giovedì 14 luglio - Riccardo Noury - Amnesty International

Richiedenti asilo: condannata dalla Corte europea di Giustizia, la Lituania va avanti

Incurante della condanna emessa il 30 giugno dalla Corte europea di giustizia, preceduta tre giorni prima da una dura denuncia di Amnesty International, il governo della Lituania ha fatto sapere che continuerà ad attuare la legislazione introdotta nel settembre 2021 in materia d’immigrazione e asilo.

La sentenza della Corte ha stabilito che la normativa che impone la detenzione automatica delle persone che entrano illegalmente nel territorio della Lituania e nega loro di fatto il diritto d’asilo, è incompatibile con le leggi dell’Unione europea.

Commentando quella sentenza, la ministra dell’Interno lituana Agne Bilotaite ha parlato di “un attacco ibrido della Bielorussia contro la Lituania”, dal quale per “interesse di sicurezza nazionale” “la Lituania si difenderà”.

Il riferimento a “un attacco ibrido” porta all’estate del 2021, quando il regime bielorusso organizzò un cinico e ingannevole trasferimento di migliaia e migliaia di profughi, spesso provenienti da zone di conflitto del Medio Oriente e dell’Asia, garantendo loro un agevole ingresso nell’Unione europea. Un gesto dai più visto come una rappresaglia per le sanzioni imposte dai Ventisette.

“Lo stiamo facendo per voi”, è stato l’ulteriore commento delle autorità lituane, rivolto agli stati dell’Unione europea.

Il capo delle guardie di frontiera, Rustamas Liubajevas, ha ribadito che i respingimenti – oltre 10.000 nell’ultimo anno, secondo fonti ufficiali – sono l’unica soluzione efficace ammonendo che chi si mostrerà più morbido della Lituania rischierà di vedersi deviare i flussi alle proprie frontiere.




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