lunedì 2 novembre 2009 - Emilia Urso Anfuso

La giornalista Emilia Urso Anfuso pone 5 domande a tutte le testate nazionali

 

In considerazione del fatto che, ormai da molto tempo, la Stampa nazionale parla di se stessa, diatriba contro se stessa ed al più, propone:
 
- domande cui nessuno risponde
- sottoscrizioni ed appelli che dovrebbero essere di poco interesse per la cittadinanza
- scampoli di Gossip che emarginano la vera Informazione
 
propongo a tutte le testate nazionali le seguenti 5 domande:
 
 
1) - avete mai pensato all’utilità per i lettori, di conoscere in maniera chiara e dettagliata i contenuti di alcune normative che spesso contengono interi articoli e commi che vanno contro la cittadinanza? (vedi ad esempio: DL 2/2009 “Piano anticrisi” all’articolo 32 comma 7: abbassamento del tetto da 8.000 a 5.000 euro attraverso il quale Equitalia s.p.a. può immettere ipoteca sugli immobili dei contribuenti considerati onerosi...)
 
2) - avete mai riflettuto sull’opportunità di dare Informazione adeguata, chiara e trasparente relativamente l’incidenza dei nuovi Virus pandemici che si riscontrano da alcuni anni?
 
3) considerate utile o meno l’opportunità di Informare adeguatamente i lettori ed in maniera chiara sulle agevolazioni economiche dedicate alle fasce deboli?
 
4) Siete in grado di fare una disanima costruttiva e tecnica, senza scadere nell’opinione personale e politica, su ciò che di negativo e positivo ha fatto e sta facendo l’attuale Governo?
 
5) Pensate di portare avanti ancora a lungo questa volontà di NON informazione ai cittadini che è ormai palese a molti e che vi ha portato a “manifestare” per la Libertà di Stampa?
 
 
Grazie per le risposte che tutti attendiamo.
 
Emilia Urso Anfuso
Giornalista Indipendente
Fondatrice e Direttore della testata indipendente: “Gli sComunicati” - http://www.gliscomunicati.it


4 réactions


  • Dino Brancia (---.---.---.120) 2 novembre 2009 10:18
    Caro Direttore, se la stampa replicasse a una sola delle tue domande l’Italia si potrebbe definire un paese evoluto e non un paese in via di sviluppo, le caste si scontrano o fanno finta di scontrarsi, parlare di gossip conviene, terrorizzare gli italiani con la MAIALA conviene, questa paura nasconde tante malefatte delle caste e se per caso l’italiano medio riuscisse a prendere coscienza della situazione drammatica in cui versa il bel paese sarebbe veramente una disdetta per i baroni del potere politico e giornalistico.

  • Renzo Riva (---.---.---.55) 2 novembre 2009 18:31

    Cara Direttore,
    spero lei abbia sostanze a sufficienza per vivere e poter sopravvivere alle angherie dei "suoi colleghi" (gran parte) che hanno portato "il cervello all’ammasso" e della cui deontologia è meglio non parlare.
    La ringrazio come apolide che ha chiesto di essere cancellato dai registri della cittadinanza italiana nel Novembre 2005 all’allora presidente della repubblica italiana.

    Mandi,
    Renzo Riva
    [email protected]
    349.3464656


  • (---.---.---.241) 2 novembre 2009 18:41

    Buonasera.

    Vi ringrazio innanzitutto per i commenti.

    Vorrei dire un paio di cose: i "cervelli all’ammasso" a mio parere, sono quelli di tante persone che si lasciano trasportare dal Sistema. Attualmente il livello culturale medio Italiano tocca un aberrante liivello minimo.

    Nell’ignorare - tante cose - si commettono errori, soi seguono mode e modi e non si riesce ad interpretare i fatti in maniera prismatica.

    La maggior parte delle persone, non si rendono conto che, nel momento esatto iin cui - votando - delegano l’amministrazione del paese a pochi elettii, li stanno rendendo automaticamente estreammente potenti.

    Poi, la cittadinanza non è più in grado di interagire con chi ha scelto di mettere a capo dela nazione.

    Manca la cultura del conoscere. manca la cultura dell’essere parte attiiva degli avvenimenti.

    C’è una "paura" diffusa di questo o quel potere: basta che la gente veda un medico ecco che si genuflettono e tremano...ma vi pare possibile?

    Lo stesso accade in molti altri ambiti.

    Finchè il liivello culturale si manterrà ai minimi storici, procedendo in discesa, non avremo alcuna speranza di una Società migliore.

    Per ciò che riguarda le mie domande, ed i miei introiti: tranquilli. Essere freelance non significa non lavorare e non guadagnare. Essere una freelance indipendente, nemmeno.

    Vuol diire "solo" scegliere percorsi impervi. Ma vi assicuro, che ne vale la pena. In special modo nel settore della Comunicazione.

    Camminare a testa alta, non dover dire "Sissignore" e nemmeno "grazie": oggi ha un valore immenso.

    Un caro saluto


  • pv21 (---.---.---.9) 2 novembre 2009 18:50

    Verrebbe da domandarsi se siamo tutti impazziti. Forse è meglio chiedersi se è Tutta colpa di Carosello. Da molti anni esistono gli Untori della parola che oggi, armati di video, possono cavalcare anche le immagini choc. Cosa c’è di più facile della tecnica: tutto è vero e niente è vero. La stampa ha solo il compito di descrivere la società? Non c’è da meravigliarsi del dilagare di gossip e spot. ... (x altro => http://forum.wineuropa.it


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