Quanti morti ancora per attuare il blocco delle armi statunitensi a Israele?
La distruzione di Gaza da parte del governo del criminale di guerra Netanyahu ha ucciso più di 60.000 palestinesi. Il blocco dell'enclave, aggravato dagli spari contro le persone che cercano di raggiungere i siti di distribuzione del cibo, sta producendo uno scenario da carestia con migliaia di persone senza viveri e centinaia di vittime per denutrizione.
Gli Stati Uniti sono il principale appoggio militare e politico di Israele. Migliaia di statunitensi, nelle università e nelle strade, e anche una forte componente ebrea-statunitense non sionista, avversano la politica del proprio governo, che su questo argomento è uguale a quella del governo precedente.
Un sondaggio Gallup di luglio evidenzia l'ormai ossificata divisione del popolo degli USA: del 32% di statunitensi che approva ancora la guerra di Israele a Gaza (il consenso più basso da quando è iniziata), il 71% dei repubblicani la sostiene ma solo l’8% di coloro che votano il Partito Democratico la approva.
Anche grandi Sindacati statunitensi hanno chiesto il cessate il fuoco e alcuni di essi il blocco delle armi a Israele. Per primo, lo storico progressista United Electrical, Radio and Machine Workers (UE), il cui segretario Andrew Dinkelaker aveva dichiarato nell'ottobre scorso alla rivista "In These Times" che “gli aiuti militari statunitensi stanno riversando benzina su un incendio”.
In questo contesto, il 30 giugno sono andate al voto in Senato due risoluzioni per bloccare il trasferimento di armi a Israele. Una proponeva il blocco della vendita di 700 milioni di dollari in bombe e munizioni da attacco, l'altra di migliaia di fucili d’assalto. 24 democratici hanno votato sì al blocco delle bombe, 17 contro; 27 a quello per i fucili, 14 contro. E' la prima volta che la maggioranza dei senatori del Democratic Party (DP) ha votato per bloccare il rifornimento di armi a Israele.
Le due risoluzioni sono state sconfitte poiché hanno votato contro, compattamente, i senatori repubblicani. Mentre questi ultimi rappresentano l'opinione della loro base, ci si chiede come la rappresentano i democratici che continuano a foraggiare di armi il genocidio in atto.
Le due proposte erano state presentate dal senatore Bernie Sanders, un indipendente, socialdemocratico, eletto già da quattro legislature nel Vermont e che nelle ultime due presidenziali si era presentato alle primarie del Partito Democratico con una piattaforma ricca di contenuti a favore dei diritti dei lavoratori, della copertura sanitaria che manca o è molto carente ad una parte consistente della popolazione e a sostegno dell'ambiente. Sanders, che aveva già presentato nel novembre 2024 e ad aprile di quest'anno risoluzioni similari a quelle di questi giorni sul blocco delle armi ad Israele, ottenendo da 15 a 20 voti, ha dichiarato: “La marea sta cambiando. Il popolo americano non vuole spendere miliardi per far morire di fame i bambini a Gaza”.
L'opinione avversa dice che solo fornendo armi si arriverà alla pace. Forse pensando che la questione si risolverà quando i palestinesi saranno tutti morti oppure saranno fuggiti di fronte all'annessione di Gaza (e anche della Cisgiordania) a Israele, come Netanyahu ha prefigurato in questi giorni. Mentre con disumano disprezzo per i palestinesi e per la verità, continua pure ad dire che "non c'è fame a Gaza", tanto che persino Trump si è spinto ad affermare di essere "non particolarmente d'accordo" su questo..
Fonte principale:
J.Atwood, Senate vote on Sanders resolutions marks historic shift in US support for Israel’s war on Gaza, Nation of Change, 1.8

