse salverà il bilancio Inps. Molto dipende da quanti saranno i lavoratori in regola per i quali verranno versati contributi. Il dato riportato dall’ISTAT di una crescita dei lavoratori di un milione negli ultimi tre anni è molto positiva. Sono soldi in più che incassa l’Inps. È probabile che il bilancio in attivo dello scorso anno dipenda da questo. E quindi bisogna augurarsi che si proceda in questa direzione. L’aspetto dei diritti proposto dall’articolo è condiviso da tutti. Ma si può ottenere se il bilancio continua a rimanere in attivo. Contare sullo stato che copre gli ammanchi sempre e comunque non è prudente. Lo stato deve pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, la sanità, la scuola, finanziare gli enti locali e le regioni, i ministeri e tutti gli enti statali. Inoltre le infrastrutture in questi anni vengono pagate con il PNRR, ma questo finirà nei prossimi anni. Inoltre paga gli interessi su un debito pubblico enorme e dal 2032 dovrà iniziare a restituire la metà dei soldi del PNRR, che per metà sono in prestito. Molto chiedono inoltre una riduzione del carico fiscale e sarebbe opportuno ridurre anche il debito pubblico arrivato a più di tremila miliardi. La richiesta di aumento degli stipendi è condivisa. Ma anche una riduzione dei prezzi è auspicabile. Anche il settore delle multe agli automobilisti è diventato insostenibile. Chi non paga subito si trova l’importo che cresce ogni anno e dopo tre anni è moltiplicato per dieci. Rimane sempre pesantissima poi la sanzione per chi non paga subito le cartelle esattoriali sbagliate. Inoltre i comuni da anni trascurano gli alloggi di edilizia pubblica. E per chi vive in affitto nelle grandi città il costo dell’affitto è elevatissimo. In conclusione,: di diritti ne esistono tanti e bisogna fare i conti con i bilanci. I lavoratori chiedono stipendi più alti? Gli imprenditori spostano le industrie all’estero se o carichi fiscali, la burocrazia e gli stipendi sono troppo alti. Un terzo della nostra produzione viene esportata e se i paesi in cui esportiamo non comprano piu o ci aumentano i dazi le aziende chiudono. Pochi hanno capito l’impegno del governo a cercare progetti finanziati da paesi ricchi per le nostre imprese o quello per fare ridurre i dazi - che non riguarda solo gli Stati Uniti.
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