giovedì 7 novembre - Marco Barone

TV e Radio Capodistria sotto attacco. L’incubo della chiusura è reale

Doveva essere l'anno dei festeggiamenti per i 70 anni di Radio Capodistria,ma qui rischiano di fare seriamente le feste alla TV Koper-Capodistria e anche a Radio Capodistria.Come è noto il 9 novembre si interromperanno le trasmissioni satellitari di Radio e TV Capodistria su Hotbird di Eutelsat.

Ciò perché mancano le risorse.Si parla di circa 270 mila euro che si è impossibilitati a recepire sia da parte slovena che da parte italiana.Non si è mai capito a cosa fosse dovuta questa impossibilità, pare in realtà essere più una questione di mancanza di volontà. E la conferma arriva da comunicato dei vertici di RTV Slovenia che replicando alla lettera-appello dei giornalisti di TV Capodistria, che stanno ottenendo solidarietà da più parti per questa incresciosa situazione che si trovano a vivere, parlando anche di programmi, sia radiofonici,sia televisivi,hanno rilevato che si tratta di contenuti,“non interessanti per il grande pubblico”.
 
La direzione di RTV Slovenia evidenzia poi che i programmi possono venir seguiti dagli utenti attraverso i servizi garantiti dagli operatori della TV via cavo e tramite la piattaforma digitale sul web. Ma è altra storia. Si tratta di una menomazione profonda della libertà d'informazione, e di quel pluralismo costituzionale che in Slovenia andava garantito. Forse se in TV Koper-Capodistria e Radio Capodistria facessero programmi solo in istroveneto e sloveno e forse anche di natura nazionalistica il vento che soffierebbe sarebbe diverso. Ma non è quella l'anima di questa realtà che esprime 70 anni di storia ed attua i diritti della minoranza italiana oltre che fungere da ponte tra Est ed Ovest. Stefano Lusa, parla in un suo editoriale di morte a rate rilevando che "Radio Capodistria oggi è diventata un punto di riferimento per l’informazione, tanto che spesso e volentieri i nostri contributi vengono ripresi dalla stampa locale, nazionale ed internazionale.
 
Non siamo ingenui sappiamo che la strategia è chiara: Radio Capodistria va chiusa.Ci potranno essere arretramenti strategici, parziali cambi di rotta, ma la linea tracciata sin dai primi anni Novanta è sempre la stessa. Sentirsi dire dai vertici della RTV di Slovenia che non facciamo programmi appetibili per il grande pubblico è offensivo ed irritante." Non è una questione che si può risolvere solo internamente alla Slovenia, interessa tutti, è una questione di principio e di diritti, e da parte dell'Italia è bene che si apri intanto il portafoglio per sostenere una spesa minima ma indispensabile per evitare lo spegnimento del segnale satellitare e che la "diplomazia" si attivi per salvaguardare questo bene primario che è TV e Radio Capodistria.
 
mb



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