venerdì 11 gennaio - Marco Barone

Se gli USA sostengono il regime in Egitto. L’intervista scomoda della CBS che fa discutere in America

Una delle prime tappe del Segretario di Stato americano ha avuto come destinazione l'Egitto,in questo 2019. Appena atterrato in Egitto, nei social ha scritto, con enfasi, che è "Meraviglioso essere al Cairo". Evidenziando che "Il rapporto degli Stati Uniti  è una delle nostre partnership più profonde e più vaste della regione".

L'Egitto, si trova in una zona strategica fondamentale, stringe rapporti un con tutti, dalla Russia, all'America, dalla Cina, all'Arabia Saudita.Solo il Parlamento europeo per l'ennesima volta ha osato proporre una risoluzione significativa e dura contro l'Egitto denunciando quanto accade in quel Paese soprattutto a partire da luglio del 2013. Quando dopo il colpo di stato si è andati nella direzione del regime autoritario che tutto il mondo conosce ma che l'Egitto nega. Come ha negato, il suo capo, Al Sisi ,in una intervista scomoda con una TV americana indipendente, CBS news, tanto che intervennero per bloccarne la messa in onda, ma fallendo. Intervista dove i giornalisti debuttano chiedendo per quale motivo i contribuenti americani inviano più aiuti esteri all'Egitto che a qualsiasi altra nazione salvo Israele. Sottolineando che l'America" ha quasi un miliardo e mezzo di dollari all'anno a favore di un regime accusato dei peggiori abusi nella storia moderna dell'Egitto". Il perchè trova la sua risposta nella lotta al terrorismo. Almeno come motivazione ufficiale e formale. Quella lotta al terrorismo che porta ad uccidere nel giro di un niente 40 persone ritenute sulla base di non si sa cosa come "presunti terroristi".

Presunto terrorista, ammazzato. I processi in Egitto li fanno anche così. Come terroristi vengono trattati gli oppositori, i difensori dei diritti umani. Si è dichiarato nell'intervista che sono, secondo l'organizzazione Human Rights Watch, ben 60.000 i prigionieri politici trattenuti nelle prigioni egiziane. Il capo egiziano nega questi dati, li disconosce.

I primi nemici furono i Fratelli Musulmani. Considerati ufficialmente come "terroristi" e banditi dall'Egitto,ciò mentre in America la detta organizzazione non viene considerata come terroristica. Si evidenziano nell'intervista tutte le misure repressive attuate in Egitto, evidenziando che quelle che"El-Sisi chiama "misure per ripristinare la sicurezza" includono anche il massacro di almeno 800 sostenitori della Fratellanza Musulmana nella Piazza Rabaa del Cairo. Nell'agosto 2013, dopo settimane di proteste, le forze egiziane si sono trasferite. Tra i sopravvissuti c'era Mohamed Soltan, l'egiziano-americano imprigionato per aver riportato notizie false a detta dell'Egitto. Soltan è stato rilasciato 21 mesi dopo l'intervento dell'amministrazione Obama. "Preso di mira perchè aveva solo una macchina fotografica , un telefono e per aver usato Twitter. Dichiarerà Soltan. Lo hanno sparato, poi è stato trattenuto in prigione per 21 mesi, torturato, isolato. E' importante che anche in America sia stato acceso il faro sull'Egitto,su quello che accade ponendosi giustamente dei sacrosanti interrogativi. Come si può continuare a sostenere quel regime?

Marco Barone



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