venerdì 23 ottobre - Riccardo Noury - Amnesty International

Usa, l’appello delle Ong a proteggere il diritto di manifestazione pacifica

In vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre Human Rights Watch, Amnesty International Usa, Physicians for Human Rights e Human Rights First hanno sollecitato 3500 tra governatori, sindaci e consiglieri municipali a proteggere il diritto di manifestazione pacifica e a evitare la ripetizione delle violenze commesse negli ultimi mesi dalle forze di polizia contro chi protestava per il razzismo e il comportamento illegale delle forze di polizia.

Tra maggio e settembre a livello federale, statale e locale, in numerose occasioni le forze di polizia hanno ostacolato il diritto di manifestazione pacifica, hanno fatto ricorso eccessivo alla forza ed eseguito arresti di massa durante proteste per lo più pacifiche.

In particolare, tra il 26 maggio e il 5 giugno, Amnesty International Usa ha verificato 125 distinti casi di uso eccessivo della forza in 40 stati e nel distretto federale di Columbia: pestaggi di manifestanti, uso improprio di gas lacrimogeno e spray al peperoncino e ricorso inappropriato e indiscriminato a proiettili “meno che letali” contro i manifestanti.

Nei primi due mesi successivi alle proteste per l’uccisione di George Floyd, tra il 26 maggio e il 27 luglio, secondo Physicians for Human Rights almeno 115 persone sono state ferite al collo e alla testa da proiettili a impatto cinetico.

A Portland, in particolare, la polizia locale e gli agenti federali hanno usato la mano dura (vedi foto), impedendo anche i primi soccorsi medici e causando dunque gravi ferite e traumi psicologici sia tra i manifestanti che nel personale sanitario.

A New York il 4 giugno, nel quartiere di South Bronx, le forze di polizia hanno pianificato un assalto ai manifestanti arrestando oltre 250 persone. Gli agenti hanno circondato le persone che protestavano e gli osservatori sul rispetto della legge, usando forza eccessiva, manganelli e spray al peperoncino. Gli arrestati sono stati trasferiti in celle sovraffollate in piena pandemia da Covid-19. Tutto questo è costato alla città di New York diversi milioni di dollari in cause legali.

Una quinta Ong, il Center for Civilians in Conflict (Civic), ha denunciato che i governatori di oltre 20 stati e del distretto federale di Columbia hanno mobilitato la Guardia nazionale per contribuire a stroncare le proteste, con ben poche istruzioni impartite su come gestire il controllo dell’ordine pubblico e impiegare tattiche di raffreddamento della tensione.




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