lunedì 2 novembre 2009 - vincenzo smaldore

Nasce Wikilabour, le parole del lavoro

Un dizionario on line dei diritti dei lavoratori. Già raccoglie 18 categorie di argomenti e un grande numero di voci. Collaborano giuslavoristi, avvocati e magistrati, che assicurano la scientificità dei contenuti

I diritti in linea. Per iniziativa della Cgil Lombardia e della Camera del lavoro di Milano nasce Wikilabour, dizionario dei diritti dei lavoratori (www.wikilabour.it) che già raccoglie 18 categorie di argomenti e un grande numero di “voci”.

L’idea dei soci fondatori è di dare vita a un progetto a rete (vedi Wikipedia) che coinvolga altri soggetti che ne condividono lo spirito e gli obiettivi, a cominciare dal Comitato dei Garanti, composto dai giuslavoristi, avvocati e magistrati di chiara fama, che assicurano la scientificità dei contenuti.

”La finalità di Wikilabour – dichiarano Stefano Landini e Graziano Gorla, segretari organizzativi rispettivamente della Cgil Lombardia e di Milano – è quella di fornire un quadro interpretativo e di orientamento realizzato dal punto di vista dei lavoratori, nella consapevolezza che solo conoscendo i propri diritti sia possibile rivendicarli e chiederne il rispetto”.

L’obiettivo primario è dunque la creazione di un Dizionario che fornisca risposte differenziate ai diversi interlocutori in relazione a specifiche esigenze e competenze.

Un secondo obiettivo è quello affiancare al Dizionario uno spazio di discussione e di confronto aperto all’esterno, sia per quanto attiene la segnalazione di commenti e novità, sia dal punto di vista del dibattito scientifico.

Un’ulteriore linea di sviluppo è il “Progetto Wikilabour”, vale a dire la costruzione di una rete realizzata da altre organizzazioni sindacali europee. In questo senso è stato presentato all’Unione europea un progetto di diffusione dello strumento, realizzato in lingua inglese e che fa riferimento alle rispettive normative, posto in essere dai sindacati spagnoli, francesi, romeni e bulgari (mirati questi due ultimi ai lavoratori migranti). Lo scopo è di rispondere alla globalizzazione del mercato con la diffusione delle conoscenze dei diversi sistemi legislativi e contrattuali.

”Pertanto – concludono i promotori - Wikilabour rappresenta un progetto in itinere, che si definirà via via sulla base dell’interesse che riusciremo a mobilitare e delle disponibilità che sapremo raccogliere”.




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