mercoledì 17 giugno 2009 -
Anni orsono il modello per il pagamento dell’IRPEF era talmente elaborato ed imponente, che fu chiamato modello 740 lunare ; ed alla fine il Presidente della Repubblica non riuscì più a trattenersi e, nel corso di un suo messaggio televisivo al Paese, se ne lamentò aspramente. Il risultato fu che il modello si ridusse alle due attuali paginette, gli italiani continuarono a vivere ed a pagare le tasse come prima, mentre il tempo e l’impegno necessari per calcolare l’imposta diminuirono in maniera esponenziale.
Tempo di tasse
Son tempi bui, tempi di tasse d’ogni tipo (IRPEF, ICI e chi più ne ha, più ne metta).
Anni orsono il modello per il pagamento dell’IRPEF era talmente elaborato ed imponente, che fu chiamato modello 740 lunare ; ed alla fine il Presidente della Repubblica non riuscì più a trattenersi e, nel corso di un suo messaggio televisivo al Paese, se ne lamentò aspramente. Il risultato fu che il modello si ridusse alle due attuali paginette, gli italiani continuarono a vivere ed a pagare le tasse come prima, mentre il tempo e l’impegno necessari per calcolare l’imposta diminuirono in maniera esponenziale.
Forse è per questo che nessuno oggi si lamenta più dell’impegno necessario per redigere la dichiarazione dei redditi: sappiamo che vi è di peggio.
Però, in effetti, non tutto va per il verso giusto.
Innanzitutto i modelli utilizzabili sono due e non uno, e precisamente il modello 730 ed il modello UNICO , differenti fra loro solamente perché il primo utilizza il sostituto d’imposta del contribuente per i necessari conguagli, i quali vengono fatti con immediatezza; il modello UNICO, invece, prevede rimborsi diretti dall’erario al contribuente, rimborsi che solitamente avvengono dopo anni.
Per il resto i due modelli dovrebbero essere eguali perchè portano alla stessa valutazione dell’imposta; ed invece, per motivi imperscrutabili, alcuni dati sono immessi in un modo nel primo modello ed in un altro modo nel secondo.
Anche le scadenze per la presentazione sono diverse: fine maggio per il modello 730 e fine giugno per il modello Unico. I pagamenti, invece, devono avvenire entro la stessa data. Ad esempio, il termine di giugno è salomonicamente posto a metà mese. E non è molto chiaro come si debba fare a valutare il dovuto chi utilizza il modello UNICO e lo redige, come è suo diritto, nella seconda metà di giugno.
Insomma, sembrerebbe che l’unico ufficio ministeriale che lavori sempre ed a pieno ritmo sia l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici.
Quest’anno si è giunti al paradosso dell’INPS che richiede alcuni dati delle dichiarazioni fiscali attraverso il modello RED entro il 30 maggio, ad una moltitudine di persone che generalmente redigono il modello UNICO ed hanno tempo per farlo sino a fine mese di giugno.
In un mondo normale si avrebbe un solo modello, con ovviamente una sola scadenza per la sua presentazione e per il pagamento dell’imposta, un diretto ed immediato travaso dei dati necessari all’INPS ed una sezione riservata a quanti scelgono di utilizzare il proprio sostituto d’imposta per i conguagli.
Cosa ne pensa di tutto questo il Ministro Brunetta, cui incombe l’obbligo di far bene funzionare tutta la Pubblica Amministrazione, anche quella fiscale?
Sono certo tempi bui, ma l’attuale Macchina Pubblica non è che aiuti molto il cittadino ad affrontarli!
Sono certo tempi bui, ma l’attuale Macchina Pubblica non è che aiuti molto il cittadino ad affrontarli!
