Perché un alloggio adeguato è un diritto umano fondamentale
Non sono solo quattro mura e un tetto a definire “adeguato” un alloggio. In ogni caso, le famiglie residenti fino al 29 luglio a Spin Time avevano molto di più.

Le cronache di questi giorni ci dicono che, nonostante gli sforzi del Comune di Roma affinché nessuna persona resti come minimo senza quattro mura e un tetto, alcune soluzioni non risultano adeguate. Qui non vogliamo contestare la risposta dell’amministrazione capitolina ma raccogliere le preoccupazioni delle persone direttamente interessate.
Ci aiutano a capirne i motivi alcuni dei criteri minimi e irrinunciabili del diritto a un alloggio adeguato descritti dal Relatore speciale delle Nazioni Unite in materia, che sulla situazione delle persone residenti a Spin Time fino al 29 luglio è recentemente intervenuto in modo molto netto.
Sicurezza: le persone residenti devono essere legalmente protette da sgomberi forzati, persecuzione e minacce
Diponibilità di servizi: igiene, riscaldamento, acqua potabile, elettricità, luce, conservazione degli alimenti e conferimento dei rifiuti
Sostenibilità: le spese per l’alloggio non devono compromettere l’accesso ad altri diritti umani
Abitabilità: la garanzia di spazio e condizioni di incolumità fisica, così come la protezione da minacce alla salute costituite da freddo, caldo, umidità, pioggia, vento e da pericoli strutturali
Accessibilità: prendere in considerazione i bisogni specifici di gruppi svantaggiati e marginalizzati
Localizzazione: un alloggio non è adeguato se è tagliato fuori da opportunità di lavoro, servizi di salute pubblica, scuole, centri per l’infanzia e altre strutture sociali o se è collocato in aree inquinate o pericolose
Adeguatezza culturale: un alloggio non è adeguato se non rispetta e prende in considerazione l’espressione dell’identità culturale delle persone residenti.
NB Agli apologeti del privilegio che meritano solo coloro che “si comportano secondo le regole”, secondo i quali il diritto a un alloggio adeguato non spetta alle persone che risiedevano a Spin Time, segnalo la preziosa ricostruzione fatta in questi giorni da Enrica Muraglie su Altreconomia. Vi si legge, tra l’altro, che a Roma sono 16.000 le famiglie in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare, il 44 per cento delle quali da oltre dieci anni. Le persone che risiedevano a Spin Time erano tra queste. Le case vuote a Roma sono oltre 153.000: potrebbero accogliere oltre 300.000 persone.
