martedì 22 dicembre 2009 - L’89

Aberrazioni cromatiche

Proposte credibili per nuovi gonfaloni patrii.

Croci e crociati. 

E questa è proprio bella. Ora l’evoluzione politica di un partito bello-folk a caso chiama a raccolta fedeli e filo-tali sotto lo sventolante gonfalone del tricolore crociato.

A difendere, dicono, quell’umanità che la Svizzera s’è degnata di dimostrare nel voto-veto sui minareti. Non m’illudo di ritenere estranei dall’ammicco la quasi totalità della popolazione, che reputa ormai l’ordinamento dello Stato come regniculo-costola pontificia di natura – manco a dirlo – confessionale. A ben dire, volendo, statisticamente uno schiocco di dita con pollice ok e occhiolino al pueblo cattolico. La plupart.

Igiene intima. 
Che provenga dagli scranni padani smuove le viscere in modo ancor più basculante. Questi omini che giuravano di detergere i loro fondoschiena col drappo risorgimentale ora abusano di creduloneria e foggia a loro straniera per rinfocolare quel popolo che presso le loro lande ha giurato amore al nazareno quanto al pontidense. E quindi: crocifisso nella bandiera. Percentuali, dicevamo. Tutti d’accordo, si penserà (sollevato, m’accorgo che per fortuna no. Ma vediamo). E perché non pedinare ancora le grandi cifre e farsi portavoce di proposte cromatiche potenzialmente plebiscitarie?

Juve, pizza e marescià. 
Eccone qualcuna. Per rinfrancare occhi e cuore della maggioranza della popolazione, la mia è adottare lo stemma della squadra di calcio più amata, nota Juventus. Ma niente, la cosa troverebbe l’attrito della fazione solidarista attorno al presidente di una squadra concorrente, una a caso, quello in conflitto d’interessi, così, anche con la patria bandiera.
No, andiamo oltre. Pizza in mezzo e foglie di basilico a corredo? Pomodoro mozzarella e ricotta, in un gustoso mix da pizza “Biancaneve” from Mauretto a Chiavari? I tre colori ci sono, e niente più di nazional-iconico del gustoso piatto napoletano. Ma niente: a Calderoli potrebbe arrivare la saggia soffiata bolscevica. La pizza ha origini mediorientali, troppo mediterranee, e poi Napoli. Facciamo no.

Stalle e stallieri in campo tricolore. 
Eccolo. Un bel cavallinoRampante, fiero. Icastico, l’ascesa imperterrita, la passione per la rossa amata da tutti o quasi. La Ferrari. No? Mette d’accordo la Lega che è in noi (e vai a spiegare che Maranello è al di là del Po), l’orgoglio laborioso dell’Emilia rossa come la bianca. Il beneplacito di confindustria. E, a corredo, l’ottimo e provvido pendant col futuro promesso della politica italiana: Monty. Casa e lavoro, farebbe. Tanto, per il momento, un bel cavallino in campo bianco farebbe tanto al caso e il sorriso di chi la bestia deve domarla. Un cavaliere. Uno a caso (stavolta senza stalliere).
U‘




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