venerdì 20 febbraio 2015 - Sandro kensan

Polonia: proteste contro le sanzioni Europee

L'agricoltura polacca è seriamente danneggiata dalle sanzioni dell'Europa. Gli agricoltori polacchi protestano da settimane contro il Governo anche con blocchi stradali.

Euronews in un video titola: «Polonia: agricoltori protestano contro il governo. “Basta sanzioni contro la Russia”». Gli agricoltori sono scesi in piazza e fanno blocchi stradali per protestare contro le sanzioni imposte dall'Europa contro la Russia che ha distrutto il mercato delle mele, quello della produzione di carne di maiale e del latte. La Russia è il principale mercato di sbocco di questi ed altri prodotti polacchi che non trovano vie alternative soddisfacenti in Europa.

I contadini chiedono soldi per compensare le proprie aziende agricole dai mancati guadagni. Il Governo di Varsavia è insensibile alle richieste degli agricoltori e mira presumibilmente alla chiusura delle aziende che avevano come mercato la Russia se non troveranno sbocchi alternativi.

Anche i minatori sono in sciopero e la loro protesta si è unita a quella dei contadini.

La Polonia ha ospitato prigioni segrete della CIA americana e quindi è in prima linea nelle sanzioni che l'Europa ha inflitto alla Russia. Anche in Italia il Governo non sta dando risarcimenti alle aziende che commerciavano con la Russia ma la situazione sembra meno critica. RT.com afferma che la situazione è più problematica per tutte le nazioni vicine ai confini russi che hanno avuto intensi rapporti commerciali per questioni di vicinanza.

Il giornale on-line Il Nord afferma che la chiusura del mercato russo è un grave problema per l'agricoltura polacca, il tentativo fatto dal Governo di cercare come mercato di sbocco quello USA non ha avuto successo come anche la campagna volta a chiedere ai cittadini polacchi di consumare più mele e altri prodotti agricoli.

Blocco stradale a Varsavia

Flickr by RealWarsaw.pl

 

Proteste 2

Flickr by RealWarsaw.pl

 

 

 



3 réactions


  • (---.---.---.87) 20 febbraio 2015 16:00

    Qui è in gioco il controllo delle fonti energetiche del pianeta, in particolare il futuro degli USA e dei suoi alleati (più o meno recalcitranti), e quello del pianeta stesso, visto che grazie alla lobby dei petrolieri non viene ancora sviluppata una tecnologia realmente alternativa al petrolio.

    Quindi, da parecchi anni ormai c’è una guerra guerreggiata in atto e Ucraina, Siria, Libia, ecc., non sono altro che espressioni geografiche, per dirla alla Bismarck, e le sofferenze di quelle popolazioni "incidenti incresciosi ma inevitabili".
    Contadini polacchi che protestano perché non sanno più a chi vendere mele, latte e maiali, fanno quasi la figura del bambino capriccioso.
    Ed il loro governo, come quello di tanti altri Paesi "allineati" (espressione usata una volta solo per i Paesi del blocco sovietico), servono non la popolazione che dovrebbero rappresentare, ma dai loro veri padroni.

  • Sandro kensan Sandro kensan (---.---.---.174) 20 febbraio 2015 16:36

    Sono d’accordo ma il padrone della Polonia è il popolo e non gli USA. È difficile essere padroni in casa propria, questo è vero, ma c’è chi l’ha fatto.

    Cuba è padrone in casa propria e nemmeno gli USA hanno scalfito questa sua volontà. Hanno pagato caro il loro desiderio ma ce l’hanno fatta fin’ora. E sono un piccolo territorio.

    Certo non tutti hanno il coraggio dei cubani che hanno trovato nel dittatore Fidel la persona giusta per difenderli dagli americani.


  • (---.---.---.119) 21 febbraio 2015 15:37

    Li ha affascinati la fallacità del miraggio europeo? Ora è giusto che comincino a subirne le conseguenze. E questo non è che l’inizio. Il bello dovrà venire.


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