mercoledì 19 agosto - Riccardo Noury - Amnesty International

Pakistan, cristiano rischia la pena di morte per un post “blasfemo”

“Non è possibile che il sangue delle pecore e dei montoni possa lavare i peccati. L’episodio di Miraj si basa su una menzogna”.

Questo è il contenuto di un post pubblicato su Facebook da Sohail Masih, un uomo di religione cristiana di Nowshera Virkan, nella provincia pachistana del Punjab, a commento della Festa del sacrificio (Eid al-Adha), che quest’anno è caduta nella notte tra il 30 e il 31 luglio.

In questa festa si ricordano il sacrificio della pecora inviata da Dio al profeta Abramo in modo che non sacrificasse suo figlio e il viaggio notturno di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme, da cui Allah lo accompagnò nell’ascensione (“miraj”) in Paradiso per fargli conoscere tutti i profeti.

Il muezzin di una moschea locale, dopo aver ricevuto la segnalazione del post, ha denunciato Masih, che è stato arrestato il 5 agosto.

La causa dell’arresto è, come in centinaia di altri casi (il più noto al mondo è stato quello di Asia Bibi), il reato di blasfemia, previsto dagli articoli 295.a e 295.c del codice penale del Pakistan, che puniscono con la pena di morte le espressioni offensive nei confronti dell’Islam e del profeta Maometto.

Con lo crescita dei social media e delle app di messaggistica, sempre più spesso vengono accusati di blasfemia utenti che pubblicano post o si scambiano messaggi.

La comunità cristiana di Nowshera Virkan è terrorizzata dopo le proteste di massa seguite alla pubblicazione del post di Masih. Le proteste e la richiesta di “giustizia fai da te” non si sono placate neanche dopo l’arresto. Il governo del Punjab ha inviato forze di polizia sul posto.

Secondo l’ong pachistana Centro per la giustizia sociale, dal 1987 almeno 1549 persone sono state accusate di blasfemia e 75 di loro sono state assassinate da folle di facinorosi.

Secondo l’attivista per i diritti umani Shaan Taseer, sono attualmente circa 200 le persone agli arresti in Pakistan per l’accusa di blasfemia: non solo cristiani, va precisato, ma anche fedeli di minoranze religiose islamiche considerate eretiche.




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