giovedì 24 settembre 2009 - Riccardo Scano

Scudo fiscale: l’indulto dei ricchi

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati prende posizione, e lo fa contro l’ultimo provvedimento in materia economica del Governo Berlusconi, il cosiddetto "scudo fiscale", che esclude la punibilità per tutti i reati fiscali commessi al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all’estero, emissione di false fatture e falso in bilancio, i quali potranno dunque essere sanati con il pagamento di una somma pari al 5% dell’imposta evasa.

"Il diritto penale richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali", queste le considerazioni dell’ANM sulla manovra. Se poi è vero, come sottolinea in risposta in Ministro della Giustizia Alfano, che "chi vuole che sia riconosciuta la sua autonomia, deve accettare che è il Parlamento sovrano che fa le leggi", è anche vero che se una decisione suscita tanta contrarietà forse qualcosa di sbagliato nel meccanismo esiste. ’"Si tratta di reati oggettivamente gravi - sottolinea l’Anm - puniti con una pena massima di sei anni di reclusione, per i quali lo Stato rinuncia alla punizione, in tutti i casi e indipendentemente dall’importo non dichiarato".

In sintonia con le prese di posizione del Governo vi è invece Alberto Bombassei (vicepresidente di Confindustria) che, intervenendo su Canale 5, sottolinea come "lo scudo fiscale non è una cosa bella, etica o morale, ma di fatto è utile al paese e quindi non possiamo che darne un giudizio positivo". Diverse sono state le motivazioni che hanno portato il Governo, almeno in linea teorica, ad adottare questo sistema: dalla necessità di far tornare i capitali detenuti all’estero all’interno dei nostri confini nazionali, alla possibilità di combattere i tanto temuti quanto amati "paradisi fiscali", come la Svizzera e le sue banche. Per i magistrati quello che serve è una pena certa e non amnistie o sanatorie, in particolare nel settore dei reati economici e fiscali "nel quale già si sconta una situazione di illegalità diffusa e di difficoltà di accertamento. La nuova legge - conclude l’ANM - avrà come risultato l’impunità a chi ha realizzato profitti violando la legge, minando la fiducia di chi ha agito nel rispetto delle regole".

Un indulto al contrario quindi, che scarcera e premia chi ha rubato al fisco ed alla collettività ingenti cifre, arrivato da una Maggioranza che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia. Allora è utile definire meglio il concetto di sicurezza, e forse anche di giustizia, confinandolo a chi minaccia la nostra incolumità fisica arrivando in modo prepotente da altri paesi, ma non estendendolo a chi invece commette reati. I numeri poi parlano ancora più chiaro: su un milione di euro detenuto all’estero in modo illegale basterà pagarne cinquanta mila per essere considerati in regola (invece che più di duecento mila), una enorme perdita economica a discapito di scuole, redditi, posti di lavoro. Basti pensare, ad esempio, ai tagli all’istruzione che sono stati apportati dalla Gelmini-Tremonti, ed ai cinquantotto mila precari che resteranno quindi senza lavoro. Una domanda, dunque, sorge spontanea: non erano solo i clandestini a rubare il lavoro agli italiani?!



6 réactions


  • massimo (---.---.---.131) 24 settembre 2009 15:58




    A prescindere da ogni valutazione sul provvedimento, che è un atto politico e deve quindi essere discusso in sede politica, non è ammissibile che un organo sindacale dei magistrati , di coloro ai quali si richiede che, apparendo ed essendo super partes, applichino le leggi in piena autonomia; assuma una posizione politica contraria ( nulla cambierebbe anche se fosse positiva ) agli atti governativi o del Parlamento.

    Poi i Magistrati si scandalizzano e denunciano intimidazioni , se qualcuno li definisce giudici schierati con una parte politica.

    Questo continuo interferire dei Magistrati nella vita politica del paese , dimenticando quale è la loro funzione , è un gravissimo problema per le nostre Istituzioni.













  • (---.---.---.99) 24 settembre 2009 18:02

    io direi gravissimo, super grave ma molto di più...un qualcosa di disumano.
    Questi magistrati di opposizione eh!!!!! Comunisti, comunisti e comunisti!
    anzi da un pó di tempo a questa parte è cambiato lo slogan: "non si fa opposizione contro! è una cosa incivile e inaccettabile"

    ma per favore.........ma basta. ma a lei non le si rompe mai la tasteria quando scrive queste cose?! ;) e non se la prenda eh......


  • massimo (---.---.---.131) 24 settembre 2009 19:25

    non mi interessa molto fare polemiche con persone chiaramente prevenute che non sanno leggere .
    Io ho sottolineato una seria alterazione nei poteri dello stato , così come definiti dalla Costituzione .
    Con che spirito un magistrato può applicare una legge che ha contrastato ed a maggior ragione può essere sereno un eventuale imputato ?
    Se non si capisce questo , è meglio occuparsi d’altro.


  • Francesco Rossolini (---.---.---.247) 24 settembre 2009 20:06

     Da un punto di vista tecnico, dato che svincola da reati tributari, lo scudo fiscale è anticostituzionale.

     Può essere ammesso solo se trasformato in amnistia, ma in questo caso non basta la maggioranza (la metà più uno) in parlamento ma servono i 2/3 dei voti a favore (maggioranza qualificata). 


  • Riccardo Scano (---.---.---.232) 25 settembre 2009 01:23

    Non è stato il sottoscritto a firmarsi con "anonimo", puntualizzo.
    Credo cmq che l’Associazione Nazionale Magistrati abbia espresso, anch’essa, un giudizio tecnico e non politico, nel senso che il provvedimento mette in crisi i principi che dovrebbero muovere il loro lavoro. Credo inoltre abbia escluso la possibilità di implementare la legge, nel caso questa trovi la maggioranza in Parlamento, nonostante la loro posizione. Dubito che quella dei magistrati sia un’élite di sinistra, così come non trovo eccezionale l’intervento negli affari politici di una maggioranza che ha spesso provato a minare la loro autonomia, credo si tratti piuttosto di prese di posizione esclusivamente a difesa degli ambiti di loro competenza.


  • ponzio pilato (---.---.---.99) 25 settembre 2009 14:29

    Scommettiamo che:
    1) Lo scudo riporterà a casa 100 miliardi di euro ? (perchè se io avessi degli euro in un Paradiso fiscale, con i chiari di luna che ci sono in Italia, io li lascerei là).
    2) Lo Stato non incasserà i famosi 5 miliardi di euro.
    3) Berlusconi usufruirà dello scudo fiscale. (con tante leggi adpersonam che si è fatto volete che questa sia solo per altri?)


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