mercoledì 3 aprile - Françoise Beck

Rapimento Silvia Romano: quando sapere significa l’opposto

"Un chiodo schiaccia l'altro" si dice in italiano ed anche in francese. Si usa anche per parlare della velocità e dunque della superficialità delle informazioni. Appena una notizia lanciata della stampa, ne esce un'altra. Non si parla più della prima, che è dimenticata.

Ho visto passare una brutta informazione sull'uccisione di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita a novembre scorso in Kenya. Appena letta, non ho più visto niente. 

Quello che voglio sottolineare qua è la "volatilità" e la superficialità dell'informazione. Anche le cose grave appaiono, per essere cancellate subito.

Oggi bisogna informare in fretta. Ma, come l'ho letto nel titolo di un articolo di "cursus.edu", è compatibile con il giornalismo serio? Io credo di no. Mi piace anche l'espressione "corridore di fondo" per un giornalista. Esatto, c'è da studiare l'argomento, verificarlo, confrontare le fonte, seguire. 

Adesso la più piccola storiella è messa sullo stesso piano di un argomento d'importanza.

Così lo spazio informativo è strapieno. Tutto è mescolato artisticamente. La quantità di informazioni non significa la sua qualità. E' il migliore modo per influenzare i lettori e manipolare l'opinione. Non c'è più l'abitudine di procurare uno sforzo continuo per sapere. Tutto è diventato "usa e getta" e, un giorno, ci sveglieremo e vedremo che avranno fatto lo stesso con la democrazia.

Françoise Beck



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