Tragedia a Lampedusa e Navi sotto sequestro a Brindisi
Lampedusa | Le telecamere di LiberaEspressione | Tragedia a Lampedusa e Navi sotto sequestro a Brindisi Ieri presso la piazza della chiesa di Lampedusa, le associazioni e le ONG presenti sull’isola si sono riunite in un momento di commemorazione per la morte della neonata avvenuta nella notte precedente.

La neonata con la famiglia era a bordo di un barchino in ferro con 55 migranti, partito giovedì mattina dalle coste della Tunisia. Al momento dello sbarco - dicono i soccorritori presenti sul posto si sono accorti che la neonata non dava segni di vita, così immediatamente lei, la madre e la sorella, sono state accompagnate al presidio sanitario" giunti al presidio, il medico rianimatore ha fatto tutte le manovre necessarie che però non sono servite a nulla.
L'imbarcazione intercettata in mare da una motovedetta della Guardia di Finanza che, a quanto si apprende, non aveva personale medico-sanitario a bordo forse per motivi di spazio . Sebbene il valore e l'impegno degli equipaggi istituzionali non siano in discussione, Da più parti si sottolinea come la presenza di un presidio medico imbarcato possa fare la differenza nei casi di estrema urgenza. Indicano come necessaria l'estensione sistematica dei presidi medici a tutte le unità navali dello Stato impegnate stabilmente nel SAR (Search and Rescue). La madre della piccola, una ragazza ivoriana di circa vent'anni si trova attualmente in forte stato di shock all'interno dell'hotspot dell'isola, insieme all’altra figlia di due anni; le loro condizioni sono monitorate e stabili. Sulla tragica morte della piccola ha aperto un'indagine la Procura di Agrigento che ha disposto l'autopsia per confermare l'ipotermia come causa del decesso. Parallelamente, la cronaca si sposta al porto di Brindisi, dove è attraccata la nave Sea-Watch 5 con 166 naufraghi a bordo.
Qui, la Polizia e la Guardia Costiera hanno avviato un’indagine penale contro il capitano della nave umanitaria, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Pronta e ferma la reazione della ONG, che rivendica la legittimità del proprio operato descrivendo lo scenario drammatico del soccorso: Giorgia Linardi portavoce e consulente legale di Sea-Watch, ONG no-profit tedesca impegnata nel soccorso in mare e nel monitoraggio delle violazioni dei diritti umani. LiberaEspressione Lampedusa

