mercoledì 14 ottobre 2009 - Pietro Orsatti

La Repubblica, partito unico di opposizione

Conflitti & Informazione – Tutti contro il Corriere della sera, dal premier a Scalfari e Travaglio. Stupisce non tanto la dichiarazione di Berlusconi, quanto la violenza dei colleghi

di Pietro Orsatti su Terra

C’è molto da dire a dieci giorni dalla grande manifestazione per la libertà di stampa nel nostro Paese. C’è da riflettere, e non poco, a una settimana dalla bocciatura del Lodo Alfano e dalla perdita dei pur minimi freni inibitori rimasti al premier. Ci ha provato due sere fa Gad Lerner nel corso di una puntata dell’Infedele, ci stiamo provando con disagio anche noi, artigiani non allineati dell’informazione. Perché è evidente che stiamo assistendo a un cortocircuito di dimensioni imprevedibili e impreviste, con un giornale, la Repubblica, che si fa partito, fazione, esercito e un Berlusconi ormai senza freni che disperatamente cerca di trascinare il Paese in un baratro, disconoscendo regole, prassi, leggi, per non parlare della morale e del costume.

Il recente attacco al Corriere della sera del premier e la successiva ondata di accuse alla direzione De Bortoli avanzate in prima battuta da Repubblica e poi, in successione, da Il Fatto, o meglio da Marco Travaglio, fanno temere il peggio. Il Corriere, bisogna dargli atto, è stato il primo e il più attento degli organi di informazione a seguire l’insieme di inchieste baresi. Nonostante la sua proprietà sia una sorta di “ensamble” di poteri che vanno da Mediobanca alla Fiat, ha mantenuto la barra al centro dando, su questa vicenda, lezione di grande giornalismo senza cedere alle lusinghe dei vari schieramenti. Non che il giornale di De Bortoli sia immune da critiche, anzi. Ma è la coincidenza degli attacchi che lascia perplessi. E che probabilmente preoccupa anche chi sta lavorando a Bari per chiudere le indagini. Perché è attorno a Bari che ruota tutto, perché si tratta di un grande scoop del Corriere e una vera e propria bomba a orologeria posta sotto la poltrona di Berlusconi a palazzo Chigi. Mentre il giornale di De Bortoli in questi mesi con puntualità ossessiva si è messo a fare la cronaca (“cronaca”, signori, “notizie”!) di quello che usciva dalla procura barese, Repubblica si è concentrata, anche perché arrivata abbondantemente seconda sulla notizia, sui pruriti scandalistici della camera da letto di palazzo Grazioli e di villa Certosa. Ognuno fa il suo mestiere, ognuno fa la sua scelta di taglio, modula la notizia. Questo è il pluralismo. Pensiamo che De Bortoli non abbia bisogno di nessun aiuto nella propria difesa, ma ci preoccupa chi pretende di iscrivere chicchessia in uno o l’altro degli schieramenti in campo, senza consultare ovviamente i diretti interessati. Come ci preoccupa che una testata (purtroppo due, visto il taglio preso dagli amici de Il Fatto negli ultimi giorni) si arroghi il diritto di dare il patentino di buon giornalismo. Anche i loro “amici” de Il Giornale, con la loro ossessione allo sputtanamento dei rivali politici e giudiziari del premier, vanno perfettamente a braccetto al neo-gossip politico istituzionale proposto oggi dal giornale fondato da Eugenio Scalfari. Con questo atteggiamento hanno contribuito a creare “il mostro bifronte” Minzolini-Feltri, che con i loro dossier e anatemi mirati giocano, rilanciando, al gioco della “guerra dei giornali”.

Non abbiamo nessuna simpatia per gli sbrodolamenti di Brunetta sulle élite “di merda”, non crediamo nei complotti politico editoriali etero diretti da potenze straniere, vorremmo vedere Silvio Berlusconi sconfitto sul piano che più lo ferirebbe, ovvero il precipitare del conseneo e vorremmo che la cosiddetta “stampa democratica” scendesse dal podio a cui si è autoeletta e facesse il proprio mestiere: informare, dare notizie, senza piegarle al proprio progetto politico. Anche, questo il nostro paradosso, la nostra contraddizione, se lo potremmo condividere.

«Chi non si mette un elmetto e si schiera è un traditore o un venduto, non un professionista al servizio del proprio pubblico». Proprio questa metafora militarista usata da De Bortoli ci convince. Proprio perché pacifisti, proprio perché rifiutiamo il farci “militanti” di questo o quello schieramento.

Il botta e risposta tra De Bortoli e Scalfari



12 réactions


  • Ugo (---.---.---.229) 14 ottobre 2009 14:58

    complimenti!


    • Franca (---.---.---.119) 14 ottobre 2009 16:19

      Sinceramente non sono d’accordo. De Bortoli fa l"mparziale" semplicemente perchè la proprietà del Corriere non è cosi esplicita come quella di Repubblica. All’interno c’è pure Mediobanca dove la figlia di Silvio ha anche una poltrona..e De Bortoli, pena nuova cacciata dopo quella del 2003, non può far cosa sgradita. In sintesi De Bortoli semplicemnte dà un colpo di qua e uno di là ma non venite a raccontarmi che lui sia il direttore piu’ equidistante dai fatti. Non basta guardare i titoli ma leggere gli articoli e da Battista e Panebianco (per es.) arrivano solo carezze al governo, cosi come nei vari blog o rubriche di opinionisti. Repubblica appartiene al gruppo L’ Espresso che ha tanti motivi per stare un pò arrabbiato con Berlusconi che gli ha rubato la Mondadori...come vedi entrambi espressione di centro economico di potere, chi piu’ e chi meno! Ma non raccontiamoci la barzelletta di "giornalisti indipendenti"...


    • Pietro Orsatti (---.---.---.220) 14 ottobre 2009 16:47

      A quanto mi risulta sia su afghanistan, lodo alfano, inchieste su bari (su cui il Corriere è stato il primo e ha tenuto il punto senza scadere nel gossip più greve), scudo fiscale, etc il giornale di De Bortoli non ha certo fatto sconti al premier. Non ho affatto detto che la questione proprietaria di Rcs sia la più limpida e rassicurante... ma trovo davvero inquietante questo richiamo di Repubblica... "chi non si schiera con me è con berlusconi".


  • (---.---.---.99) 14 ottobre 2009 16:45

    Comunque sul fatto che Repubblica sia estremamente politicizzata come partito di opposizione e fuori di ogni dubbio, cosi com’è fuori dubbio che questa forma di stampa vada a stravolgere il concetto di informazione ed obiettività.
    Questa situazione, naturalmente, porta ad un calo di fiducia di chi aveva visto (molti anni fà) in Repubblica l’avamposto di una libera informazione che non è, e che forse non è mai stata.

    Certo che se poi lo si vuole paragonare a Feltri......ci facciamo due grasse risate e finiamo a tarallucci e vino.


  • Franca (---.---.---.119) 14 ottobre 2009 16:55

    Torno a non essere d’accordo. La vicenda di Bari se l’è trovata tra le mani perchè era uno scoop del Corriere del mezzogiorno. Se leggi il Corriere (che da un pò mi fa vomitare) ci sono sempre notizie soft per MRB, tendendi al criticismo e a mostrare solo le contraddizioni del PD. Non mi raccontare che loro sanno dare le notizie, le notizie esistono nel momento in cui si decide di voler dare risalto a qualcosa, sennò manco appare!
    Non sto difendendo Repubblica, ripeto, il gruppo Espresso ha i suoi buon motivi per avercela con MrB, ma stiamo in emergenza democratica e bisogna scegliere, o di qua o di là. Non si può far finta di nulla o far finta di essere "imparziale o indipendente" ; agli occhi della storia sarà solo un complice di questo baratro italiano!
    Ti citerei il famoso brano di Gramsci..."Odio gli indifferenti" , io anche gli ignavi, i doppiogiochisti, i perbenisti ed equilibristi della notizia


    • Pietro Orsatti (---.---.---.220) 14 ottobre 2009 17:01

      Visto che l’ho seguita, so anche che il Corriere riprese e poi puntò su Bari mentre altri, per sottovalutazione alcuni e per opportunità altri (il coinvolgimento di alcuni appartenenti alla giunta regionale frenò e pure parecchio), aspettarono che la notizia esplodesse a livello nazionale. La questione non è la linea editoriale del Corriere, comunque. La questione è se in questo paese sia possibile averla una linea editoriale senza incorrere non in critiche, ma in censure, da una parte e dall’altra... non hai notato la coincidenza dell’attacco di berlusconi che di fatto chiedeva la testa di De Bortoli e la "censura" di Scalfari e Travaglio?


  • Nunzio Vobis (---.---.---.117) 14 ottobre 2009 17:55

    Fatemi capire una cosa. Berlusconi ogni giorno invita a boicottare un giornale.
    Da mesi non risponde a delle domande (idiote o meno che siano, non è questo il punto) di quel giornale.
    Adesso manda avvertimenti anche al prono De Bortoli che già mazzolato una volta, si affretta ad elencare come è stato diligente. Nel frattempo la stampa straniera continua ad avvertire che la misura è colma.
    E in questo contesto, ecco che ci mancava Agoravox che invece occuparsi dei fatti, si getta nella meta-analisi alla amatriciana delle motivazioni, del botta e risposta, dell’astio di Scalfari e quant’altro.
    Tornate ad occuparvi dei fatti. Per favore. Sono già in pochi quello che lo fanno. Per seguire le masturbazioni mentali dei giornalisti mi bastano e avanzano repubblica e corriere.
    Tornate ad occuparvi dei fatti. Caso mai vi fossero sfuggiti, alcuni fatti:

    Il presidente del consiglio è giudicato un uomo malato che ha bisogno di aiuto dalla sua ex moglie.
    Il presidente del consiglio salta impegni internazionali a seguito dei postumi da incontri con puttane d’alto bordo.
    Per rimettersi in forma va nei centri benessere con gli elicotteri di stato.
    Ha mentito sulle sue frequentazioni con delle minorenni e sulla natura delle ’feste’ a Villa Certosa.
    Usa il servizio televisivo pubblico come vuole. Detta l’agenda a direttori e conduttori di programmi.
    È vittima di deliri di persecuzione che lo inducono a dichiarazioni sconcertanti che dovrebbero farci dubitare sulla sua capacità di esercitare le sue funzioni.
    I giornali e i giornalisti che si occupano di queste cose sono censurati, calunniati e minacciati più o meno direttamente.

    Potrei continuare per giorni. Tornate, almeno voi a occuparvi di fatti. Grazie.



  • Davide Zanetti (---.---.---.98) 14 ottobre 2009 17:57

    De Bortoli non si comportava a dovere e Mr. b ha chiesto che venisse allontanato, il suo successore non ha fatto di meglio e quindi anche lui VIA.
    Se poi honno ripristinato De Bortoli, questi qualche garanzia di pseudoimparzialità forse l’ha data


  • maurizio carena maurizio carena (---.---.---.230) 14 ottobre 2009 18:37

     caro Pietro orsatti,
     Cio’ che che tu avventatamente liquidi come "pruriti scandalistici della camera da letto di palazzo grazioli e di villa certosa" sono le inchieste di Repubblica sullo scandalo di Puttanopoli.
     La repubblica, mainstream che peraltro detesto, ha avuto anche il coraggio di pubblicare le foto delle prostitute invitate ai cocaparty di berlusconi. prostitute i cui viaggi sono stati pagati a spese dei contribuenti.
     La repubblica, per il solo fatto di avere posto dici domande (al dittatore) e’ stata querelata dallo psiconano.

     Il Corriere fa tutto meno che informazione. E’ il "magno organo della borghesia", come diceva Bocca. Al servizio dei poteri forti, aggiungo io. Troverai solo verita’ di regime preconfezionate. Leggiti i Panebianco, gli Ostellino, i della Loggia, tutti servilmente prostrati su posizioni filogovernative da fare invidia ai mainstream Nordcoreani.
     E’ stato mai denunciato, dallo psiconano, il foglio di via Solferino? Credi che sia un caso?
     E chi ha tolto dai piedi Mieli, non perfettamente organico al videoregime attuale?
     Perfino Paolo Mieli, uno storico, un uomo di cultura, un conservatore, rappresenta per l’egoarca un pericoloso focolaio di pensiero critico. Da eliminare.

     Tu scrivi bene. Solo, non hai capito bene in che mondo vivi.
     Ti prego di svegliarti.

     Vivi in un regime.

    Vivi in uno stato dove un vecchio erotomane, maschilista, sessista, corruttore, plutocrate, bugiardo, plurinquisito, plurindagato, pluriprocessato, l’essere piu’ ricco del paese, padrone di TUTTE le tv e molti altri media (quotidiani, periodici, case di produzione etc...), usa il suo potere per arricchirsi e, incidentalmente, sfasciare lo stato, che nel suo delirio e’ un’azienda, la SUA.
     
     Non che chi lo ha votato sia molto diverso da lui (il 12.5 % di preferenze nazionali), ma Al Tappone rappresenta un grosso regresso persino per un paese come l’Italia, con una tradizione clerico-fascista-maschilista.

     Questa e’ la situazione oggi.

     E i mainstream sono usati come sistemi d’arma.
    Servono per il lavaggio del cervello delle masse.
    Servono per propagandare gli interessi delle elites che li possiedono (anche Repubblica)
    Servono per vendere i lettori agli inserzionisti e fare tanti soldi e diventare sempre piu’ potenti.
    Servono per pubblicare veline anonime.
    Servono per NON pubblicare le notizie non organiche al potere del padrone di turno.

    Servono a molte cose, i mainstream, a parte una. Essere informati.

     I mainstream non ti informeranno mai correttamente.
    Ti daranno sempre una parte dei fatti, una prospettiva, le loro categorie, le loro parole. Le loro menzogne.

     Per questo i giornali, specialmente il Corriere e il Sole ma anche Repubblica, ricevono una vagonata di milioni dal sistema.
     Altrimenti la gente potrebbe cominciare a pensare con la propria testa, magari usando internet, e questa e’ una sciagura che va evitata a qualunque costo.

     Ordine dei giornalisti (di matrice fascista), legge gasparri ovvero duopolio mediatico sanzionato per legge, sovvenzioni di regime agli organi di propaganda chiamati "quotidiani".

     ...............

     Il regime si sta assestando e vuole far fuori ogni nemico. Questo accade oggi.

     i giornali combattono una guerra.
    La repubblica non combatte una guerra per il libero giornalismo, ma per i suoi interessi di gruppo editoriale.
     Trovo La Repubblica un mainstream penoso, ma la sua battaglia contro la deriva totalitaria italiana e’ sacrosanta e irrinunciabile.
     berlusconi e’ un cancro, e’ l’ignoranza di un piazzista fattosi re d’italia che sta, lui si, sputtanando il paese urbi et orbi. E pur di combatterlo dovremo comprare anche La repubblica, visto che il PDmenoL e’ nato morto e non abbiamo un opposizione parlamentare.

     Io non dubito della tua buona fede. Pero’ siamo il lotta. In guerra.
     Anche e soprattutto i "signori" giornalisti (o pseudo tali) lo sono, e lo sanno ( in ogni redazione mainstream se non ti autocensuri ti sbattono fuori). Cio’ che conta e’ solo cio’ che vuole l’editore padrone. Il lettore non conta un c...zo.
     E se scrivi cio’ che vuole il padrone/editore/inserzionista, allora fai carriera e il migliore a leccare il culo diventa direttore.
     Questo e’ il "giornalismo" dei mainstream oggi, qui.
    Tenerlo nascosto ai lettori, nell’era del web, e’ piuttosto inutile o mi sbaglio? E infatti si stanno rompendo la testa per cercare di censurare internet, che odiano con tutto se stessi.
     
     Il Corriere censura come tutti gli altri, perche’ obbedisce alla proprieta’ (banche).
    Hai mai visto inchieste recenti sugli scandali finanziari? Hai mai visto nomi e numeri?
     Io il corriere della Sera l’ho visto censurare Carlo Vulpio.

     Il corriere della sera puo’ solo vergognarsi. Lui come tutti gli altri. Servi e padroni, ma nessun giornalista ( a partre le numerose eccezioni destinate, nel regime, al ruolo di eterni outsider).

     Peccato, lo spunto per il pezzo era bello...

     saluti.
     




    • Pietro Orsatti (---.---.---.128) 14 ottobre 2009 20:00

      Una domanda... qualcuno ha letto negli ultimi 5 mesi il Corriere? Non è retorica, ma qualcuno è andato a verificare la fondatezza delle accuse di Scalfari?


    • Pietro Orsatti (---.---.---.128) 14 ottobre 2009 20:25

      La questione, diciamolo onestamente, è che sia Repubblica che il Corriere non sono mossi solo dalla vocazione "giornalistica", dal primato della notizia sulla politica e le opinioni. Ognuno con il suo stile. Ognuno con una strategia ben chiara. Come, del resto, fanno gran parte degli altri giornali con alcune abberrazioni come quelle de Il Giornale di Feltri.
      Quello che non mi va giù è che Scalfari, che fa parte di questo sistema bipartisan di gestione dei giornali, si ponga come censore del suo principale concorrente. E guarda caso lo fa proprio nel momento in cui il direttore del Corriere torna ad essere obiettivo del premier.


  • roselina970 (---.---.---.226) 15 ottobre 2009 01:42

    Intanto cominciamo a liberarci di Berlusconi
    con il comitato spontaneo nato su Facebook e con completa autonomia da qualsiasi partito
    si sta organizzando il NO BERLUSCONI DAY
    iNFORMATEVI ED ADERITE:TUTTI A ROMA IL 5 DICEMBRE!!!


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