lunedì 5 agosto - Riccardo Noury - Amnesty International

Sudafrica, il lascito dell’apartheid sul sistema educativo

Un quarto di secolo dopo la fine dell’apartheid, il sistema educativo sudafricano resta ancora profondamente carente. Il diritto sancito dalla Costituzione a un’istruzione primaria di qualità decente e per tutti è lungi dall’essere realizzato.

Nelle zone più povere del Sudafrica le strutture sono antiquate e precarie, mancano le risorse economiche per impartire un insegnamento di livello sufficiente, gli spazi sono completamente inadeguati.

Il 78 per cento degli alunni arriva all’età 10 anni senza saper leggere. Il 61 per cento, a 11 anni, non sa fare un calcolo elementare. Il 46 per cento delle scuole è privo di servizi sanitari. Il 17 per cento degli alunni usa ancora latrine all’aperto pericolose e insalubri.

Quasi la metà del milione e 200.000 nuovi iscritti ogni anno si ritirerà alle medie. In tutto, solo il 14 per cento dei bambini e delle bambine termina l’intero ciclo scolastico e può iscriversi all’università.

Sembra dunque che dai tempi di Hendrik Verwoerd (nella foto), l’architetto dell’apartheid, sia cambiato poco. Se oggi potesse guardare in che condizioni è il sistema educativo del Sudafrica, gli scapperebbe un sorriso.

In questi giorni Johannesburg è piena di manifesti in cui si vede Verwoerd sorridere.

La campagna #SignTheSmileOff di Amnesty International Sudafrica invita tutte le persone che hanno a cuore il diritto all’istruzione a mettere la propria firma sopra a quel volto sorridente. Per cancellare quel sorriso e per chiedere alle autorità sudafricane di garantire il diritto costituzionale all’istruzione entro il 2021.

Un’impresa ardua, ma ne va del futuro di un intero paese.




Lasciare un commento