lunedì 18 luglio - Mario Barbato

Perché Matteo Renzi vuole abolire il reddito di cittadinanza?

Matteo Renzi fa sul serio: lunedì presenterà alla Corte Costituzione la proposta per indire un referendum popolare e abolire il reddito di cittadinanza. “Noi siamo il partito del lavoro”, ha dichiarato Renzi durante un convegno. “Siamo”, un plurale fuori luogo se si pensa che Renzi non ha mai lavorato in vita sua, l'unica “fatica” che ha conosciuto è stata quella di dirigente dell'azienda del babbo e lo ha fatto per poco tempo prima di darsi alla bambagia politica. 

Lui parla di lavoro, ma vive in una botta dorata, sia grazie ai soldi pubblici che a quelli privati. Denaro che intasca dalle società in qualità di consulente. Il Fatto Quotidiano lo mandò su tutte le furie quando, alcuni mesi, fa pubblicò sulla rete l'elenco delle società che hanno pagato oltre due milioni e mezzo di euro a Renzi per le sue prestazioni professionali. I versamenti sono elencati negli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla Fondazione Open, società usata come cassaforte personale del leader di un partito, Italia Viva, che rappresenta solo sé stesso. 

Le entrate di Renzi dal 2018 al 2020 sono state riassunte in una tabella, titolata il conto corrente e riportata nella foto sopra. Ciò che è stato pubblicato è relativo solo alle entrate delle attività extraparlamentari di Renzi, quelle che lui è fiero di svolgere nonostante ricopra una carica pubblica, quella di senatore, alla quale è stato eletto per rappresentare gli elettori, non le lobby che finanziano le sue campagne elettorali e pagano le sue consulenze professionali, nonostante che non possa farlo per una questione di conflitto di interessi.

Renzi aveva accusato il giornale di Gomez di aver violato la sua privacy dopo la pubblicazione del conto corrente incriminato, seguito a ruota dai suoi parlamentari lacché, forse perché innervosito dal fatto che l'opinione pubblica fosse venuta a conoscenza di quanto gli abbia fruttato l'attività da lui sottratta al lavoro di senatore per il quale è profumatamente pagato. Stipendio che non è incluso nel conto corrente pubblicato dal Fatto Quotidiano e che gli ha assicurato, in tre anni da parlamentare, una somma che oscilla tra i trecentomila ai quattrocentomila euro. 

Tutto lecito, dice lui. Se è così, allora dovrebbe essere lecito pure il comportamento degli impiegati pubblici che timbrano il cartellino delle presenze e poi se ne vanno a fare un secondo lavoro. Ma si sa come sono fatti i politici: è lecito fare solo quello che vogliono loro. Anche se questo vuol dire proporre un referendum per abolire il reddito di cittadinanza e fare un favore a quelle lobby cui Renzi deve la sua sopravvivenza politica ed economica. 

Foto: Presidencia de la República Mexicana/Flickr

 



1 réactions


  • paolo (---.---.---.49) 18 luglio 09:19

    Egregio Barbato, il problema non è Renzi, personaggi del genere ci sono sempre stati e sempre ce ne saranno. Il problema sono quelli che gli vanno dietro. Che sta a significare che molti, seppure grazie a Dio non moltissimi, apprezzano le sue miserevoli performances. Poi da toscano riesco pure a percepirne quel retrogusto fatto di battutine tanto al chilo che sgorgano dalla sua bocca, perennemente aperta. 

    Fa degnamente il paio con Giggino a’ poltrona, altro illustre prodotto nostrano che si erge in tutta la sua pochezza.

    Avanti a tutta. Questo paese merita anche di peggio. Per fortuna io me la passo alquanto bene e pertanto me ne sbatto.

    saluti


Lasciare un commento