MARINI
CALIÒ CONTI - 1
Provo
a rileggere sinotticamente le 3 testimonianze sull´assassinio di
Ricci.
CM
30 : 45 per Marini ore 10,15 alla digos. Il suo verbale sul punto non
ha senso, ma contiene elemento comune agli altri due testi : uno dei
4 in divisa che inizialmente lui vede angolo Fani-Stresa lato
Olivetti, si distacca dal gruppetto avvicinandosi alla 130 di Moro e
fulmineamente spacca il vetro di Ricci. Le 3 auto del convoglio di
Moro quando Marini giunge allo stop lato Fani bassa, sono già ferme
e non sta succedendo assolutamente nulla. Pertanto Marini si è perso
i colpi singoli iniziali, le prime raffiche all´Alfetta e quelle che
uccidono Leonardi in uscita. Evidentemente, dopo la prima fase
descritta, è subentrata pausa, e in questa pausa si inserisce il
teste.
Il
quale dopo la spaccata del vetro afferma iniziata furiosa sparatoria
da parte dei 4 che attingono armi tra cui almeno un piccolo mitra da
grossa borsa nera. Si suppone che quello che spacca o sia tornato
indietro o fosse fuori tiro, nel senso che gli altri 3 sparino
all´Alfetta o in aria altrimenti non si comprenderebbe se sparassero
alla 130, come possano non colpire il quarto. In effetti la
Wundballistik su Ricci mi dice che nessuno sparò alla 130 da sn da
distanza, ma solo da vicino con tutta probabilità.
E
due residenti di allora del 109, Baliva ed altra che mi chiese
riservatezza, mi dissero che i terroristi sparavano in aria per
spaventare gli affacciati, tant´è che loro due si ritrassero
immediatamente e non videro più nulla.
Da
notare bene con Marini, che i 4 in divisa fino al momento del
convoglio fermo non avevano armi in mano eccetto lo spaccatore.
Dunque almeno 3 su 4 di loro stando a Marini non possono aver sparato
né i colpi singoli iniziali della strage né le prime raffiche
all´Alfetta né quella o quelle che uccidono Leonardi.
Quindi
i 4 non furono i soli killer di Fani.
Ma
torniamo al punto assassinio di Ricci.
Marini
pone l´estrazione di Moro da parte di due individui non meglio
descritti alla fine della sparatoria e dopo l´ingresso sulla scena
di una Fiat forse scura che si affianca alla 130.
A
p.50 arriva Caliò sempre alla digos alle 10,30. Lui abita a via
Mario Fani 123 stabile che fa angolo tra Fani bassa e Stresa alta.
Sta ancora in camera da letto alle 9 di mattina e sente quello che
gli sembra una raffica, dunque pure lui si perde i colpi singoli
iniziali. Apre la finestra del balcone e si affaccia sul balcone.
Pure lui arriva a convoglio di Moro già fermo. Vicino alla 130 di
Moro vede non uno come inizialmente Marini, bensì due individui in
divisa che per Caliò è quella della PS. Ricordo che anche Marini
vedrà due alla 130, ma dopo la sparatoria non prima ed al solo scopo
di estrarre Moro.
Ecco
perché mi chiedevo se la nonreazione armata di Ricci potesse
spiegarsi col suo eventuale aver scambiato i killer in divisa per
poliziotti venuti a salvare Moro e quindi lui. La Conti al telefono
un 6-7 anni fa mi disse che proprio questa era stata la sua
impressione.
Caliò
vede i due in divisa impugnare armi che gli sembrano due mitra corti
e la Wundballistik conferma Ricci colpito da raffica o raffiche. Gli
sembra che il calcio fosse ligneo, ed effettivamente l´FNA 43
atribuito a morucci e l´M12 a fiore da quanto vedo in rete avevano
calcio ligneo. Con ciò non voglio esprimere certezza che furono loro
due a mitragliare Ricci, solo registrare i dati.
Uno
dei due sfonda il cristallo di Ricci col calcio del mitra, come da
Marini che però non vede oggetto usato. Mi domando la ragione di
tale spaccata visto che i banditi sapevano benissimo che la 130 non
era blindata dunque perché perdono tempo a spaccare invece di
sparare subito attraverso il vetro. Posso solo ipotizzare che forse
spaccando si corre meno pericolo di schegge negli occhi o in faccia o
sulle mani, ma non lo so. Oppure od anche, l´intento era cancellare
fori singoli nel finestrino prodotti da colpi singoli iniziali andati
a vuoto ma che avessero destabilizzato Ricci facendogli perdere il
controllo della vettura negli ultimi metri a strappi descritti da
Samperi.Anche il deflettore viene infranto come attestano le foto e
la relazione della scientifica del 16.3.78. Non so se si ruppe per
l´onda d´urto della botta al finestrino o se fu colpito a parte.
Nel secondo caso, a maggior ragione mi chiedo perché tale perdita di
tempo apparentemente immotivata in azione giocata sul filo dei
secondi e del rasoio.
Quello che continua a stupirmi è la nonreazione armata di Ricci fino a
questo punto : fu ingannato dalle divise ?
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MARINI
CALIÒ CONTI - 2
A
Caliò sembra che lo spaccante abbia spaccato dopo aver sparato
alcuni colpi. Ne dubito, giacché con alcuni colpi di mitra il
finestrino sarebbe andato in pezzi e cmq perché spaccarlo dopo aver
cominciato a sparare. Se Ricci non fosse morto subito avrebbe potuto
reagire in qualche modo. Cmq sfondato il finestrino, il tizio spara
lunga raffica contro il carabiniere. E questo incrocia con gli almeno
8 colpi che attingono la vittima.
L´altro
tizio in divisa evidentemente posizionato altezza sportello Moro, lo
apre e ne fa scendere Moro da Caliò subito riconosciuto. Ma la
sequenza non mi torna qui. Se infatti l´estrazione fosse succeduta
alla raffica, questa avrebbe rischiato di uccidere Moro ad esempio
per scarto del mitra o per rimbalzo di proiettili o frammenti d´essi
nell´abitacolo, tant´è che abbiamo impatti sulla portiera
posteriore dx lato interno e ben 3 proiettili repertati sul pianale
posteriore dx (CM 123 : 253) - e peci de relato da fiore dice che
Moro s´era buttato sul pianale prorio da quel lato ai primi spari. E
perfino blindatura sul pianale di Moro. Ecco perché tendo a pensare
che la fulmineità del tutto abbia confuso Caliò : a mio avviso,
l´estrazione di Moro e la sua messa fuori tiro dovrebbe logicamente
precedere le raffiche. Non posso provarlo, non ne sono certo, lo
suppongo.
D´altro
canto, sia la teste Evadini sia peci de relato da fiore attestano che
Moro era sporco di sangue sui vestiti :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD4178/42%20-XLII.pdf
592.
Sicuramente non era sangue di Moro che uscì illeso dal 16 marzo cone
provato da necroscopia ed autopsia. Se pertanto Evadini e Peci sono
veridici ed accurati, deve trattarsi del sangue di Ricci più
plausibilmente di quello di Leonardi che io ritengo ucciso fuori e
ributtato dentro dunque difficilmente poté schizzare addosso a Moro.
In
tal caso, prima avrebbero sparato a Ricci e poi estratto Moro,
correndo il rischio di colpire Moro di rimbalzo o per scarto del
mitra.
A
questo punto esco attimino fuori tema per sottolineare che Caliò
vede Moro accompagnato retto per un braccio verso il lato di Stresa
dove affaccia Caliò cioè Stresa alta dir. Trionfale. Questo
contrasta frontalmente con Marini che parla di affiancamento di Fiat
scura alla 130 e trasbordo di Moro sulla prima. Il bello è che nella
primissima versione della sua testimonianza, relazionata dal
poliziotto Di Berardino (CM 30 : 40), Marini aveva detto che i 4
rapitori fuggono (si dedurrebbe col rapito) su macchina di cui dà la
targa esatta della 128 bianca !
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MARINI
CALIÒ CONTI - 3 e fine
Siamo
di fronte a 2 versioni opposte ed inconciliabili del sequestro di
Moro : per Marini alla digos ore 10,15, Moro è trasbordato su Fiat
scura con targa lunga di nuovo tipo affiancatasi alla 130. Per Caliò.
Moro è condotto per un braccio attraverso l´incrocio verso il lato
di via Stresa alta dove lui affacciava (lato dx in dir. Trionfale).
Qualche istante dopo, Caliò vede sfrecciare verso la Trionfale
macchina chiara che a lui pare 128. Per lui dunque implicitamente,
parrebbe questa la macchina del caricamento di Moro.
È
la parola dell´uno versus l´altro, non ho prove certe di chi la
conti giusta ma propendo per Caliò perché Marini a Di Berardino
aveva detto, un´ora prima di verbalizzare tutt´altro alla digos,
che i 4 rapitori fuggono su vettura dalla targa della 128 bianca.
Sospetto dunque fortemente, che alla digos qualcuno abbia indotto il
Marini a cambiare versione.
Per
Caliò, mentre Moro viene sospinto attraverso l´incrocio, lo
spaccatore/sparatore esplode una nuova raffica dentro la 130.
Alle
11.55 sempre alla digos è la volta della Conti, pure lei residente
al 123 come Caliò. Lei è l´unica dei 3 a sentire i colpi singoli,
2, prima delle raffiche. Anche lei si affaccia a convoglio di Moro
già fermo. Vicino all´auto di Moro anche lei vede un solo individuo
come Marini. In divisa che a lei pare Alitalia, anche se poi ripeto
mi disse invece al telefono che li aveva presi per poliziotti venuti
a salvare Moro.
Ancora
la spaccata del cristallo di Ricci come per Marini e Caliò, e col
calcio del mitra come per Caliò. Ciò fatto, lo spaccatore spara
ripetute raffiche contro Ricci. "Quasi contestualmente",
vede Moro sorretto da due sconosciuti con la stessa divisa descritta.
Quindi lei vede Moro già fuori della macchina. Ecco perché, ad
nauseam, tendo a pensare a Moro estratto prima delle raffiche non
dopo, onde evitare di colpirlo per sbaglio. Solo che in tal caso,
come spiegare le macchie di sangue di Evadini ?
Qualche
istante dopo la Conti vede Moro salire su vettura ferma al centro
dell´incrocio (dunque non affiancata come vuole Marini, ma nemmeno
all´angolo del 123 come vuole Caliò), che lei dice Fiat, forse
grigia, incerta se 124 o 128. Descrizione vaga, ma che si attaglia
molto alla 128 chiara e per nulla alla 132 blu notte, dei terroristi.
Purtroppo
nessuno dei 3 verbali analizzati sinotticamente, risponde alla
domanda iniziale : perché nessuna risposta armata da parte di Ricci
? Anche se la sua pistola era chiusa nel borsello, nella pausa
descritta tra colpi singoli/prime raffiche contro l´Alfetta/uccisione
di Leonardi in uscita e l´avvicinamento del killer, Ricci avrebbe
avuto tutto il tempo, ormai a vettura ferma e incastrata fra CD e
Alfetta, di estrarre l´arma, scarrellare e sparare. Anzi non doveva
nemmeno perder tempo a mettere il colpo in canna perché la sua
pistola, accanto a sé nel portaoggetti tra i due sedili, era a
tamburo e carica (CM 123 : 10). Perché non reagisce ? Perché si
lascia ammazzare come un cane ?
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