mercoledì 6 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Terrorismo | Boko haram sconfitto? Purtroppo, tutto il contrario

In questi mesi si sono moltiplicate le dichiarazioni ufficiali sull’imminente sconfitta di Boko haram, sui successi militari delle operazioni antiterrorismo in Nigeria e Camerun, sull’efficacia della lotta al terrorismo da parte di governi con cui l’Italia sta intessendo stretti rapporti in nome del contrasto all’immigrazione, come Ciad e Niger.

Se invece leggessimo con attenzione i resoconti che arrivano dalla regione del Lago Ciad, se ascoltassimo le testimonianze di alcuni degli oltre due milioni di sfollati, quelle dichiarazioni suonerebbero vuote.

Secondo un’analisi resa pubblica oggi da Amnesty International, da aprile ad agosto la recrudescenza degli attacchi di Boko haram nella regione camerunense dell’Estremo Nord e negli stati nigeriani di Borno e Adamawain ha fatto almeno 381 morti tra la popolazione civile, il doppio rispetto ai cinque mesi precedenti.

L’aumento dei morti è dovuto al maggiore ricorso agli attentati suicidi, spesso mediante donne adulte o bambine costrette a esplodere in aree affollate.

Nella Nigeria nord-orientale, gli attacchi di Boko haram hanno causato la morte di almeno 223 civili (81 dei quali a seguito di attentati suicidi), ma si ritiene che il numero effettivo delle vittime possa essere maggiore dato che alcuni di questi attacchi sono stati scarsamente documentati. Ma già i dati disponibili indicano che tra maggio e agosto il numero dei civili uccisi è stato sette volte superiore a quello dei quattro mesi precedenti. Solo nel mese di agosto le vittime sono state 100.

Il peggiore degli attacchi recenti è avvenuto il 25 luglio, quando il gruppo armato ha ucciso 40 persone e ne ha rapite tre in un’imboscata ai danni di un team di prospezione petrolifera nella zona di Magumeri, nello stato di Borno.

Nella regione dell’Estremo Nord del Camerun, Boko haram ha ucciso almeno 158 civili, un numero quattro volte più alto di quello registrato nei cinque mesi precedenti. Questo picco è stato causato dall’aumentato ricorso agli attentati suicidi: 30, ossia più di uno alla settimana.

Il peggiore attacco ha avuto luogo a Waza il 12 luglio: 16 civili sono rimasti uccisi e almeno 34 feriti dopo che una bambina si è fatta esplodere in un affollato centro di video game.

Nello stesso periodo la città di Kolofata, nel distretto di Mayo-Sava, è stata colpita nove volte; Mora, il secondo centro urbano della regione, tre volte.

A causa della violenza di Boko haram, milioni di civili nella regione del Lago Ciad hanno bisogno di urgente assistenza umanitaria.

Gli sfollati sono all’incirca 2.300.000: 1.600.000 in Nigeria, 303.000 in Camerun e altri 374.000 in Ciad e Niger.

Oltre sette milioni di persone in tutta la regione hanno pochissimo cibo a disposizione: cinque milioni di questi sono in Nigeria e un milione e mezzo in Camerun. I bambini che soffrono di grave malnutrizione sono 515.000, oltre l’85 per cento dei quali in Nigeria.

Il recente peggioramento delle condizioni di sicurezza sta rendendo le operazioni umanitarie difficili e addirittura impossibili in alcune zone inaccessibili del nord-est della Nigeria

Per concludere, nel 2017 Boko haram ha anche ucciso civili in Niger, nel corso di almeno 10 attacchi nella regione di Diffa.

(Foto: AK Rockefeller/Flickr)




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