mercoledì 23 luglio 2014 - Clash City Workers

Palestina. SodaStream licenzia 60 lavoratori palestinesi

Mishor Adumim, una delle colonie israeliane in quella parte di Palestina che passa sotto il nome di Cisgiordania (West Bank). La SodaStream, impresa che vanta tra i suoi volti pubblicitari anche quello dell’attrice Scarlett Johansson, ha installato uno dei suoi impianti lì. Il suo amministratore delegato, Daniel Birnbaum, esalta il modello di integrazione di cui la sua impresa è espressione: lavoratori israeliani e palestinesi che insieme producono gasatori, bevande, concentrati, cilindri. Per di più in uno dei così tanto contestati “insediamenti” (“settlement”) israeliani.

Il 3 luglio, tuttavia, sono stati licenziati 60 lavoratori palestinesi, tutti del turno notturno. Secondo quanto riferito dall’azienda il motivo sarebbe stata l’indizione di uno sciopero selvaggio. Ben altra storia viene invece raccontata dai lavoratori: i licenziamenti sarebbero infatti arrivati in seguito ad una disputa verificatasi il giorno precedente. Mercoledì 2 luglio, infatti, gli operai palestinesi avrebbero rivendicato dei pasti adeguati per la fine delle ore di digiuno previste dal Ramadan, lamentando l’assoluta insufficienza di quello loro consegnato fino a quel momento. L’azienda, infatti, non permette di far entrare nella sua struttura cibo che non sia “kosher” (che segue, cioè, le prescrizioni della Torah), così che i lavoratori palestinesi non ne possono portare da casa.

La rivendicazione dei palestinesi concerneva anche misure di sicurezza, dal momento che non è difficile ipotizzare che i rischi aumentino notevolmente se ad azionare i grandi macchinari presenti in fabbrica sono persone affamate e deboli a causa della mancanza di alimentazione.

La disputa pare si fosse conclusa con le rassicurazioni di uno dei dirigenti aziendali, che aveva promesso che la situazione sarebbe stata risolta quanto prima. In che modo ce lo dicono i 60 licenziamenti seguiti all’indomani e comunicati tramite telefonate.

Oltre al danno c’è però anche la beffa. Il 6 luglio, arrivati in fabbrica per restituire tesserini e divise, nonché per recuperare gli effetti personali, secondo le disposizioni date dai dirigenti aziendali stessi, i lavoratori sono stati trattati alla stregua di ladri o pericolosi criminali: dapprima è stato loro impedito di accedere all’area in cui si trovavano i loro effetti personali; successivamente – scortati – hanno potuto verificare che i loro armadietti erano stati forzati, con una palese violazione della loro privacy. Per conto suo, l’azienda ha rilasciato dichiarazioni sostenendo che i lavoratori si erano comportati in maniera violenta.



8 réactions


  • (---.---.---.140) 23 luglio 2014 16:32

    anch’io sono stato licenziato senza preavviso, ma non ne ho fatto un’affare di stato. chiccazzo se ne fotte d’israele e della palestina, compresi voi che tanto ne parlate? dai, un po’ di realismo.


    • (---.---.---.83) 24 luglio 2014 12:31

      Il commento mi pare veramente fuori luogo: innanzitutto dimostrare un cinismo così sfacciato di fronte a persone che muoiono a centinaia è disumano. Poi, l’articolo parla in generale (basta avere l’intelligenza di cogliere certe cose) di una storia di oppressione, di sopraffazione, di razzismo, di sfruttamento: una cosa che ieri abbiamo chiamato fascismo, poi apartheid, oggi sionismo e che nulla vieta che possa ripresentarsi in forma diversa domani in Italia. Ecco che cazzo ce ne fotte di sionismo, di sfruttamento e di oppressione. E c’è da meravigliarsi che uno che è stato licenziato in tronco dimostri di non capire di che si sta parlando.


  • (---.---.---.83) 24 luglio 2014 12:43

    In più, basterebbe guardare l’enormità di miliardi che l’Italia spende per partecipare a guerre insensate, per acquistare mezzi da guerra, armi, per pagare militari (spesso protagonisti di atti criminali) in giro per il mondo, per capire che se quei soldi fossero spesi in servizi sociali, scuole, ospedali, posti di lavoro, forse a quest’ora tu non ti staresti lamentando.


  • (---.---.---.51) 24 luglio 2014 15:50

    infatti non mi sto lamentando, sei tu che ti lamenti di una cosa che manco t’appartiene, e che succede anche in casa tua, senza andare tanto lontano.


  • (---.---.---.139) 24 luglio 2014 16:07

    Basterebbe andare a visitare il sito dal quale l’articolo è estratto per vedere che parli a vanvera.


  • (---.---.---.242) 24 luglio 2014 19:49

    ....qui siamo ancora a che cosa dobbiamo mangiare per compiacere gli dei,,,sta merda non ha mai fine,ditemi che è solo un incubo....


  • (---.---.---.74) 25 luglio 2014 13:47

    anch’io penso che sarebbe maglio pensare anche a casa nostra, che male non ci farebbe.
    e’ anche vero che questa’ e’ l’unica guerra al momento... o no?


  • (---.---.---.121) 25 luglio 2014 13:55

    penso che dovremmo combattere lo sfruttamento a qualsiasi latitudine questo si presenti! E quindi sì, in Italia così come in Palestina! 


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