venerdì 29 novembre - SerFiss

Sardine viola in girotondo

Il titolo proposto non sia interpretato in modo ironico o peggio denigratorio.

Volendo scrivere dell'ultimo splendido esempio di politica dal basso nato in Italia, ho voluto sinteticamente ricordare gli ultimi due movimenti nati più recentemente e rapitamente assorbiti dalla politica tradizionale, che ne ha spuntato le armi della novità e della schiettezza riducendoli a serbatoi di voti, dai quali attingere fino a spremerli completamente.
Magnifiche sardine appena nate ma già grandi: capaci di organizzarsi rapidamente sul territorio con rapidità ed efficacia ottenendo un grande interesse mediatico, segno dell'interesse collettivo, e l'abilità con la quale gli intervistati hanno retto il ruolo, evitando di scadere nella retorica più bieca dalla quale siamo avvolti quotidianamente, come una melassa appiccicosa e fastidiosa.

Solo lodi? Certo, essendo neonati al momento siete immuni da colpe. Che arriveranno prima o poi, questo è certo, come per tutti, con il passare del tempo. La perfezione non è di questa terra, la buona volontà di proseguire ritrovando la retta via sì.

Nelle righe che seguiranno non leggete consigli e suggerimenti: ho più da imparare che da insegnare alla vostra freschezza. Piuttosto punti di vista, riflessioni di un diversamente giovane che, avendo visto e vissuto altri momenti simili, vuole indicarvi alcune trappole e trabocchetti che riempiranno la strada che dovrete percorrere. Starà poi a voi, e solo a voi. trovare le soluzioni per aggirarle, disinnescarle, affrontarle.

Blob


Dando un senso più compiuto all'incipit, evitate di farvi assorbire dalla gelatina partitica, come accaduto al Popolo Viola o ai Girotondini. La politica è vostra, non loro. Il nuovo siete voi e non loro. Non tentate di insegnarci retoriche vuote che appartengono allo scorso secolo: guardate avanti, il futuro è vostro. Alla larga da riunioni o incontri con i vari vertici, dal quale i vostri rappresentanti potrebbero uscire infetti da metodi e linguaggi non vostri. Sfidateli in piazza, la vostra forza, obbligateli ad un confronto con la base che rifiutano da millenni, portateli sul vostro territorio: avrete tutto da guadagnare.

Organizzazione
Evitate le paludi delle tessere, dei giochi di potere, dei ruoli di vertice affidati al caso o a mille voti su una piattaforma controllata. Queste fesserie andavano bene per la Prima Repubblica e per alcune storture della seconda. 

Maturazione
State vivendo una fase meravigliosa, l'inizio di un'avventura, il cui sviluppo potrà essere strabiliante o stagnante: dipende da voi. Nei tempi che riterrete opportuni concretizzate i risultati di questi giorni, ma non fate passare un'eternità. L'entusiasmo, come la speranza, deve essere costantemente irrorata.

I prossimi passi saranno importanti ma non decisivi: permettetevi di sbagliare, ma fate. L'indecisione è il peggiore degli errori ed è una malattia che attanaglia l'Italia da troppo tempo.

Solo ora, in chiusa, mi permetto di darvi un piccolo consiglio. Avete fatto rinascere e state continuando a rifocillare la speranza di molti italiani verso la parte buona della politica. Non deludeteli.



6 réactions


  • Enzo Salvà Enzo Salvà (---.---.---.64) 29 novembre 09:39

    Concordo, ieri a Verona si sono radunate in oltre cinquemila, c’era aria positiva, fresca -non solo climaticamente-,

    Un Saluto, 

    Es.


    • Sardinando (---.---.---.162) 14 dicembre 19:08

      Le sardine sotto vuoto e i loro 10 (inutili) comandamenti

      Massimiliano Parente

      Era tanto che lo aspettavo, e finalmente le sardine hanno enunciato il loro programma, con punti molto concreti, dall’economia alla salvezza del pianeta. Certo, bisogna saperli leggere, per questo ci sono io, e credetemi, è un decalogo della Madonna. Non la Madonna di Salvini, la Madonna delle sardine, comunque sia una Madonna.Anzitutto "i numeri valgono più della propaganda", per carità, un po’ un’arma a doppio taglio, perché se Salvini prende il trenta per cento e le sardine il tre, pace, contano i numeri. Questa affermazione magari andrebbe leggermente migliorata, ma chi sono io per dirlo? Una sardina? No, e dunque se l’hanno scritto avranno ragione loro, hanno studiato, cavolo.Comunque "è possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, creatività e ascolto". Tradotto in pratica: Troppe tasse? Ti vai a vedere un quadro di Raffaello. Disoccupato? Datti al bricolage. Tua suocera non smette di parlarti e la chiuderesti in cantina? Ascoltala.Due punti del decalogo dicono la stessa cosa, ma importantissima. Tanto per cominciare "protagonista è la piazza, non gli organizzatori". Proprio così, la piazza. A differenza delle piazze dell’orrido Salvini, per esempio, che sono organizzate, le piazze delle belle sardine no. Una sardina esce per caso di casa e si ritrova in piazza con altre diecimila sardine, per caso, senza che nessuno gliel’abbia detto. Una figata. Hanno una specie di sesto senso, sono telepatiche.Anche perché "la piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare". Basta stare a casa, con Netflix, Amazon che ti porta tutto ciò che vuoi, la Playstation, la televisione, YouTube, YouPorn, il divano, il riscaldamento. Bisogna trasferirsi tutti in piazza, è il mondo reale. Loro sono come Morpheus in Matrix. Quindi usciamo da casa, cioè da Matrix, e mangiamo in piazza, dormiamo in piazza, facciamo i bisogni in piazza, è bellissimo. Io le piazze le ho sempre odiate, di destra o di sinistra che siano, ma le sardine mi hanno fatto riflettere.Anche perché "non siamo soli, ma parte di relazioni umane". Questa è una grande verità, devono avere studiato tantissimo per arrivarci, da Kant a Darwin a Freud ma soprattutto deve esserci lo zampino di Massimo Recalcati. Noi pensavamo di essere soli, invece ci sono le relazioni umane.È da non sottovalutare neppure questo punto: "Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici". Minchia. Sono empatici. E accettano la commozione. Si commuovono. Nello spettro delle emozioni possibili, ovviamente. Io non penso possano esserci arrivati da soli, almeno Paolo Crepet li avrà aiutati. Ma come si commuovono le sardine, e soprattutto dove?Ma è ovvio, in piazza, dove se no? "Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma rivoluzionario". Io penso che veramente questo movimento rivoluzionario delle sardine spaccherà tutto. Non sto scherzando, sono veramente commosso. Mi viene da piangere, e non sono ancora uscito per andare in piazza, incrociare gli sguardi, sentirmi empatico, portarmi dietro un poster del Beato Angelico, e annullarmi, smettere di essere lo stronzo che sono, smettere di pensare troppo, e diventare anche io una sardina. Tanto prima o poi dovranno pur arrivare i delfini, almeno spero.


    • SerFiss SerFiss (---.---.---.173) 14 dicembre 20:04

      @Sardinando Dispiace leggere tanta rabbia in così tanta arguzia. Comprendo che gli ultimi decenni di politica italiana uccidano la speranza; tocca a loro tenerla viva, in quando giovani (è loro il futuro) per quanto possibile. A noi il dovere di non restare solo spettatori, o stupidi urlanti. Se sarà il caso, come spero, sostenerli. Se non sarà il caso, come temo possibile e già avvenuto (e scritto con i precedenti fenomeni) discutere e riprovare, magari anche solo per sbagliare ancora. La piazza? Ha scritto alcune delle più belle pagine della storia; denigrarla in partenza e solo in quanto tale non rientra nelle mie corde. Il linguaggio? E’ quello di questi tempi; anche qui denigrarli per questo mi sembra esagerato. Le auguro una buona domenica.


  • SerFiss (---.---.---.173) 29 novembre 09:56

    vero? Bella gente


  • SerFiss (---.---.---.173) 30 novembre 10:45

    non mi sembra sia mai stata negata la possibilità a Salvini di manifestare. AL Massimo si è visto il ministro dell’Interno intervenite pesantemente su manifestazioni di dissenso espresse con lenzuola appese (e schedatura), manifestazioni pacifiche in altre piazze ben lontane del luogo del comizio represse. Cose mai viste prima. Sono gli italiani a dover avere paura di Salvini e, se continua così, finirà che avrà paura degli italiani. Buona domenica


  • Sardinando (---.---.---.162) 14 dicembre 18:59

    Le sardine sotto vuoto e i loro 10 (inutili) comandamenti

    Massimiliano Parente

    Era tanto che lo aspettavo, e finalmente le sardine hanno enunciato il loro programma, con punti molto concreti, dall’economia alla salvezza del pianeta. Certo, bisogna saperli leggere, per questo ci sono io, e credetemi, è un decalogo della Madonna. Non la Madonna di Salvini, la Madonna delle sardine, comunque sia una Madonna.Anzitutto "i numeri valgono più della propaganda", per carità, un po’ un’arma a doppio taglio, perché se Salvini prende il trenta per cento e le sardine il tre, pace, contano i numeri. Questa affermazione magari andrebbe leggermente migliorata, ma chi sono io per dirlo? Una sardina? No, e dunque se l’hanno scritto avranno ragione loro, hanno studiato, cavolo.Comunque "è possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, creatività e ascolto". Tradotto in pratica: Troppe tasse? Ti vai a vedere un quadro di Raffaello. Disoccupato? Datti al bricolage. Tua suocera non smette di parlarti e la chiuderesti in cantina? Ascoltala.Due punti del decalogo dicono la stessa cosa, ma importantissima. Tanto per cominciare "protagonista è la piazza, non gli organizzatori". Proprio così, la piazza. A differenza delle piazze dell’orrido Salvini, per esempio, che sono organizzate, le piazze delle belle sardine no. Una sardina esce per caso di casa e si ritrova in piazza con altre diecimila sardine, per caso, senza che nessuno gliel’abbia detto. Una figata. Hanno una specie di sesto senso, sono telepatiche.Anche perché "la piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare". Basta stare a casa, con Netflix, Amazon che ti porta tutto ciò che vuoi, la Playstation, la televisione, YouTube, YouPorn, il divano, il riscaldamento. Bisogna trasferirsi tutti in piazza, è il mondo reale. Loro sono come Morpheus in Matrix. Quindi usciamo da casa, cioè da Matrix, e mangiamo in piazza, dormiamo in piazza, facciamo i bisogni in piazza, è bellissimo. Io le piazze le ho sempre odiate, di destra o di sinistra che siano, ma le sardine mi hanno fatto riflettere.Anche perché "non siamo soli, ma parte di relazioni umane". Questa è una grande verità, devono avere studiato tantissimo per arrivarci, da Kant a Darwin a Freud ma soprattutto deve esserci lo zampino di Massimo Recalcati. Noi pensavamo di essere soli, invece ci sono le relazioni umane.È da non sottovalutare neppure questo punto: "Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici". Minchia. Sono empatici. E accettano la commozione. Si commuovono. Nello spettro delle emozioni possibili, ovviamente. Io non penso possano esserci arrivati da soli, almeno Paolo Crepet li avrà aiutati. Ma come si commuovono le sardine, e soprattutto dove?Ma è ovvio, in piazza, dove se no? "Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma rivoluzionario". Io penso che veramente questo movimento rivoluzionario delle sardine spaccherà tutto. Non sto scherzando, sono veramente commosso. Mi viene da piangere, e non sono ancora uscito per andare in piazza, incrociare gli sguardi, sentirmi empatico, portarmi dietro un poster del Beato Angelico, e annullarmi, smettere di essere lo stronzo che sono, smettere di pensare troppo, e diventare anche io una sardina. Tanto prima o poi dovranno pur arrivare i delfini, almeno spero.


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