giovedì 10 novembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Nessuna pietà per il malato terminale in attesa d’esecuzione negli Usa

Gerald Ross Pizzuto Jr. ha 66 anni e ha un cancro alla vescica in fase terminale. Oltre a ciò, soffre di diabete e ha problemi cardiaci e respiratori. La sua terapia è composta da 42 farmaci. Nel 1985, nello stato americano dell’Idaho, ha ucciso due cercatori d’oro. Alcuni anni dopo è stato condannato alla pena capitale.

Venerdì scorso la Corte suprema statale ha fatto sapere che non esaminerà la richiesta di clemenza. Così, dopo quella scongiurata all’ultimo minuto il 2 giugno 2021, entro i prossimi 30 giorni potrà essere fissata una nuova data di esecuzione.

Nonostante la Commissione statale per la grazia abbia votato a maggioranza per la commutazione della condanna a morte in ergastolo, affinché Pizzuto se non a casa possa almeno non morire sul lettino dell’iniezione letale, il governatore dell’Idaho, Brad Little, non vuole saperne: la “giustizia”, mi permetto di usare le virgolette, deve fare il suo corso. Ad agosto, un tribunale statale gli ha dato ragione, stabilendo che egli può ignorare la raccomandazione della Commissione.

La domanda è questa: arriverà prima il boia o il cancro?

(La foto è tratta dal portale idahonews.com)




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