martedì 25 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Ruanda, morte sospetta di un cantante gospel

Dice la polizia ruandese che Kizito Mihugo, noto cantante gospel del paese, si è suicidato.

Tre giorni dopo l’arresto. Strano.

Il 14 febbraio, infatti, la direzione per le indagini del Ruanda aveva reso noto che Mihigo era stato arrestato a Nyaruguru, nei pressi del confine col Burundi. Motivi dell’arresto: tentativo di attraversamento illegale della frontiera, adesione a gruppi del terrorismo, corruzione e violazione delle misure cautelari disposte nel 2018, quando uscì dal carcere.

Già, perché Mihigo – dopo una precoce militanza nel Fronte patriottico ruandese, il partito-stato del paese – da sei anni era nel mirino del governo.

Nel 2014 era stato arrestato per un gospel in cui invitava a pregare per le vittime del genocidio e per tutte le altre vittime della violenza.

Un anno dopo era stato giudicato colpevole di complotto contro il governo, costituzione di un’impresa criminale e cospirazione per compiere un assassinio e condannato a 10 anni.

Nel 2018 era stato rilasciato a seguito di una grazia presidenziale, a condizione che si presentasse negli uffici della procura una volta al mese e che chiedesse l’autorizzazione preventiva a viaggiare all’estero.

Amnesty International ha sollecitato le autorità ruandesi ad accertare, attraverso un’inchiesta indipendente e imparziale, le circostanze della sospetta, assai sospetta morte di Mihigo.




Lasciare un commento