Usa, “massicce violazioni dei diritti umani”. Amnesty chiede l’abolizione dell’Ice
In un nuovo rapporto sugli Usa diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato massicce violazioni dei diritti umani commesse dall’Agenzia per le dogane e l’amministrazione (Ice), dall’Agenzia delle dogane e della polizia di frontiera (Cbp) e da altre agenzie federali durante quattro operazioni militarizzate e su vasta scala contro l’immigrazione a Chicago, Minneapolis-St Paul, New Orleans e Washington DC, ordinate dall’amministrazione Trump.

Il rapporto, intitolato “Noi avevamo i fischietti, loro le armi”, denuncia il sistema di detenzioni ed espulsioni voluto dall’amministrazione Trump, alimentato da narrazioni false, xenofobe e razziste, i cui obiettivi sono arrestare e cacciare dagli Usa il maggior numero possibile di persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate e, in forma più ampia, seminare la paura all’interno delle comunità migranti residenti negli Usa.
L’amministrazione Usa – si legge nel rapporto – è responsabile di uccisioni illegali, alcune delle quali potrebbero costituire esecuzioni extragiudiziali; detenzioni arbitrarie e discriminatorie in isolamento dal mondo esterno, comprese possibili sparizioni forzate e che potrebbero in alcuni casi corrispondere a tortura; repressione violenta delle proteste pacifiche mediante l’uso di gas lacrimogeni e spray al peperoncino; infine, viene denunciato l’impiego illegale di tecnologie di sorveglianza e di riconoscimento facciale.
L’Ice venne creata nel 2003, quando dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 s’impose un modello di sicurezza estremamente problematico. Da allora, Amnesty International e altre organizzazioni hanno denunciato le violazioni dei diritti umani commesse dall’agenzia e la preoccupante assenza di supervisione e di assunzione di responsabilità. Ma è dal gennaio 2025 che la dimensione e l’orrore delle operazioni dell’Ice, finanziate da miliardi di dollari e alimentate da una persistente impunità, hanno raggiunto nuovi livelli.
Gli agenti federali dell’Ice agiscono all’interno di un contesto istituzionale, fortemente sostenuto e ampliato dall’amministrazione Trump, nel quale prassi violente e discriminatorie in materia d’immigrazione sono state incoraggiate da alti funzionari dello stato, compreso lo stesso presidente Trump: gli agenti operano spesso senza identificarsi e col volto coperto; le garanzie per prevenire e punire comportamenti illegali sono state indebolite se non smantellate; alle violazioni dei diritti umani hanno raramente fatto seguito indagini concrete e accertamento delle responsabilità.
Sulla base delle conclusioni cui è giunta a seguito della propria ricerca, oggi Amnesty International si è unita a coloro che chiedono l’immediata abolizione dell’Ice.
