lunedì 1 febbraio - Doriana Goracci

Vaccini, Donne e Capre (video)

Hai tra i 18 e i 55 anni? Sei un ospite in una residenza per anziani? Lavori nell'area della sanità? Chiedo a chi, io che non rispondo positivamente a nessuna delle tre domande? 

Non ci capisco più niente e sono completamente nauseata dalle chiacchiere sui media tutti, su questo vaccino, che ho pubblicamente dimostrato di chiedere, avendo 70 anni (fuori da ogni fascia) e una patologia broncopolmonare, con invalidità. Sono stanca degli esperti, dei sapientoni e delle balle della politica, sono semplicemente stanca. Prima di scrivere queste 7 righe, come sempre faccio, ho cercato di documentarmi e andare alle fonti nazionali, prive ormai di qualunque riferimento certo, oltre quelli sopramenzionati.

Il fatto di poter accedere nuovamente a un ristorante-bar di giorno o al mio capoluogo di provincia, tanto per citare qualche "permesso", circolando ancora con la mascherina come una sopravvissuta e probabile malata in una città di appestati e chissà ancora per quanto... non mi fa contenta affatto, parlano peraltro di altri due anni. Del resto, la circolazione vertiginosa degli Affari su questi vaccini di cui ho sospettato fin dal primo momento (ma speravo nella immunizzazione almeno di questo 19) è una circolazione indegna che esclude paesi poveri fasce di popolazione spaventata e a terra, economicamente e psicologicamente ormai fragile. Sono stanca di essere trattata come una scema e umiliata dagli Affari. Dal 1973 al 2003 ho lavorato in Borsa per una delle banche più importanti non solo in Italia, nel recinto delle Grida, mi pagavano allora con uno stipendio: ora stanno giocando con la mia vita ma questo è tutto da dimostrare.

La foto di Michele Guyot Bourg di una donna avanti con gli anni, umile ma forte che cerca di raggiungere la sua capra su una parete in salita, rimane per me un invito a farcela, un esempio vitale di come vivere sotto una cupa minaccia.

Il ricordo di certe capre felici e di Agitu, la loro pastora, cadenza il passo e aiuta.

Doriana Goracci

 



2 réactions


  • Doriana Goracci Doriana Goracci (---.---.---.76) 1 febbraio 12:56

    A proposito di VACCINI la confusione è grande, qui dove abito in provincia di Viterbo sapevamo che " Il sistema sarà attivo da lunedì 1° Febbraio. In attivazione il portale della Regione Lazio per prenotazione della vaccinazione anti covid-19 http://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it"

    Sono partite, dopo un iniziale disguido, le prenotazioni online sul sito per prenotare nel Lazio le vaccinazioni anti Covid per gli over 80. Nei primi 7 minuti 2200 prenotati. Scrive l’ Ansa

    Se provate a collegarvi, il sistema non risponde. Fermo restando che chi ha una patologia con invalidità per problemi respiratori e non ha meno di 55 anni e più di 80, non sa che pesci prendere, come la sottoscritta. O meglio, quale vaccino, da chi , dove e come per non parlare del quando...


  • Doriana Goracci Doriana Goracci (---.---.---.232) 9 febbraio 09:16

    AGGIORNAMENTO:

    per cronaca, CUBA, da 61 anni sotto embargo, sviluppa QUATTRO VACCINI contro il Covid-19,TUTTI FINANZIATI PUBBLICAMENTE E PRODOTTI DA DUE SOCIETA’ STATALI: uno di questi – Soberana 02 – a marzo entrerà in fase 3 di sperimentazione, poi verrà messo in produzione e distribuito gratuitamente sia alla popolazione cubana che ai turisti sull’isola. "Non siamo una multinazionale che considera una priorità il profitto finanziario, il nostro obbiettivo è creare salute e la nostra distribuzione commerciale avrà una strategia umanitaria".
    Parola del direttore Vicente Vérez dell’Instituto Finaly, di proprietà dello stato.
    L’Avana è pronta a produrre circa 100 milioni di dosi esportandone una grandissima parte soprattutto nei paesi poveri.
    FORSE AVRANNO DRAGHI PIENI DI SPERANZA...
    E inoltre:
    Il risultato della guerra per l’accaparramento delle dosi è “l’apartheid dei vaccini”, avvertono scienziati e attivisti di tutto il mondo. Nazioni a medio e basso reddito, come il Ghana e l’Africa Subsahariana, non potranno vaccinarsi fino al 2024. L’Uganda pagherà il vaccino Astrazeneca tre volte il prezzo che paga l’Europa. E se non si cambia strategia, oltre alla questione etica, le conseguenze economiche e sanitarie dell’accaparramento saranno disastrose anche per gli stessi Paesi ricchi.
    Il costo della mancata copertura vaccinale globale è stimata da un think tank americano, la Rand corporation, a 1,2 trilioni di dollari l’anno. Le nazioni ad alto reddito perderebbero così 119 miliardi l’anno. “I Paesi ricchi hanno legami commerciali globali – spiega Marco Hafner, tra gli autori dello studio –, il rallentamento economico nelle nazioni più povere causato dalla pandemia avrà un effetto a catena in tutto il mondo”. Nessuno è salvo finché non tutti sono salvi: è il mantra che ripetono da mesi scienziati e attivisti in tutto il mondo. “Il più grande pericolo che l’umanità sta correndo passa sotto silenzio: solo 25 persone sono state vaccinate in Africa”, ha dichiarato Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano, in un’intervista ad Avvenire. “Escludere i Paesi poveri è scandaloso: il virus non si ferma ai confini e le due varianti oggi più temute vengono dal Sud Africa e dalla selva brasiliana”. Come dire che se il virus non viene combattuto globalmente continuerà a circolare sviluppando nuove varianti, forse più letali e resistenti ai vaccini, che torneranno ai Paesi ricchi come un boomerang.AstraZeneca venderà il suo vaccino a prezzo di costo al Sud del mondo. In India, il Serum Institute of India sta gestendo le maggiori spedizioni di vaccini sia AstraZeneca sia Novavax. Il Serum Institute esporta la propria versione del vaccino AstraZeneca – chiamata Covishield – in 92 dei Paesi più poveri del mondo, ma al prezzo che vuole: in India lo vende a 3 dollari a dose, 5 dollari per Sudafrica e Brasile, 7 dollari all’Uganda. L’Ue ha pagato il vaccino AstraZeneca 2 dollari. Includendo il trasporto, vaccinare una persona costerà invece all’Uganda 17 dollari. Né AstraZeneca né il Serum Institute hanno risposto alle nostre richieste di commento in merito. I vaccini di Pfizer e Moderna sono molto più cari. L’Ue li ha pagati oltre 14 dollari. I Paesi a basso reddito non potranno mai permetterselo. “Abbiamo assegnato delle dosi per la fornitura ai Paesi a basso e medio reddito a un prezzo senza scopo di lucro”, ci ha risposto Pfizer. Uno studio della Northwestern University (Usa) ha calcolato gli effetti sanitari di questa disuguaglianza: se i primi 2 miliardi di dosi di vaccini Covid fossero distribuiti proporzionalmente in base alla numerosità della popolazione di ogni nazione, le morti nel mondo diminuirebbero del 61%. Ma se le dosi sono monopolizzate da 47 dei Paesi più ricchi, i decessi si riducono solo del 33%. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/02/07/lapartheid-dei-vaccini-ai-paesi-ricchi-il-52-di-dosi/6093016/



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