venerdì 5 agosto - Riccardo Noury - Amnesty International

Singapore, quinta impiccagione in meno di quattro mesi

Il 22 luglio a Singapore c’è stata la quinta esecuzione di una condanna a morte in meno di quattro mesi. Il prigioniero impiccato, Nazeri bin Lajim, era stato giudicato colpevole del possesso di 33,39 grammi di eroina.

 

A Singapore la pena di morte è la punizione obbligatoria per i reati di droga. Il giudice non può esaminare eventuali circostanze attenuanti che potrebbero spingerlo a pronunciare un verdetto diverso dall’impiccagione.

Il diritto internazionale vieta l’imposizione obbligatoria della pena di morte e richiede che questa sanzione estrema sia limitata ai “crimini più gravi” come ad esempio l’omicidio intenzionale.

Nel 2020 e nel 2021 a Singapore non c’erano state esecuzioni.

Amnesty International ha giudicato estremamente preoccupante la nuova tendenza e ha invitato l’Ufficio delle Nazioni Unite su droga e criminalità e l’Ufficio internazionale per il controllo dei narcotici a fare pressioni sulle autorità locali affinché rispettino gli standard internazionali sulla pena di morte.

 




Lasciare un commento