Sig. Mitraglia, mi trovo perfettamente in sintonia con l’enunciato del suo articolo, ma purtroppo si sta facendo di tutto per ripristinare (e ciò è ancor più utopistico) ciò che era prima della crisi. Continuare quindi a sottopagare i beni importati arrivando a pagare meno di ciò che effettivamente costa il prodotto: questa è la logica del capitalismo selvaggio attuale, quel capitalismo che è riuscito ad attecchire in Cina e che ridurrà in polvere la grande muraglia con gli elevatissimi consumi energetici che provocano un inquinamento insostenibile. Il dramma è che la caduta del muro di Berlino ha mostrato di che pasta sia fatto il nostro sistema economico quando gli avversari svaniscono: la legge principale è solo quella del più forte, una forza che però adesso si sta spostando geograficamente facendo arricchire di più, sempre meno persone, a scapito dei "comuni mortali" che devono fare i conti con la fine del mese. Mi trovo perfettamente d’accordo sul fatto che la qualità della vita sia direttamente proporzionale al tempo libero a nostra disposizione, infatti da oltre quarant’anni, pur avendo in media sestuplicato la nostra produttività, percepiamo simulazioni di stipendio inferiori proporzionalmente al passato, continuiamo a fare gli orari che ci consentivano di produrre un sesto del prodotto attuale: 40 ore settimanali come minimo. Sestuplicando la produttività abbiamo saturato i mercati, così sono venute fuori nuove figure: gli inventori di bisogni (vedi I-Phone). Purtroppo una cosa che accomuna i soggetti più deboli è la potenziale guerra tra poveri e chi è al potere lo sa bene, visto che presto toccheremo i 7 miliardi di persone sul pianeta. La televisione ha annichilito tutti visto che, sicuramente, una situazione come quella attuale trenta anni fa avrebbe generato una vera e propria rivoluzione. Orwell aveva visto giusto.
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