lunedì 26 febbraio - Osservatorio Repressione

Pisa, Firenze e Catania: cariche della polizia e fermi ai cortei per la Palestina

A Pisa le forze di polizia hanno caricato violentemente la manifestazione studentesca: i giovani delle scuole superiori sono stati manganellati per impedirgli di raggiungere piazza dei Cavalieri, dove si affaccia la sede centrale dell’ateneo di Pisa. Almeno quattro giovanissimi sono stati fermati, due quelli bloccati e ammanettati a terra. Diversi i feriti.

Da Pisa ai microfoni di Radio Onda d’Urto .Stefania del Collettivo per la Palestina Ascolta o scarica

Immediata anche la reazione del consigliere comunale Ciccio Auletta del gruppo Diritti in comune: Una città in comune-Unione Popolare che ha parlato di “violenza gratuita e ingiustificabile delle forze dell’ordine” chiedendo che il questore Sebastiano Salvo venga “rimosso subito”. Quanto accaduto a Pisa, accusa Auletta, “si inserisce in un clima più generale di repressione e censura che si sta da settimane portando avanti nel nostro Paese contro chi protesta e scende in piazza per chiedere l’immediato cessare il fuoco e fermare il genocidio in atto contro il popolo palestinese”.

Anche il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, ha chiesto un intervento del Viminale: Chi ha ordinato queste cariche? A che scopo? Piantedosi pensa di dire qualcosa?”, si chiede il deputato parlando di “violenze ingiustificate” contro “ragazzi disarmati fermati e messi a terra con le mani dietro la schiena”. Per Grimaldi “sono scene che fanno male e non hanno una ragione, se non quella di punire e scoraggiare ogni forma di dissenso e di protagonismo della società civile”.

Comunicato del sindacato Cub di Pisa sulle violenze poliziesche a Pisa:

Chi sta in silenzio è complice di inaudite violenze che ledono la libertà di manifestare. Solidarietà a studenti e studentesse a Pisa

Una situazione inaudita, di estrema gravità, violenze arbitrarie contro studenti e studentesse minorenni, è accaduto a Pisa a pochi passi da Piazza dei Cavalieri con cariche, ferimenti e fermi nella giornata di mobilitazione a fianco del popolo palestinese, contro la guerra che ha provocato oltre 30 mila morti palestinesi. Non ci vengano a raccontare che la manifestazione è stata repressa perché priva di autorizzazione, nel recente passato molte iniziative analoghe sono state gestite con ben altri approcci e senza ricorrere a reparti anti sommossa.

E’ quindi evidente una scelta politica, del Governo e delle Questure, che abbiamo già visto all’opera con le cariche sotto le sedi Rai, con il divieto a manifestare invocato da esponenti del Governo Meloni che vorrebbero impedirci di scendere in piazza contro il genocidio del popolo palestinese. In tempi di crisi economica e sociale la scelta della repressione di piazza è una risposta politica che conferma il diniego di ogni posizione diversa da quella dell’esecutivo, la criminalizzazione del dissenso in nome della salvaguardia dell’ordine pubblico

Una gestione della piazza inaccettabile se pensiamo alle immagini diffuse sui social con studenti e studentesse inseguiti e presi a manganellate, a quanti sono stati feriti e maltrattati, a un ordine pubblico che vogliono costruire a colpi di manganello per coprire il sostegno alla guerra del Governo Meloni e al voto bipartisan in Parlamento per il rifornimento di armi all’Ucraina.

Nel momento in cui si lesinano fondi alla salvaguardia dell’ambiente, all’edilizia scolastica e popolare, le spese militari vengono aumentate e sottratte ad ogni tetto per poterle aumentare senza limiti.

Non possiamo restare silenti e complici, per questo invitiamo genitori, studenti e studentesse, il mondo sindacale e la cittadinanza tutta a prendere posizione e a scendere in piazza contro violenze tanto inaudite quanto inammissibili.

 Comunicato di alcuni docenti del Liceo Russoli:

Siamo docenti del Liceo artistico Russoli di Pisa e oggi siamo rimasti sconcertati da quanto accaduto in via San Frediano, di fronte alla nostra scuola. Studenti per lo più minorenni sono stati manganellati senza motivo perché il corteo che chiedeva il cessate il fuoco in Palestina, assolutamente pacifico, chissà mai perché, non avrebbe dovuto sfilare in Piazza Cavalieri. Gli agenti in assetto antisommossa avevano chiuso la strada e attendevano i ragazzi con scudi e manganelli, mentre dalla parte opposta le forze dell’ordine chiudevano la via all’altezza di Piazza Dante. In via Tavoleria un’altra squadra con scudi e manganelli.

Proprio di fronte all’ingresso del nostro liceo, hanno fatto partire dapprima una carica e poi altre due contro quei giovani con le mani alzate. Non sappiamo se se siano volate parole forti, anche fuori luogo, d’indignazione e sdegno, fatto sta che, senza neanche trattare con gli studenti o provare a dialogare, abbiamo assistito a scene di inaudita violenza. Ci siamo trovati ragazze e ragazzi delle nostre classi tremanti, scioccate, chi con un dito rotto, chi con un dolore alla spalla o alla schiena per manganellate gentilmente ricevute, mentre una quantità incredibile di volanti sfrecciava in Via Tavoleria.

Come educatori siamo allibiti di fronte a quanto successo oggi. Riteniamo che qualcuno debba rispondere dello stato di inaudita e ingiustificabile violenza cui sono stati sottoposti cento/duecento studenti scesi in piazza pacificamente: perché si è deciso di chiuderli in un imbuto per poi riempirli di botte? Chi ha deciso questo schieramento di forze, che neanche per iniziative di maggior partecipazione e tensione hanno attraversato la nostra città?

Solidarietà a studenti e studentesse a Pisa da parte dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università di Pisa

Una giornata all’insegna della violenza arbitraria contro studenti e studentesse minorenni, che avevano organizzato un presidio contro il genocidio del popolo palestinese e al momento di mettersi in corteo sono stati violentemente caricati da reparti di polizia in gran dispiegamento.

Da settimane Governo, Viminale e Questure hanno messo in pratica una risposta repressiva a colpi di manganello, è avvenuto sotto le sedi Rai e in alcune università, esponenti della maggioranza chiedono il divieto e la repressione immediata di tutte le iniziative contro il genocidio del popolo palestinese.

Sono gli stessi politici che nel Parlamento europeo hanno invocato aumenti delle spese militari in barba a qualsiasi tetto di spesa, quel tetto applicato invece quando si parla di salari, welfare, edilizia scolastica, bonifiche dei territori inquinati

Sono gli stessi politici che invocano ordine e repressione per coprire scelte guerrafondaie, la loro idea di scuola e università chiuse ad ogni sapere critico e ove il militarismo la fa da padrone tra alza bandiera, progetti di ricerca con aziende di armi, operazioni nostalgiche verso il colonialismo e per questo ben disposti a sostenere il colonialismo da insediamento israeliano.

Non poteva mancare il comunicato di solidarietà alle Forze dell’Ordine del Parlamentare Leghista Ziello che invoca daspo e denunce contro pacifici manifestanti. Nelle immagini social, al contrario di Ziello, non vediamo incappucciati e manifestanti disposti allo scontro fisico, solo studenti e studentesse in fuga, rincorsi e manganellati.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università di Pisa esprime solidarietà a studenti e studentesse vittime di repressione e guarda con crescente preoccupazione, rabbia e sdegno l’affermarsi di logiche repressive ed autoritarie costruite attraverso la repressione delle piazze e la militarizzazione della società

Convocato per le ore 18 un presidio davanti il palazzo comunale

Cariche della polizia anche a Firenze contro la manifestazione che, partita da Piazza SS Annunziata, ha tentato di raggiungere il consolato americano. Il corteo, formato da sindacati di base, studenti e comunità palestinese ha poi fatto ritorno in piazza Ognissanti per gli interventi finali.

Da Firenze per Radio Onda d’Urto Luca Toscano Si Cobas Prato-Firenze. Ascolta o scarica

 

Anche a Catania cariche e manganelli sulla manifestazione di studenti e studentesse a supporto della Palestina che cercava di raggiungere Piazza Duomo.

 

Il racconto di Andrea del Collettivo Spine nel Fianco Ascolta o scarica 

 




Lasciare un commento