martedì 6 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Siria, attacco turco nel nord del Paese: 11 morti

L’artiglieria turca ha colpito con un intenso bombardamento postazioni del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) nel nord della Siria, costringendo migliaia di persone a lasciare le loro case. Almeno un bambino è morto. In seguito un attacco aereo turco contro una postazione di frontiera in Siria gestita dalle forze armate siriane ha ucciso undici persone. 

A dare la notizia è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui gli attacchi sono avvenuti nelle ultime ore a nord di Aleppo e nei pressi di Ayn Arab (Kobane).

A Kobane i razzi sono iniziati a piovere durante la notte e si sono intensificati durante il giorno. Il sindaco della città ha parlato di diversi feriti.
“Tutti urlavano e correvano via, si sentiva il rumore delle esplosioni, un rumore assordante. La gente urlava, aveva paura. Ora siamo tutti chiusi nelle nostre case”, ha detto alla Reuters Dilvin, una negoziante di Kobane madre di un bambino.

La Turchia minaccia da mesi di condurre operazioni militari su larga scala nella Siria settentrionale ma Russia e Iran si sono opposte a ogni manovra militare. In cambio, secondo media siriani, Ankara ha ottenuto il via libera da Mosca e Teheran per attaccare le postazioni del Pkk lungo la fascia frontaliera siro-turca. Erdogan vede il sistema semi-autonomo in vigore nel nord e nell’est della Siria che permette ai curdi di governare come una minaccia alla sua sicurezza nazionale al suo confine. L’idea del presidente turco è di creare una zona cuscinetto di 30 chilometri nel nord della Siria.




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