mercoledì 26 maggio - Riccardo Noury - Amnesty International

Usa, armi per un valore di 735 milioni di dollari pronte a partire per Israele

Il quarto conflitto tra Israele e Hamas – dopo quelli del 2008, del 2012 e del 2014 – è appena terminato con un tragico bilancio di vittime (243 morti a Gaza, 13 in Israele), migliaia di feriti ed estese distruzioni di strutture civili.

Per evitare che succeda una quinta volta, le organizzazioni per i diritti umani chiedono che la giustizia internazionale si occupi finalmente dei crimini di guerra commessi da ambo le parti, che si risolvano le cause di fondo che in ogni occasione accendono la miccia delle ostilità e che si fermino i flussi di armi.

Gli Usa la pensano diversamente, dato che l’amministrazione Biden è intenzionata a fornire armi a Israele per un valore di 735 milioni di dollari.

Alla Camera dei rappresentanti e al Senato c’è chi sta cercando d’impedirlo. La deputata Alexandria Ocasio-Cortez e il senatore Bernie Sanders hanno presentato una risoluzione comune che chiede al governo Usa di non contribuire a ulteriori crimini di guerra e a esaminare l’uso che Israele fa delle armi e di altri aiuti statunitensi per commettere violazioni dei diritti umani.

La presidenza Biden, piuttosto, dovrebbe premere su Israele perché affronti le profonde ragioni di questa crisi permanente dei diritti umani: dal blocco contro Gaza agli insediamenti illegali fino all’attuale minaccia di sgombero di alcune famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est occupata. È quanto chiede Amnesty International con un appello indirizzato al segretario di stato Antony Blinken e che può essere sottoscritto qui.




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