giovedì 16 gennaio - Riccardo Noury - Amnesty International

Ricongiungimento dei minorenni rifugiati con le loro famiglie: Londra dice no

In un rapporto di 38 pagine intitolato “Senza la mia famiglia”, tre organizzazioni non governative britanniche (Amnesty International, Save the children e il Consiglio dei rifugiati) hanno accusato il governo di Londra di impedire “volutamente e in modo distruttivo” i ricongiungimenti dei minorenni rifugiati con le loro famiglie.

Il rapporto, realizzato attraverso una serie di interviste con persone di età compresa tra 15 e 25 anni, tutte arrivate nel Regno Unito quando avevano meno di 18 anni, elenca gli effetti devastanti della separazione tra i minori rifugiati e le loro famiglie: ansia permanente, timore per i propri familiari rimasti nel paese di origine e, in alcuni casi, gravi disturbi mentali.

Gli operatori sociali e gli altri professionisti che seguono i minori rifugiati senza famiglia hanno espresso tutto il loro disagio sottolineando quanto la famiglia abbia un ruolo cruciale nel benessere dei minori e nella fase dello sviluppo dell’identità, dell’istruzione e dell’integrazione sociale. I minori rifugiati sono soggetti a ripetuti eventi traumatici, che si aggiungono allo stress del vivere soli e lontano dal proprio paese.

Nel 2019 il Regno Unito ha riconosciuto come rifugiati solo 1070 minori, meno di tre al giorno. Nel farlo, le autorità hanno dunque riconosciuto che i richiedenti asilo erano fuggiti da conflitti, persecuzioni e altre violazioni dei diritti umani e che sarebbe stato insicuro rinviarli nei paesi da cui erano scappati. Eppure, esse impediscono a questi rifugiati di ricongiungersi ai loro genitori, ai loro fratelli e alle loro sorelle.

Infatti le norme vigenti prevedono che solo i rifugiati maggiorenni che desiderano ricostruire le loro vite nel Regno Unito possano chiedere il ricongiungimento con i familiari stretti. Non anche i rifugiati minorenni e le autorità britanniche sono le uniche in Europa a comportarsi in questo modo.

Il governo di Londra sostiene, senza portare alcuna prova al riguardo, che le riunificazioni familiari potrebbero incoraggiare le famiglie a inviare in Europa dei minori non accompagnati in modo da farne delle “ancore” per gli altri membri della famiglia.

Il rapporto evidenzia anche le costanti critiche mosse al governo di Londra da alti rappresentanti della magistratura, da commissioni parlamentari e dal Comitato per i diritti dell’infanzia.

Sebbene nel 2018 un’ampia maggioranza trasversale di parlamentari avesse approvato una mozione per cambiare la normativa, il governo ha continuato a bloccare e a rinviare l’iniziativa. Amnesty International, Save the children e il Consiglio dei rifugiati chiedono con urgenza che i minori rifugiati abbiano le stesse opportunità degli adulti di ricongiungersi coi loro familiari.

(La foto di apertura è stata scattata da Marie-Anne Ventoura per Amnesty International)




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