lunedì 26 settembre 2011 - Daniel di Schuler

Pericolo di "default a cascata" e di "assalto alle banche"

"I rischi sono catastrofici", ha detto anche, venerdì, a Washington, in occasione della riunione del Fmi, il Segretario del Tesoro statunitense Tim Geithner, invitando le autorità europee ad agire al più presto per risolvere la crisi del debito sovrano che, dopo aver toccato i paesi più periferici dell’area Euro, si avvia a coinvolgere un gigante finanziario come l’Italia (titolare del terzo debito nazionale più grande del mondo) e potenzialmente, in un effetto domino, la Francia, finora quasi ignorata dalla speculazione ribassista, ma con un debito pubblico più alto di quello spagnolo e un deficit più elevato di quello italiano.

Appare evidente che la BCE sia l’unica entità che possa davvero fare qualcosa a riguardo e possa farlo in fretta, in tempi comparabili a quelli, rapidissimi, dei mercati; appare pure evidente, a chi ragioni senza pregiudizi, quale dovrebbe essere la natura di questo intervento: che cosa, violentando la propria stessa natura, la Banca Centrale Europea dovrebbe fare, arrivati a questo punto.

Di cosa sto parlando? La BCE dovrebbe quietamente avviare le rotative e “stampare” tutti gli euro necessari a comprare una buona parte dei debiti greci, portoghesi, irlandesi ed una parte significativa del debito spagnolo ed italiano.

Le conseguenze di una simile mossa, un'ondata inflativa e un deprezzamento dell’euro, paiono di gran lunga preferibili all’alternativa: l’evaporazione del sistema bancario europeo e mondiale, sovraccarico di titoli emessi dai vari, pericolanti, paesi europei.

Possiamo, e parlo da europeo prima che da italiano, convivere con un’inflazione a due cifre e un euro che si dimezzi di valore (credo che arriveremo ad ogni modo, e in breve tempo, a vedere l’euro tornare perlomeno alle quotazioni del ’99) potrebbe addirittura dare una gran spinta alle esportazioni delle nostre aziende, ma non possiamo permetterci di veder fallire a catena tutte le nostre banche; le conseguenze di un tale evento sarebbero talmente disastrose che preferisco non pensarci: rappresenterebbe, per tutta l’Europa, Germania e paesi virtuosi compresi, una specie di ritorno al medioevo.

E’ evidente che l’inflazione e la svalutazione possono sfuggire al controllo e che, in qualunque caso, rappresenterebbero la più iniqua delle patrimoniali: una tassa che toccherebbe tutti i risparmiatori d’Europa e in particolare quelli più piccoli.

Capisco i rischi di questa operazione, ma non vedo davvero alternative; non che siano realistiche e, soprattutto, praticabili nei pochi mesi, o settimane, che abbiamo di fonte prima della crisi finale.

E’ anche evidente che in questo modo i paesi “dissoluti” d’Europa farebbero pagare i propri debiti al resto del continente; è qualcosa di moralmente ripugnante, ma, ancora un volta, inevitabile.

E’, questa crisi, anche una grande occasione; la dimostrazione fornita a tutti che l’Europa non può essere unita solo da una moneta.

I tempi sono stramaturi perché venga istituito un Tesoro europeo, con un suo Segretario, con poteri d’indirizzo e controllo sui bilanci dei singoli stati.

E’ il momento, per gli europei, di capire cosa vogliono essere: se i cittadini di una grande confederazione capace di far sentire la propria voce sui palcoscenici internazionali o gli abitanti del folkloristico “vecchio continente, irrilevante politicamente, diviso in staterelli di dimensioni ridicole rispetto a quelle delle superpotenze, contenti di vivacchiare all’ombra degli Stati Uniti.

Devono decidere, gli europei, se vogliono essere padroni del proprio futuro o se lasciare che la loro politica estera, guerre comprese, venga decisa a Washington.

Io cosa vorrei? Che l’Europa diventasse la Svizzera del mondo. Sogno? Beh, altrimenti sarà, semplicemente, il Sud America del ventunesimo secolo.

P.S. Dopo la chiusura di questo articolo è arrivata la notizia che il G20 ha elaborato un piano d'interventi da 3000 euro per fornire liquidità al settore bancario, salvare l'Euro e offrire alla Grecia la possibilità avviare un "default ordinato". Non è proprio quel che auspicavo, ma, probabilmente, è quanto di piu realisticamente vicino sia possibile fare. Per ora.



2 réactions


  • (---.---.---.18) 26 settembre 2011 12:35

    A parte alcune imperfezioni numeriche, mi domando come si sia ancora così ciechi da non vedere che ciò viene auspicato al termine di questo commento è ciò che realmente vogliono i cosiddetti "poteri forti", intendendo per essi coloro che hanno volutamente pilotato e reso possibile il realizzarsi della situazione in cui ci troviamo.
    Ma ci vogliamo rendere conto che ci vogliono togliere la nostra sovranità in maniera definitiva? Il progetto dei banchieri, BCE, FED in testa, è proprio quello di essere capaci di creare un governo transazionale.
    E ciò alla faccia della democrazia e alla nostra libertà! Che non è quella di fare debiti, ma quella di non vivere per pagare chi i debiti li ha generati.

    Le banche vanno NAZIONALIZZATE al più presto!
    La Francia ci sta già pensando. Spero vivamente che lo faccia.


  • pv21 (---.---.---.129) 26 settembre 2011 19:19

    Oracolo Sondrico >

    Bce, Fmi ed Ocse hanno espresso apprezzamento per manovre “credibili”, “importanti” e che vanno “nella giusta direzione”.
    Manovre fatte di tagli e tasse per complessivi 140 miliardi.
    Ogni volta però manifestano “riserve” sulla mancata adozione di riforme strutturali ed interventi funzionali alla crescita.
    Da qui il perdurare di prospettive “incerte” e con “molti rischi al ribasso” per la nostra economia e la conseguente concreta previsione di ulteriori manovre di aggiustamento.

    In compenso Tremonti è tutto soddisfatto di aver messo i conti in ordine e di aver fatto “meglio di altri”.
    Per lui ora tocca all’Europa mettere in campo “mezzi straordinari” e la “soluzione” è la Germania e gli Eurobond.
    Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita e poi a ricaduta, continua a gravare sul paese come Se fosse stagnazione


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