mercoledì 14 ottobre 2009 - Sergio Nazzaro

Sono preoccupato (perché si vuole la coscienza di una nazione nelle mani di Roberto Saviano)

Qui l’articolo di oggi con gli ultimi aggiornamenti.

Sono preoccupato. Se Ignazio Marino o un Dario Franceschini quando parlano del futuro della sinistra, alla voce criminalità, agitano la figura di Roberto Saviano significa due cose: ignorare la materia e quindi parlare per luoghi comuni, dimenticandosi che c’è molto ma molto di più. Oppure ritenere la platea a cui si parla banale che, se non si va per simboli mediatici facili, non comprende. In entrambi i casi la situazione è veramente deprimente. Con tutti i giudici, le forze dell’ordine, i testimoni di giustizia scoperti, si teme per la vita di una sola persona. Non sono preoccupato quando Pisani, capo della squadra mobile dice che loro hanno dato parere negativo alla scorta a Roberto Saviano. E soprattutto dice che “la lotta alla criminalità è una cosa normale. A cui tutti possono partecipare”. Assunto sacro santo. Sono preoccupato di cosa accadrà ora.

La polizia verrà incolpata di negligenza, mentre i carabinieri diranno che loro hanno fatto più attenzione? Si metterà, forse, in discussione la parola di un uomo che lotta quotidianamente sulla strada? Cosa sta succedendo? Qualcuno sta presentando il conto di una grande esposizione mediatica che invece di muovere animi e coscienze insieme verso un obiettivo comune, ha invece prodotto solo un beneficio personale? Ciò che dice oggi Pisani lo aveva scritto Gigi Di Fiore nel libro L’Impero dei Casalesi molto tempo fa. Ma sembra che nessuno lo abbia letto, o forse, lo hanno voluto oscurare. Ci fu un allarme bomba che invece era una bolla di sapone. Ma su tutto cala sempre il silenzio.

Sono preoccupato perché già oggi molti che hanno bisogno di una scorta non hanno protezione.

Perché domani non sarà data a chi ne ha realmente bisogno. Sono preoccupato perché si vuole la coscienza di una nazione nelle mani di Roberto Saviano, ma la lotta alla camorra non appartiene ad una sola persona ne tantomeno ai lettori di libri. Appartiene ai cittadini italiani. Perché le storie che i media vogliono ascoltare non sono conosciute da una sola persona ma da tutti. Creare martiri mediatici, gadget televisivi è pericoloso perché mette a rischio il lavoro di tanti, troppi che da sempre sono sul campo. Ma l’Italia è banale, vuole simboli, non verità. Ed io sono preoccupato. 



7 réactions


  • pv21 (---.---.---.223) 14 ottobre 2009 19:39

    Potrei sbagliare, ma trovo difficile convincermi che nella lista dei "bersagli" della mafia Saviano sia tra quelli in evidenza. Se così fosse dovrebbe restare sotto scorta per molti, molti anni ancora. La mafia, quando vuole, ha la memoria lunga. Per giunta la mafia non "gioca". Non c’è scorta che abbia retto con .. Falcone e Borsellino.
    (se cerchi ... => http://forum.wineuropa.it 


  • Davide3d (---.---.---.129) 14 ottobre 2009 21:40

    Domanda: questo significa che Saviano è un visionario? Se fosse senza scorta e lo ammazzano... ne rispondete voi ? Fatemi capire...


  • roselina970 (---.---.---.60) 14 ottobre 2009 22:53

    nessuno vuole quel che paventi ed il tuo discorso suona strano come moneta falsa.
    io sono preoccupata invece di posizioni come le tue che tendono indirettamente a svilire ed isolare saviano che è evidentemente un simbolo che dà fastidio: tu sei un utile idota della mafia..


  • (---.---.---.168) 14 ottobre 2009 22:53

     Roberto...non 1 o 10,
    .ma infiniti...


    • virginia (---.---.---.53) 15 ottobre 2009 10:12

      Articolo interessante che condivido in pieno. E’ vero, verissimo, che creando un simbolo e facendone un mito, ci si ava la coscienza nel caso che questo simbolo venga fatto fuori.
      Non capisco invece l’ultimo commento pria del mio. Che cosa vuol dire? Fa il pari con 1,10 Nassirya? Spiegati meglio per favore


  • Luigi (---.---.---.32) 15 ottobre 2009 13:23

    Come sempre in Italia si parla x muovere l’aria, chissà forse il giornalista in questione ha bisogno di un quarto d’ora di notorietà e per fare questo và controccorrente, sicuramente Saviano è un simbolo, ma x le due parti, quindi potrebbe essere ucciso quanto meno perchè simbolo, e poi scusa i magistrati, i poliziotti, fanno un mestiere che prevede il rischio, è insito se ti scegli come antagonista la malavita, ma un giornalista uno scrittore nò, non può essere equiparato a chi fà del rischio il suo mestiere, ma forse questo il giornalista non l’ha pensato, peccato, magari non è questo il suo lavoro.....


  • massimo (---.---.---.127) 15 ottobre 2009 13:35

    Oddio, Luigi... "nò" "và" e "fà" con l’accento, no, ti prego...ti scongiuro...ti imploro...


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