giovedì 28 febbraio 2013 - Paolo Monarca

ThyssenKrupp: ridotte le pene. I familiari delle vittime occupano l’aula

Era stata una sentenza storica quella che in primo grado comminava forti condanne ai dirigenti della ThyssenKrupp, dopo che gli operai Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi morirono lungo la linea 5 per un incendio scoppiato la notte del 6 dicembre del 2007. Una sentenza storica che rimane tale secondo il pm Guariniello che ha portato avanti le indagini assieme ai sostituti Laura Longo e Francesca Traverso e nonostante proprio oggi quelle pene siano state ridotte.

Non più 16, ma 10 gli anni per l'amministratore delegato Herald Espenhahn, al quale è stata cancellata l'imputazione di omicidio volontario; si sarebbe trattato di omicidio colposo con colpa cosciente, secondo la Corte. Ma gli sgravi di pena non si riducono all'ad: ridotta a 8 anni la condanna per il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri, per il quale gli stessi pm avevano chiesto uno sconto a 10 anni, mentre al dirigente Daniele Moroni la condanna è stata abbassata di poco più di un anno passando da 10 anni e 10 mesi a 9 anni.

Guariniello sostiene che quello “che conta è che mai in Italia sono state date pene così alte per un incidente sul lavoro” ma comunque non si fermerà qui essendo venuto meno l'aspetto storico legato al dolo, ed è lì che punterà nel prossimo grado di giudizio. La caduta del dolo, invece, è ciò che in parte soddisfa, ovviamente, l'avvocato della difesa Ezio Audisio.

Ad assistere alla sentenza c'erano i familiari delle vittime, il vicesindaco di Torino Tom Dealessandri, l'assessore al lavoro della Provincia Carlo Chiama, i rappresentanti sindacali. E proprio ai familiari la riduzione delle pene non è andata giù. Al grido di “maledetti”, “che schifo” e “vergogna”, infatti, alcuni di loro hanno deciso di occupare l'aula. Chiedono giustizia, quella che avevano avuto dal primo grado e che è stata "ridimensionata“.

“Non lo accetto, mio fratello e altri sei ragazzi sono morti e queste pene sono troppo basse” ha detto la sorella di una delle vittime, mentre Rosina Platì, madre di Giuseppe Masi ha dichiarato: “Oggi hanno ammazzato di nuovo nostri figli, noi questa sentenza non la acceteremo mai” anche perché, sostiene: “Durante il secondo grado non è emerso alcun elemento nuovo e non capiamo perché siano state ridotte le pene. Noi andremo avanti, non ci fermero mai” e assieme agli altri familiari chiede di incontrare il Ministro della Giustizia.



4 réactions


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.140) 28 febbraio 2013 20:19
    BOCCUZZI Antonio - PD
    Nato a TORINO, il 27 luglio 1973 
    Diploma di istituto tecnico industriale; Operaio qualificato
    Eletto nella circoscrizione I (PIEMONTE 1)
    Lista di elezione PARTITO DEMOCRATICO
    Proclamato il 22 aprile 2008
    Elezione convalidata il 18 dicembre 2008
    Iscritto al gruppo parlamentare
    PARTITO DEMOCRATICO dal 5 maggio 2008
    Componente degli organi parlamentari:
    XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
    dal 21 maggio 2008

    È stato rieletto. Per quali demeriti?
    Era tanto qualificato da non vedere lo stato di pericolo e sottrarre se ed i compagni di lavoro
    all’imminente disastro.

    Comunque buon per lui che riesce a papparsi un’altra legislatura di privilegi e prebende immeritate.


    • Geri Steve (---.---.---.206) 1 marzo 2013 10:50

      E che c’entra?

      Non mi risulta che quella commissione avesse compiti di sorveglianza su quella o altre fabbriche, quindi non vedo come sostenere che ci fosse alcun rapporto o colpa.
      Si può ben dire che i controlli sulle situazioni di sicurezza nei luoghi di lavoro sono del tutto inadeguati e le multe per inosservanza ridicolmente basse e che tutto ciò va cambiato.
      Ma il citato Boccuzzi era parlamentare di minoranza, con un governo in cui il ministro Tremonti (rieletto, con lieve cambio di partito) affermava che "l’Italia non può permettersi standard di sicurezza così alti".
      Io cercherei altrove i responsabili, che ci sono davvero.

      GerSteve


  • Geri Steve (---.---.---.206) 1 marzo 2013 11:02

    Il dato di fatto è che quei personaggi sono altamente colpevoli della morte di quegli operai.

    Adesso si riprenderà a spaccare il capello fra omicidio volontario, doloso e colposo.

    Io penso che se questa sentenza fosse legalmente giustificata, allora va cambiata la legge: da tempo sento dire che non si può chiamare omicidio volontario se non c’è la precisa volontà di uccidere quella persona.
    Si può anche utilizzare un termine diverso, ma se qualcuno, o per gioco o per lucro, spara su un gruppo di persone senza mirare specificamente a qualcuno deve essere condannato quanto un omicida che ha scelto le sue vittime.
    Se poi quelle persone sono dei dipendenti dell’omicida che fanno parte di quel gruppo perchè devono portare a casa uno stipendio, io direi che c’è una aggravante forte.

    GeriSteve


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.112) 4 marzo 2013 22:08

    Geri Steve,
    Ma sai chi era Boccuzzi al tempo dell’incidente?
    Informati


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