martedì 22 luglio 2025 - Angelo Lo Verme

Trump pedina dei "poteri ultraforti"

Pensate che uno come Trump, volubile e umorale com'è e quindi inaffidabile, poco intelligente e poco colto, dunque capace soltanto d'un pensiero povero e d'un linguaggio altrettanto povero per manifestarlo - tutte basse facoltà inadatte per filtrare moralmente e con un minimo di decenza civile le sue pulsioni ormai deviate e insane, egotiche ed egocentriche - possa fare tutto quello che sta facendo alla politica, all'economia e alla finanza mondiale, senza che ci sia qualcuno capace di fermarlo, con qualsiasi mezzo?

Vedi i Kennedy ad esempio, senza per questo voler fare assolutamente paragoni del tutto incongrui, altro spessore ovviamente e fra l'altro questi sostenevano solo gli interessi degli americani, mentre Trump nel fare danni al mondo persegue i suoi interessi personali e quelli di una stretta cerchia di miliardari come lui.

Pensate dunque davvero che lo lascerebbero continuare se la sua anomala condotta non convenisse pure ai veri padroni del mondo? Io credo che, purtroppo, lui sia piuttosto uno strumento in mano ai veri decisori del mondo, dei "poteri ultraforti", parafrasando i poteri italici occulti, più che il vero Presidente degli Stati Uniti che fa gli interessi degli americani. Egli sembra essere il burattino più o meno consapevole dei predetti decisori, del tutto funzionale alle loro sciagurate trame per instaurare un nuovo ordine mondiale o, più banalmente, per restaurare un ordine abbastanza simile, nelle disuguaglianze e nelle divisioni sociali, all'età feudale. Progetto comunque elaborato da menti molto più raffinate e purtroppo più diaboliche di lui, del quale molto probabilmente egli non è nemmeno consapevole e nemmeno in grado di comprenderne gli obiettivi raggiungibili solo in un lungo tempo costituito di piani, mosse e azzardi apparentemente slegati tra di loro ma che unendo con logica attenta e sapiente i singoli punti costituiti da una cronaca decennale, alla fine se ne può comprendere il fine ultimo.
Il "giocare" di Trump al Presidente più potente del Pianeta come se si trovasse all'interno di un Monopoly, soddisfacendo le sue infantili e patologiche manie di grandezza e di ricchezza, non solo sta facilitando il predetto progetto di destabilizzazione della politica e dell'economia mondiale, ma lo sta pure accelerando. In pochi mesi egli è riuscito a normalizzare concetti come autocrazia e plutocrazia nella patria delle libertà e della democrazia; razzismo espresso nella deportazione di immigrati residenti e integrati da tempo su suolo americano; soppressione del dissenso con punizioni da colonie e bagni penali esemplari; tagli netti dei finanziamenti a università, sanità e pubbliche amministrazioni. Insomma, lo smantellamento dei diritti e di tutto ciò che è pubblico e finanziato dal governo. Può mai sembrare normale tutto ciò? No, ma lo si può capire soltanto se si considera che egli stia servendo da tradizionale innesco, se non di un immediato terzo conflitto mondiale, intanto di ciò che storicamente può prepararlo se qualcuno dotato dei mezzi idonei lo vuole: la corsa al riarmo convenzionale, naturalmente. Infatti, mentre la corsa al riarmo nucleare è servita per settant'anni da assodata, innegabile deterrenza, quella alle armi convenzionali invece facilita, se non addirittura pianifica, purtroppo, il loro uso e quindi la guerra imminente. Altro che "Si vis pacem, para bellum"! Questo potrebbe essere un motto adatto nei contesti sociali di alcuni secoli fa, quando i valori umani e di civile convivenza non erano sufficientemente sviluppati; non oggi in cui il benessere multiforme prodotto da un lungo periodo di pace è diventato patrimonio sociale universale, ove la guerra come risoluzione dei conflitti non è stata più nemmeno contemplata dal popolo negli ultimi ottant'anni di pace. La guerra era rimasta totalmente fuori dagli schemi mentali moderni, rammentabile solamente quale superato rimedio barbaro dei nostri altrettanto barbari lontani antenati. L'establishment invece adesso sta usando tutti i media che può controllare per propagandarla e farla rientrare nei circuiti emotivi della gente e nelle agende degli pseudo capi di governo europeo e delle singole nazioni, per normalizzarla e renderla accettabile e finanche arrivare a farla sembrare ad un certo punto necessaria e inevitabile! Prima però bisognava normalizzare l'aumento della spesa militare fino al 5 % dei Pil delle singole nazioni europee. Una volta fatto accettare ai popoli europei, volenti o nolenti, normalizzando tale aumento di spesa, il passaggio successivo è stato l'inizio del riarmo degli arsenali europei e anche americani svuotati negli ultimi tre anni e mezzo per la difesa dell'Ucraina dall'attacco russo.

Vi chiederete a che pro tutto questo presunto, fantasioso, diabolico, arzigogolato e incredibile piano? Il quale sembra essere stato partorito dalla fantasia malata dei soliti complottisti, per spiegare a se stessi in modo immaginario e stravagante ciò che non potrebbero mai arrivare a capire o sapere della complessità e delle dinamiche che muovono la storia e i singoli accadimenti che la compongono. Forse però le dinamiche nella storia moderna possono essere molto più semplici, banali e dettate dalle più basse ed egoistiche motivazioni: gli interessi economici e finanziari delle élite che di generazione in generazione detengono la multiforme ricchezza mondiale.

Quando quest'ultimi interessi cominciano a subire rallentamenti o, ancora peggio, riduzioni significative causate dagli ormai "desueti" sistemi economici, finanziari e politici preordinati da loro stessi, costoro tentano di immaginarne e instaurarne altri più efficaci in funzione innanzitutto dei loro interessi. Così, quando non ne trovano di idonei al mantenimento del loro status e nel contempo a quello pur minore della maggior parte possibile del resto del mondo, per evitare pericolosi, per loro, disordini sociali, allora gli resta solo il mezzo della tabula rasa per poi inaugurare un nuovo ordine mondiale possibilmente nuovamente soddisfacente per una moltitudine di gente e per molti anni ancora. Cioè, la guerra e la ricostruzione del mondo, sia infrastrutturale che valoriale. Entrambe portatrici di grossi affari per i capitalisti del mondo che possono convertire il loro capitale da un'economia prevalentemente finanziarizzata, ormai desueta e fallimentare all'interno della globalizzazione, pericolosamente troppo interdipendente dagli umori dei singoli mercati e dei singoli Stati e indipendentemente dalle distanze e dalla estrema diversità dei sistemi politici, culturali e sociali locali tendenti a una difficile omologazione, a un'economia di guerra. Il riarmo è semplicemente, banalmente e pericolosamente propedeutico a tutto questo.

Angelo Lo Verme




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