venerdì 2 agosto - Riccardo Noury - Amnesty International

Zimbabwe, un anno fa strage di manifestanti. Tutto impunito

Il 30 luglio del 2018 si svolsero nello Zimbabwe le elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative.

Dopo 48 ore di silenzio, una folla scese in strada nella capitale Harare per sollecitare la Commissione elettorale a rendere noti almeno i risultati delle presidenziali.

I soldati aprirono il fuoco ad altezza d’uomo. Pallottole vere. I morti furono sei, i feriti molti di più, quasi tutti colpiti alle spalle mentre stavano fuggendo.

Prima che i militari costringessero i giornalisti a spegnere le loro telecamere, i volti dei soldati che avevano sparato erano stati ampiamente ripresi.

Un anno dopo, non è stata avviata alcuna indagine. Un pessimo segnale che l’impunità dell’era Mugabe è dura a morire (si legga anche qui).




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