martedì 2 dicembre 2025 - Pressenza - International Press Agency

Udine, mezzi militari NATO in un istituto comprensivo: annunciata interrogazione parlamentare

Pubblichiamo la segnalazione e la nota critica con la quale AVS stigmatizza, annunciando un’interrogazione parlamentare, la partecipazione di alunni e alunne di un istituto comprensivo di Udine ad una iniziativa con i militari della NATO.

di Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

(Foto di Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università)

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università condividiamo la preoccupazione e denunciamo la gravità dell’ingresso all’interno di una istituzione scolastica di mezzi militari, come annuncia la nota della Dirigente scolastica. Il processo di militarizzazione, dopo la discussione sul ripristino della leva, è ormai dilagante in tutta Europa e parte dalle nostre scuole, dalla normalizzazione della guerra, della violenza e della diffusione della cultura della difesa e della sicurezza.

Ieri, con circolare 145, la dirigente dell’Istituto comprensivo V di Udine, annuncia “che in data 2 dicembre 2025 alcuni docenti della Scuola Secondaria di primo Grado ‘G. Ellero’ saranno interessati quali partecipanti nella simulazione di interazione tra contesto scolastico e coloro che operano in difesa dei civili in teatro estero per condurre operazioni nel settore della cooperazione civile-militare a supporto dei contingenti della NATO”.

Inoltre, si legge sempre nella circolare, il “CIMIC Group sarà presente con due automezzi all’interno del cortile”.

Da quanto ci è stato riferito da alcuni insegnanti, non ci risulta che il Consiglio d’Istituto sia stato informato e abbia deliberato in merito.

Esprimiamo tutta la nostra contrarietà a questa simulazione a supporto dei contingenti NATO, con tanto di automezzi militari all’interno del cortile della scuola.

Ci opponiamo alla corsa al riarmo e alla militarizzazione della società e ora pure della scuola.

Annunciamo due interrogazioni: una alla Camera dei Deputati, che verrà presentata dall’on. Marco Grimaldi (AVS), e una in Consiglio regionale.

La scuola sia il luogo della formazione civile dei ragazzi e delle ragazze e portatrice dei valori della pace, non dell’ideologia della guerra.



1 réactions


  • Attilio Runello (---.---.---.25) 3 dicembre 2025 02:42

    E necessaria la consapevolezza che 80 anni di pace nel nostro bel paese sono il risultato di un lavoro costante di forze militari, servizi segreti e forze dell’ordine. Alle forze armate in particolare va riconosciuto il merito di vigilare sulla difesa di tutti i nostri confini La pace è frutto anche del costante lavoro svolto dalla nostra diplomazia presente in tutti i paesi del mondo e sempre pronta a mediare dove nascono controversie La pace è anche frutto della nostra stabile alleanza con gli Stati Uniti e della nostra appartenenza e presenza attiva nella NATO. La pace è anche frutto del lavoro incessante portato avanti dal nostro esercito nelle missioni all’estero che coinvolgono diecimila soldati portatori di pace. E allora perché i ragazzi delle scuole non devono essere a conoscenza di tutto questo? Ricordo che ogni anno il 2 di giugno le forze armate sfilano davanti alle istituzioni a conferma della loro fedeltà alla Repubblica e alle istituzioni. Preciso infine che il capo delle forze armate è il Presidente della Repubblica.


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