lunedì 10 giugno - Riccardo Noury - Amnesty International

Vietnam, sei anni di carcere per dei post su Facebook

In Vietnam la “realizzazione, archiviazione, diffusione e propaganda di materiali e prodotti che intendono opporsi allo stato della Repubblica socialista” è un reato grave per il quale l’articolo 117 del codice penale prevede fino a 20 anni di carcere.

Ieri Nguyen Ngoc Anh, un ingegnere idraulico e ambientalista della provincia di Ben Tre, è stato giudicato colpevole di tale reato e condannato a sei anni di prigione.

La “colpa” di Nguyen Ngoc Anh è di aver usato il suo profilo Facebook nel giugno scorso per invitare la popolazione a protestare pacificamente contro la proposta di creare nuove zone economiche speciali che avrebbero comportato la cessione di terreni a proprietà straniere. Aveva ottenuto decine di migliaia di “like”.

In precedenza Nguyen Ngoc Anh aveva criticato il governo a proposito del cosiddetto “disastro di Formosa” del 2016, quando un’azienda taiwanese aveva scaricato in mare rifiuti tossici che avevano causato la morte di milioni di pesci. Il cartello che mostra nella foto recita: “I pesci hanno bisogno di acqua pulita, il popolo di trasparenza”.

È sempre più evidente che le autorità vietnamite stanno estendendo ai social media la loro morsa, già sistematica nei confronti del dissenso offline.

A gennaio è entrata in vigore una legge sui reati informatici che richiede alle aziende del settore di conservare i dati personali degli utenti e fornirli alle autorità quando li richiedano.




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