venerdì 25 settembre 2009 - Bernardo Aiello

La mosca cocchiera

Fra i ricordi dell’infanzia, una favoletta che raccontava di una mosca posata su cavallo, il quale tirava un cocchio. Mentre il cocchiere guidava il quadrupede lungo il percorso sulla pubblica via facendo schioccare la frusta, la mosca non si risparmiava nel dare al cavallo ordini e consigli; fino a giungere menar gran vanto per riuscire, così essa sosteneva, a far procedere il cocchio senza inconvenienti.

 

Qualcosa ha ricordato questa storiella nella recente conferenza stampa presso la Presidenza del Consiglio, e ciò per più rispetti.

Il primo quello dell’impatto della crisi finanziaria globale sull’occupazione nel nostro Paese, alquanto contenuto se confrontato con l’impatto con il resto delle mondo occidentale.

Questo dato risponde certamente a verità, ma occorre anche considerare che, mentre gli U.S.A. hanno utilizzato per affrontare la crisi risorse pari ad oltre il 70 % del loro P.I.L., l’impegno del nostro Paese non ha raggiunto nemmeno il 4%. Né avremmo potuto fare altrimenti: il nostro debito pubblico stratosferico non ce lo avrebbe consentito.

Se ne deduce che, per fortuna, il nostro sistema creditizio era ben differentemente normato ed organizzato e che, per questo motivo, la nostra economia ha risentito della crisi in maniera tutto sommato marginale: a questo e non ad altro è dovuto il minor impatto della crisi sulla nostra occupazione, ferma restando la bontà delle iniziative assunte dal Governo.

Il secondo rispetto è quello del cambiamento di “clima” nelle relazioni fra gli Stati Uniti e la Russia, che sembrerebbe dovuto essenzialmente ad un intervento in tal senso della nostra diplomazia. Certamente risponde al vero che questo intervento vi sia stato, ma difficilmente le cose sarebbero cambiate nei rapporti fra Russia ed U.S.A. se alla guida di quest’ultimo Paese fosse rimasto George Bush. A riprova lo stesso vale per i rapporti fra U.S.A. e mondo islamico, dopo il discorso del Presidente Obama all’Università del Cairo e, in questo caso certamente, la nostra diplomazia non è mai intervenuta.

Insomma, per entrambi i rispetti, i fatti registrati sono positivi, dobbiamo rallegrarcene ed il nostro Governo ha contribuito al loro felice esito; ma non guasterebbe parlarne con maggior misura e sobrietà. A meno di voler correre il rischio di rievocare la favoletta della mosca cocchiera.



1 réactions


  • sganapino (---.---.---.99) 25 settembre 2009 11:13

    Vorrei chiarire l’aspetto delle Banche.
    Non è vero che le nostre Banche sono state più brave di quelle americane. Le Banche italiane fecero, hanno fatto, fanno di tutto per vendere prodotti che sono una fregatura per il cliente.
    Vendettero: Bond Argentina, Bond Parmalat, Bond Cirio, ecc..
    Hanno venduto: Polizze Link index della Lheman Brothers, Derivati, ecc...
    Vendono: Bond di aziende con bilanci di cui non ci si può fidare, Polizze strane, ecc...
    Fortunatamente gli italiani sono stati più diffidenti degli americani e NON tutti hanno abboccato. Qualcuno ha detto "perchè non sanno l’inglese". No, per storica diffidenza nei confronti di Organizzazioni che sin dall’antichità fregavano il popolo rubando sul peso delle monete. Per storica diffidenza ricordando lo scandalo della Banca Romana che stampava due volte la stessa banconota.
    Certo che vivere dovendosi difendere da tutti questi truffatori è sempre più difficile.


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