venerdì 11 settembre 2009 - Bernardo Aiello

I guadagni delle banche

I risultati economici del primo semestre parlano chiaro: gli Istituti di Credito hanno fatto registrare notevoli utili. Proprio nel primo semestre dell’anno 2009, che sarà sempre ricordato dalle generazioni future come annus horribilis per l’intera economia mondiale, come il 1929 sarà sempre ricordato per la Grande Depressione negli Stati Uniti.
 

Stupito della cosa, il vostro reporter si è recato presso l’agenzia bancaria di cui è cliente ed ha cercato di scoprire quali sono stati i cambiamenti che hanno consentito questa brillante performance.

Ebbene, la clientela è, bene o male, la stessa dell’anno precedente; così pure il numero degli impiegati e la loro disposizione. A dire il vero un grande cambiamento lo si è avuto: metà circa dei dipendenti sono cambiati, sostituiti da altrettanti colleghi provenienti da un altro Istituto di Credito, con il quale si è realizzata una fusione. Insomma, la dirigenza unificata ha fatto con i dipendenti come un giocatore che unisce due mazzi di carte: li ha mescolati e li ha ridistribuiti nelle agenzie nello stesso numero di prima.
 
Comunque sia di ciò, nulla è accaduto che possa far pensare ad una brusca variazione della redditività aziendale della Banca.
 
A questo punto il vostro reporter si è anche ricordato che a giugno ha cercato di capire se era possibile ricavare un qualche risparmio per la propria figliola, anch’essa cliente dell’agenzia, che ha un banalissimo mutuo a tasso fisso per l’acquisto della prima casa. Ha chiesto se fosse conveniente rinegoziarlo pagando la somma prevista per l’estinzione anticipata ed ha scoperto che era inutile. Infatti la banca è solita applicare ai mutui della clientela il cosiddetto prime rate (in italiano Tasso Ufficiale di Riferimento) ossia il tasso applicato dalla Banca d’Italia nei finanziamenti agli Istituti di Credito, aumentato di uno spread, ossia di una quota per compensare i costi aziendali e per l’utile d’impresa. Ebbene, durante la crisi finanziaria tuttora in corso, ad ogni diminuzione del prime rate, è sempre corrisposta una variazione dello spread eguale e di segno contrario, cosicché il tasso d’applicazione complessivo alla clientela è rimasto grossomodo invariato.
 
Da tutto quanto sopra è evidente perché il risultato semestrale delle banche sia stato oltremodo positivo, pur senza significative variazioni dei redditività aziendale, anzi ci si sarebbe dovuti stupire del contrario: esse hanno trasformato in margine operativo ogni diminuzione del prime rate; e di diminuzioni del prime rate ce ne sono state tante, sino a portarlo addirittura vicino allo zero.

Riflettendo su questo fatto, appare evidente che, nel nostro Paese, quello del credito non è affatto un libero mercato : forse, a furia di acquisizioni, di fusioni e di incorporazioni, si sono create posizioni dominanti, che ne impediscono il corretto funzionamento.
 
Di questo, in effetti, si è pubblicamente lamentato di recente il Ministro Tremonti, ma, stranamente, non per il fatto il sé, ma per tutt’altra cosa, ossia per rimproverare gli Istituti di Credito, rei di non comperare i suoi Tremonti bonds, non convenienti perché troppo cari.
 
Insomma, parrebbe che, se il mercato del credito non funziona per la clientela degli utenti, funziona invece benissimo nei rapporti fra Banca Centrale ed Istituti di Credito, i quali non acquistano i bond se li ritengono troppo cari.
 
Inoltre sorge il sospetto che, in un modo o nell’altro, non funzioni neanche il mercato dei prezzi al consumo dell’energia elettrica, dei carburanti e del gas, mai diminuiti in maniera significativa dopo la forte diminuzione del prezzo del greggio conseguente alla crisi finanziaria globale.
 
Francamente ai cittadini poco importa se i Tremonti bond vanno a ruba o meno, mentre conta, questo certamente, l’ammontare degli interessi corrisposti sui mutui ed i prezzi dell’energia elettrica, dei carburanti e del gas: sono questi i parametri economici per noi significativi.
 
Vorremmo essere aiutati: chi può farci capire come stanno in effetti le cose ?



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