martedì 3 marzo - Riccardo Noury - Amnesty International

Paesi Bassi, quando la polizia di frontiera discrimina su base etnica

Oggi una coalizione composta da due privati cittadini e da alcune organizzazioni non governative porta in giudizio la Royal Netherlands Marechaussee (Rnm), la polizia di frontiera dei Paesi Bassi, accusata di discriminazione nelle attività di controllo dei confini del paese.

Oltre a due privati cittadini, i ricorrenti sono Amnesty International, Control-Alt-Delete, RADAR e il Contenzioso legale su questioni di interesse pubblico, un progetto della sezione olandese della Commissione internazionale dei giuristi.

Durante le operazioni di controllo delle frontiere, la Rnm seleziona le persone sulla base di alcuni criteri, tra cui il loro aspetto esteriore, il colore della pelle e l’origine etnica, grazie ai quali, in parte, viene deciso chi debba essere escluso dalla coda. La Rnm applica profili generali di rischio basati anche sull’etnicità, come ad esempio “uomo che cammina veloce, è vestito bene e non ‘sembra’ olandese”.

Si tratta, in sintesi, di profilazione etnica, una forma di discriminazione che viola le norme nazionali e internazionali sui diritti umani ed è pertanto vietata.

I ministeri della Difesa e per l’Immigrazione sono responsabili dei controlli effettuati dalla Rnm. Sono loro a permettere controlli basati sull’etnia e su altre caratteristiche, condonando così gli atteggiamenti discriminatori della Rnm e contribuendo alla stigmatizzazione delle minoranze etniche: un atteggiamento che fa venir meno la fiducia nel governo e che oltretutto si dimostra inefficace nel contrasto alla criminalità.

I ricorrenti hanno più volte richiamato l’attenzione del governo sui dannosi effetti della profilazione etnica. Da anni, gli osservatori internazionali sui diritti umani ricordano alle autorità olandesi che hanno il dovere di proteggere i cittadini dalla discriminazione e di impedire la profilazione etnica.

Prima di ricorrere in tribunale, i due privati cittadini avevano presentato denuncia alla Rnm e al difensore civico ma senza ottenere risultati.

I ricorrenti chiedono ora al giudice di tracciare una linea e vietare allo stato di consentire alla Rnm di usare l’etnia tra i criteri sulla base dei quali prendere decisioni e tra i profili generali di rischio.

La profilazione etnica o razziale delle comunità immigrate o delle minoranze è diffusa in Europa e negli Usa, anche nei controlli sull’immigrazione. Vi sono state molte denunce ai tribunali riguardo a fermi di polizia discriminatori.

Il caso dei Paesi Bassi è però particolare, nel senso che sfida una politica di governo e una legislazione che autorizzano l’uso dell’etnia come criterio per fermare e controllare persone alla frontiera.

 

 




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